BORZONE CHAUU MUNDIAL 1982 imperia vivi… tagli nelle scuole … il video non solo gaza … forza imperia by guido arci camalli cena 4 giugno per la bolivia al arci camalli

imperia… non lasciar morire un sogno—- imperia non essere

bigotta… fai vivere di nuovo il prino…..non fate chiudere i negozi… perchè ogni giorno è una finale…. un mundial….

dispiace la scomparsa di giovanni borzone… che non ho conosciuto….. ma so che valeva

CHAU BORZONE SEI UN MITO…


Morto l’ex consigliere regionale, Giovanni Borzone
Morto l’ex consigliere regionale, Giovanni Borzone
Morto l'ex consigliere regionale, Giovanni Borzone
IMPERIA – E’ morto all’età di soli 62 anni, stroncato da un infarto, l’ex consigliere regionale Giovanni Borzone (Pd).
L’uomo si è sentito male la scorsa notte ed è stato ricoverato d’urgenza in ospedale, ma sfortunatamente il suo cuore ha cessato di battere.
Borzone era stato consigliere regionale ligure dei Verdi, nella seconda metà degli anni ’90.
Aveva partecipato alla nascita dell’Ulivo e alla nascita del Partito Democratico.
A ricordarlo, con grande affetto, è l’attuale coordinatore regionale imperiese del Partito Democratico, Giancarlo Manti, il quale afferma ”ho perso un grande amico, con il quale ho portato avanti numerose battaglie politiche. Il partito, la città e tutti noi perdiamo un grande politico. Giovanni lascia in tutti noi un vuoto enorme, nel mio cuore e in quello degli amici di sempre, che hanno saputo conoscerlo ed apprezzarlo”.

(foto dalla rete)

SCORRENDO LE IMMAGINI DEL PASSATO C’è IL MUNDIAL DEL 1982… CHE SI RICORDI AD ESSERE

VINCENTI COME ALLORA… FORZA DAI…

forza mundial 1982… quello che ho imparato che le persone son come i mundial devo vincere….. sempre….

il sogno mondialeee……  deve essere la vittoria di imperia

ma c’è gaza è tutto taCE TUTTO SPARISCE…. IN UN ATTIMO…. ED ALLORA LA VITA DEVE ESSERE LOTTA… CONTINUA PER RICORDARE LA GENTE GIUSTA E ONESTA COME BORZONE…..

MA IL SILENZIO è UNA COSA BRUTTA ORRIBILE OGGI SU LA 7 DANNO ITALIA GERMANIA 1982.. PER è VIVO QUEL RICORDO… COME DEVE ESSERE VIVO IL RICORDO DI GAZA… COME DEVE VIVERE LA MIA CITTà NON SOLO PER LA FIERA DEL LIBRO… MA PER TUTTO L’ANNO

il silenzio non solo gaza… il silenzio… son i tagli del governo …. il silenzzio è spostare attenzione.. il silenzio è modificare le paure… quelle che ognuno di noi ha 4 giugno cena per la bolivia al arci camalli dai forza siate in tanti..

il silenzio non son tanti silenzi…. i silenzi son i luttti

le persone a noi care… imperia deve sorridere

e sapere andare avanti… a testa alta

il silenzio … e un dai, un forza imperia…

città medaglia d’oro alla resistenza…

imperia è un dai di cuore…

26 maggio 2010

Indagine Eua – In tre anni l’Italia taglia il 10 % dei fondi per le università

Loredana Oliva

L’Italia è tra i Paesi che ha tagliato più fondi pubblici destinati alla formazione universitaria, seguita dall’Estonia, dall’Irlanda, dalla Romania dalla Lituania, mentre in tempi di crisi mondiale Francia e Germania investono fino a 30 miliardi di euro proprio sull’istruzione superiore, con nuovi programmi e strategie legate al merito, e allo sviluppo del territorio con le imprese e i centri di ricerca.
Sono i risultati di una ricerca dell’Associazione Europea delle Università , che dal 2008 sta monitorando l’impatto della crisi economica sulle istituzioni universitarie Europee .
Anche l’Istat identifica una criticità nei livelli di istruzione universitaria degli italiani: secondo l’ultima rilevazione sullo stato del Paese diffusa oggi: nel 2009 oltre il 10% dei 15-64enni possedeva solo la licenza elementare o nessun titolo di studio, il 36,6% la licenza media, circa il 40% il diploma e appena il 12,8% raggiungeva la laurea.
Sotto la lente d’ingrandimento internazionale ci sono quei Paesi che hanno investito nell’Higher Education meno del 2% del Pil, e al di sotto del 3% per quanto riguarda il sostegno economico alla ricerca, secondo gli obiettivi stabiliti dall’Unione Europea.
L’Italia ha tagliato in tre anni il 10 % di fondi destinati alle università pubbliche , l’Estonia ha raggiunto la stessa percentuale nel 2010, così la Romania seguita dalla Lituania con l’ 8% di tagli.
La maglia più nera va alla Lettonia che nel 2009, aveva operato una riduzione dei fondi pubblici per la formazione superiore del 48%, ma in quel caso erano intervenuti Fondo Monetario e Banca Mondiale con delle raccomandazioni sul riordino dei conti pubblici.
Ciò che l’Eua rimprovera all’Italia è una riduzione importante, senza una strategia spiegata con chiarezza agli altri paesi Ue. Intanto da più di una settimana è cominciata una campagna di occupazione degli Atenei Italiani contro il decreto Gelmini sulla riforma universitaria, e sulle nuove regole di accesso per i ricercatori, in discussione al Senato.
Altri Paesi con una tradizione di grande qualità universitaria hanno dovuto operare dei tagli: il Regno Unito ha ridimensionato il finanziamento pubblico dell’Higher Education per oltre il 6% sino al 2013, ma dovrà fare i conti con un aumento di 20mila studenti che entreranno negli atenei pubblici nel 2010, che il nuovo governo di David Cameron sarà costretto a sostenere economicamente.
Anche in Uk c’è stato il congelamento delle assunzioni, la riduzione del personale amministrativo universitario, una questione sulla quale si è giocata la competizione elettorale. Il Times higher education e il Financial Times hanno parlato di debacle del sistema educativo inglese, che ha chiamato a raccolta i soggetti privati, affinché l’offerta formativa per gli studenti inglesi e stranieri non subisse dei danni irreversibili.
L’investimento privato sull’università pubblica nel Regno Unito è aumentato proprio nel 2010. Andreas Schleicher, esperto di Education all’Ocse, ha commentato con amarezza questi dati, un po’ sorpreso che ancora i governi europei non vogliano capire che otterrebbero dei benefici economici, investendo nell’istruzione. «Tutti gli studi e le ricerche fatte dimostrano che gli investimenti in istruzione hanno un forte ritorno in termini di vantaggi economici e sociali»
Per quanto riguarda gli investimenti nella ricerca universitaria, il dato italiano fa emergere una riduzione di oltre il 6%, l’1,2/ del Pil.
«Altri stati che hanno dovuto abbassare il finanziamento pubblico sull’università, non hanno mollato sulla ricerca», riferiscono dall’Eua.
In particolare si è registrato un incremento degli investimenti di Austria, Portogallo, Finlandia e Regno Unito nei settori di ricerca identificati con la sigla STEM (Science, Technology, Engineering, Mathematics).
Altri paesi che hanno tagliato fondi alle università per più del 5% sono la Repubblica Ceca, la Polonia, la Croazia, Serbia e Macedonia.
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Indagine Eua – In tre anni l’Italia taglia il 10 % dei fondi per

imperia cominci a vivere…..

imperia deve lottare…..

imperia deve non litigare……

imperia deve sopravvivere? no vivere… vivere

sempre…. sempre vivere…
volo a mangiare…

forza imperia

ritmi africani il sogno di… fetish alla talpa e orologio… inchiesta g8 del aquila… by guido arci camalli

Ce l’abbiamo fatta! Sono terminati i lavori per la costruzione e l’equpaggiamento della “case de santé” di Diakine (Senegal): l’inaugurazione è prevista per luglio 2010! Il progetto è stato realizzato grazie all’impegno volontario degli abitanti del villaggio e grazie a tutti quelli che, in Italia, ci hanno sostenuti! Ora abbiamo bisogno di aiuto per poter sostenere l’acquisto di un rifornimento di medicinali antimalarici, antibiotici, disinfettanti, e per poter contribuire alla formazione di un infermiere. Per questo ti invitiamo alla nostra CENA SOLIDALE. Sabato 5 giugno alle 20.30 al Kitchen Club in Via Fratelli Garrone 39/90 a Torino: gustosi antipasti, primi a base di cous-cous e pasta, macedonia di frutta, un buon dolce, acqua, vino e caffè. Il contributo è di 15 Euro. I posti sono limitati, per cui occorre prenotare entro venerdì 4 giugno.

Durante la serata vi sarà, inoltre, l’estrazione della sottoscrizione a premi a cui abbiamo dato il via nel mese di aprile, il cui ricavato servirà ad appoggiare i nostri progetti in campo sanitario (informazioni su http://www.ritmiafricani.org). Sostieni il villaggio di Diakine e l’auto organizzazione! Partecipa e invita altri a fare lo stesso! In allegato il volantino, che puoi aiutarci a diffondere… Ti ringraziamo per il sostegno! Per info e prenotazioni

info@ritmiafricani.org // http://www.ritmiafricani.org

Inchiesta G8: Verdini, nessun tesoretto

Coordinatore parla ad assemblea Credito cooperativo fiorentino

23 maggio,

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Inchiesta G8: Verdini, nessun tesoretto (ANSA) – IMPRUNETA (FIRENZE), 23 MAG – ‘Non ho niente da nascondere e non ho tesoretti in Lussemburgo o in altri Paesi’.

Cosi’ Verdini, coordinatore nazionale Pdl. Verdini ha parlato all’assemblea dei soci del Credito cooperativo fiorentino (Ccf), banca da lui presieduta, di tutta la vicenda e ha raccontato della rogatoria chiesta in Lussemburgo dai magistrati che indagano sui Grandi eventi, e ha anche spiegato l’ispezione fatta dalla Banca d’Italia nelle sede del Ccf. I conti della banca vanno bene, ha aggiunto.

Inchiesta G8, ipotesi giudizio abbreviato
per Piscicelli. Zampolini, conti al setaccio

Utilizzati assegni circolari ottenuti dall’autista di Anemone
La difesa di Piscitelli chiederà revoca degli

Inchiesta G8, ipotesi giudizio abbreviato per Piscicelli

arresti domiciliari

PERUGIA (19 maggio) – Dopo il nuovo interrogatorio di ieri prosegue l’esame da parte degli inquirenti di Perugia dei conti correnti dell’architetto Angelo Zampolini per individuare eventuali altre operazioni legate all’acquisto di case oltre a quelle già al centro dell’indagine sugli appalti per i Grandi eventi. Operazioni per le quali – è emerso dagli accertamenti – sono stati utilizzati assegni circolari ottenuti con contanti forniti da un autista tuttofare di Diego Anemone e tratti da conti delle aziende di quest’ultimo. Una ventina le consegne di denaro al vaglio degli inquirenti. Ieri Zampolini ha spiegato ai magistrati di essersi impegnato nelle operazioni perchè così pensava di fare un favore ad Angelo Balducci. Quella di oggi sembra intanto una giornata di pausa alla procura di Perugia, almeno apparentemente. Assenti i pm Sergio Sottani e Alessia Tavarnesi che ieri hanno interrogato Zampolini.

La difesa dell’imprenditore Francesco Maria De Vito Piscicelli sta pensando di presentare richiesta di giudizio abbreviato. Lo conferma il legale dell’imprenditore, l’avvocato Marcello Melandri, spiegando che l’istanza potrebbe essere depositata al gip già domani. Piscicelli doveva essere processato con rito immediato il 15 giugno a Firenze insieme ad Angelo Balducci, Guido Cerruti e Fabio De Santis, destinatari di misure cautelari nell’ambito dell’inchiesta fiorentina sull’appalto per la Scuola Marescialli dei carabinieri, filone toscano dell’inchiesta sui Grandi Eventi. Al momento le difese degli altri indagati non sembrano intenzionate a chiedere un rito alternativo. Se Piscicelli depositerà la richiesta di abbreviato, per lui il gip dovrà fissare una data di udienza. Il giudizio su Piscicelli si baserà quindi sugli atti già depositati, mentre per gli altri tre si aprirà il dibattimento. L’avvocato Melandri ha anche annunciato che chiederà al gip una richiesta di revoca della misura cautelare per Piscicelli, che al momento si trova ai domiciliari.

da mix o max

“essere liberi”

essere liberi e sognare gente libera…

essere liberi e vedere un mondo diverso….

essere liberi o essere in prigione…..

esseri liberi….. senza talento alcuno

ma se si è liberi… allora perchè vedo il mondo chiudere?

ma e si è liberi…. perchè la gente non lotta

essere senza una plastica per coprirsi

ove il barbone ha umanità… con gli occhi della fame

essere senza un progetto solito… insolito mare… da qui scrivo..

appeso ad una scogliera… certo di applaudire al mare….

tutto fù silenzio e paure… nel mio cuore raggiante…

imperia per le vie di via de sonaz…

ove il sole aveva paure strane… brillava troppo


guido guglielmi



by guido arci camalli socio del circolo arci camalli arci guernica

dajeee


ma c’era qualcuno che pensd

meglio un gatto oggi che un forum

domani

non si sa dove si vada a finire

al maestrale mi diverto

alla talpa anche forse

cambiano i templi

” la gente rasta non fà

tendenza?”


d: guarda se vai a ponticelli

ti fai la parrucca rasta

non è tempo di

polemiche quelle le fà

solo


IL POLEMICO

GIORNALE INDIPENDENTE

LIGURE DI S.AGATA

TITOLO

” LA MIA STRADA DA SISTEMARE”

la mia strada è ancora

da sistemare….

almeno iniziate i lavori

sopprimo il polemico

parlando di

FETISH CALAVERAS

un gran gruppo

che è venuto alla talpa e l’orologio

un grandissimo gruppo

a cui auguro un gran futuro

ma or dunque or quando

or sempre….

or ora….

ci si sveglia dalle tenebre del

mondo civile…

e si osservano i passanti

la gente come me…

e quella come il the…

ma siamo davvero liberi

la paura però fà 90

e l’insalata è inquinata

il sangue è un motorino che sfreccia

per le vie del centro

piazza dante… bar parrucchiere

ove c’è il cuore…

ma come non ricordare…

il saluto dei soliti noti….

tratto da casa mia..


” ove il cielo era sereno…

ove le ali erano già floscie

il ministero era vagante..

e la spiaggia sabbiante

faceva caldo ad imperia 2

un caldo infernale

era in freddo bestiale…

e un pranzo da mangiare…

il vero guerriero…

era scomparso…

ingoiato dalla paura…

ed in via matteotti… c’era un corteo

al incontrario

in piazza bianchi… i banchi dei soliti

comunisti…

tutto scorreva verso ponticelli

tutto scorreva verso il cemento

sul porto…

discoteche sul mare…

sognava il sognatore

lavoro per tutti…

tutti felici… tutti uniti…

si dichiarò il falso…

si cercò il vero…

in piazza rossini

la dove c’era un teatro

ora ci stà l’albero più gettonato…

scorre il tempo…

ricordo la fermata..

o la mia staccionata..

1999 … 2009…

auguri mondo antico

scorro le foto innocenti..

quelle sotto i denti…

agnesi contro tutti…

olio sasso il parcheggio…

nella piazza nien un  sens

ovvero la piazza de amicis

tanto gioco un torneo di

pallavolo a san giovanni

anni d’oro

che debbon tornare


vianello dalla stampa e ci si ricorda…. by guido arci camalli

ci si ricorda dei soli raggianti….delle storie antiche
e i greci?… e i cartigironi? ops cartagireni…
ci si ricorda dei soli raggianti … delle favole di mezza
notte… e delle stelle in cielo….
ma quel ballo strano? quello è pura libertà…
quella è pura simpatia….
ci si ricorda dei 2010… l’anno del 10 in teoria…
in pratica un anno di pupù….
cercate su wilkipedia pupù hihi
ma che dire…. infatti non dico nulla…
assisto alla fine del inizio… al inizio della fine…
ove chi ha se lo tiene … chi non ha si attacca….
fischiano i tram… belin c’è nera uno a porto maurizio
lo ricordo… bene…
e fischia lusignolo… che passa alla gazza ladra…
rabbia e mal costume…
rabbia e promesse non mantenute….
insomma la vità è questo… quello… il bimbo che vuole
la mamma che lo consola…
insomma la vità… è tagliare alla gente… è inseguire…
il trofeo… ove te… non arrivi … mai … mai.
ore 13. 40
che noia che barba
ma i ricordi son recenti le discussioni utili…..
ma c’è gente che sorride e si sveglia….
ma poi si festeggia il gelsomino…. il pane e il vino
gente che festeggia a pace e vino……
come un gelsomino……

yeahhh  su guidoil camallo vedete foto yeahhhh yeahhh

Che barba, che noia – LASTAMPA.it

L’immagine che lo consegna per sempre ai nostri ricordi è quella di un anziano gentiluomo in pigiama che a letto sfoglia la Gazzetta dello Sport, mentre accanto a lui la moglie soffia come un mantice, solleva le gambe a candela e borbotta «che barba che noia, che noia che barba». Ciò che distingue un genio dell’umorismo da un marito normale è la sua reazione.
Di fronte all’attacco più grave che ogni maschio sia chiamato a fronteggiare – l’incapacità di suscitare passioni – Raimondo Vianello non si scusa né accusa. Si limita a lanciare uno sguardo in tralice, senza mai perdere di vista il giornale. Il matrimonio che resiste nel tempo, sembra suggerirci il suo silenzio, consiste nella gestione oculata dei litigi e degli scoppi improvvisi di noia.

 

Raimondo non era solo la parte maschile della ditta Vianello & Mondaini, ma se oggi lo ricordiamo soprattutto così è per la sua decisione giovanile di annullare il proprio talento anarchico, che forse ne avrebbe fatto il Peter Sellers italiano, dentro i vincoli di un rapporto professionale di coppia, allegoria perfetta dei vantaggi e degli svantaggi che procura una vita coniugale felice. I fan del Vianello «single», quello macabro e surreale degli sketch censurati con Tognazzi, sostengono che il matrimonio con una milanese pragmatica e un po’ «sciura» come la Sandra abbia deviato il corso naturale della sua carriera, riducendo alla sola dimensione televisiva un attore che possedeva il dono raro dell’umorismo. Per i fautori del Vianello «matrimoniale» vale il discorso opposto: se avesse seguito il suo istinto di battutista allusivo sarebbe finito nel dimenticatoio, in questo Paese ben poco inglese che detesta gli umoristi perché applaude la risata grassa del comico e le improvvisazioni sguaiate della commedia dell’arte.

Dovunque sia adesso, Vianello sorriderà di certe dispute, senza mai staccare gli occhi dal giornale. Ogni uomo è la scelta che fa e la sua è stata di privilegiare l’aspetto borghese del proprio carattere. Aveva bisogno di vivere al riparo di una doppia cornice di sicurezza: economica e affettiva. La tv e la moglie. L’affetto munifico del pubblico (i suoi show del sabato sera, popolari senza essere volgari, facevano 20 milioni di spettatori) e quello materno di una donna da cui non ebbe figli, ma della quale forse un po’ lo fu.

In un mondo dello spettacolo abitato da troppe coppie che dichiarano di amarsi sul palco (vedi un’altra Sandra, la Bullock, alla cerimonia degli Oscar, una settimana prima del divorzio) e si dilaniano accanitamente in privato, Mondaini & Vianello hanno offerto l’interpretazione opposta e vincente di due persone che si punzecchiano di continuo davanti alla telecamera per ritrovarsi più unite a casa propria. Indimenticabili le sigle finali dei loro varietà degli Anni Settanta, quando davano l’impressione di correre a perdifiato l’uno fra le braccia dell’altra, ma sul più bello qualcosa faceva fallire l’aggancio: di solito qualcosa di macabro, con lei che lottava contro la morte e lui che si girava dalla parte opposta, visibilmente sollevato. Erano gli sposi d’Italia e il passaggio alle tv di Berlusconi aveva istituzionalizzato il loro matrimonio, trasformando Casa Vianello nel contenitore di tutti gli stereotipi della coppia tradizionale. Lui era il marito svogliato e addomesticabile, che risvegliava il suo istinto di predatore in presenza di ragazze provocanti, ma arrivato a un passo dall’adulterio si ritraeva sempre. Apparentemente per un equivoco o un capriccio del destino. In realtà, per l’adesione inconscia a un codice morale al quale non doveva essere del tutto estraneo il sentimento d’amore per la moglie, che pure non veniva mai esplicitato.

Sandra & Raimondo erano lo specchio deformato ma non infedele del matrimonio all’italiana. Nel loro ménage si riconoscevano milioni di piccolo borghesi, quando esserlo significava assomigliare a Vianello: benpensante, magari ipocrita, però mai trucido e volgare. È difficile immaginare che i litigi di una coppia cresciuta col Grande fratello abbiano i toni e le pause, soprattutto le pause, di quelli che sapeva imbastire lui. Il suo segreto è facile da scoprire, ma impossibile da copiare. Ci ha giocato fino all’ultima intervista: «Se tornassi indietro, rifarei tutto. Mi risposerei anche. Con un’altra, ovviamente».

grande bobby soul al babilonia

La Fame nel Mondo

Un pianeta urla per la fame

800 milioni di persone senza cibo

Un mondo condannato alla fame ed alla sofferenza. Sono 800 milioni le persone, da un emisfero all’altro, che soffrono di fame. E non basta, perché la malnutrizione riguarda un numero ben superiore di persone: oltre 2 miliardi.

Nel corno d’Africa, cuore della disperazione, l’80% della popolazione soffre di gravi malattie legate alla malnutrizione. I bambini sono soggetti alla caduta di capelli, fino alla calvizie, alla perdita delle unghie e talvolta anche del primo strato di pelle. I1 mondo è pieno di affamati perché le risorse sono mal distribuite. Per questo non è sufficiente aumentare la produzione alimentare, ma combattere la lotta su più piani: da una parte sviluppare l’agricoltura nelle zone più povere, proteggendo le economie rurali, e dall’altra correggere certi effetti dell’economia globalizzata: caduta dei prezzi dei prodotti agricoli, diffusione incontrollata delle colture industriali volute dai gruppi economici più forti, liberazione dei contadini e dei paesi poveri dal giogo dell’indebitamento.

Occorrono interventi strutturali in grado di modificare le tendenze spontanee dell’economia mondiale. È necessario che i bisogni ed i contributi dei paesi in via di sviluppo ottengano una giusta considerazione nel commercio mondiale. Liberare dalla fame significa anche liberare dalla guerra, ha detto il Pontefice in un Suo messaggio.

“Liberare dalla fame milioni di esseri umani non è impresa facile e presuppone di estirpare le stesse cause alle radici della fame, come guerre e conflitti interni”.

La FAO ha calcolato in 10 centesimi di dollaro a persona all’anno il costo di una integrazione a base di ferro. (l’anemia è la principale malattia da regime alimentare – colpisce un miliardo e mezzo di persone) del cibo destinato alle persone anemiche. Nella sola India un’operazione del genere verrebbe a costare 44 milioni di dollari l’anno. In Thailandia si è avuto successo con un programma che, prima di aggredire la malnutrizione combatte la povertà. Il programma ha dato vita ad una serie di iniziative produttive che comprendono

l’introduzione di tecnologie agricole più moderne, la creazione di migliaia di centri di allevamento di bestiame, ed il miglioramento delle strutture educative e dei servizi sociali: la carenza di proteine è stata ridotta così da una prevalenza del 51 fino al 21% in termini globali, mentre le forme più drastiche di malnutrizione sono calate dal 2,1% allo 0,01.

RAPPORTO UNICEF

È allarme rosso per la situazione infanzia ne1 mondo

Ogni anno 11 milioni di bambini muoiono per cause facilmente prevenibili e molti altri si “perdono in mezzo ai

vivi”, resi invisibili dalla miseria,non registrati alla naseita o costretti a lavorare in condizioni estreme. Come i bambini soldato, o quelli nei bordelli, vittime dello sfruttamento sessuale. Oltre 600 milioni,sotto i 5 anni, devono sopravvivere con meno di un dollaro al giorno, 200 milioni sono affetti da rachitismo per malnutrizione e oltre 110 non vanno a scuola.

AIDS

Ogni minuto 6 ragazzi sotto i 25 anni vengono infettati dall’HIV e l’AIDS colpisce soprattutto l’Africa: su 2,8 milioni di persone morte lo scorso anno il 79% erano africani.

RACHITISMO

Carenze alimentari e mancanza di cure adeguate pregiudicano la crescita del bambino nei primi anni di vita. Nei Paesi in via di sviluppo il 39% dei piccoli sotto i 5 anni é affetto da rachitismo, mentre sono oltre 170 milioni quelli sottopeso.

VACCINAZIONI

30 milioni di bambini non sono protetti dalle vaccinazioni obbligatorie (nel primo anno di età) e tra questi 11 milioni muoiono per malattie che si potrebbero prevenire.

ACQUA E SERVIZI IGIENICI

Più di un miliardo di persone continua a non avere accesso all’acqua potabile ed un terzo della popolazione mondiale non dispone di servizi igienici, soprattutto in Cina, Congo, Etiopia, India. Mentre sono 2 milioni i bambini che muoiono per malattie diarroiche ed altri disturbi legati al consumo d’acqua.

MATERNITA’ ASSISTITA

44 milioni di donne non ricevono alcuna assistenza durante la gravidanza ed il parto. Questa é ogni anno la causa di morte di circa 600.000 puerpere e 5 milioni di neonati prima, durante il parto o nella prima settimana di vita. Ancora oggi nel mondo oltre 130 milioni di donne hanno subito la mutilazione degli organi genitali.

COSA FARE

Tutti gli uomini devono e possono battersi per la tutela dei diritti umani, troppo spesso violati. Non può esserci sviluppo se questo non è planetario, ed obiettivi dello sviluppo sono quelli di assicurare una condizione di vita dignitosa, un’alimentazione adeguata, un’assistenza sanitaria, istruzione, lavoro e protezione contro le calamità.

Intervenire in aiuto delle Nazioni povere e di combattere la povertà attraverso ogni mezzo: sostenere i programmi internazionali; diffondere il messaggio con campagne di informazioni capillari e ripetute nel tempo al fine di sensibilizzare sempre più il cittadino; promuovere incontri con le Istituzioni cooperando con esse per istituire centri di raccolta e per formalizzare programmi di intervento educativo; attivarsi con i media per diffondere l’obbligo della difesa dei diritti umani.

APPROFONDIMENTI

Libri Fao

Come e perchè l’organizzazione dell’ONU per l’Alimentazione e l’Agricoltura promuove la fame nel mondo.  Pagg. 104

 

La Fame nel Mondo

 

 

un grande bobby soul al babilonia di cervo

 

 

daje imperia vivi

 

Agri-Cultura Secondo quaderno della rivista “CNS-Ecologia Politica”, denuncia il modello agricolo industriale dominante, che distrugge terra, lavoro ed ecosistemi.

Libro + CD ROM, Pagg. 191

 

 

ronf ronf…. santoro resta… ponticelli in tv andate al maestrale by guido arci camalli

g:ponticelli come napoli?

ebbene si ragazzi la cosa ora sembra essere grave

g:ma cosa dirà ora la spazzatura?

s:aoooo lasciatemi li dove stò capitoooo

g:si si abbiamo capito… tutto come sempre…. non ho visto null

ma allora su raitre regionale?

le solite bugie della sinistra……

continua……

s:a ma nu già finito…. ronf ronf tanto sonno…. dajee

s:ed io la spazzatura dove vado? mica andrò in  germania…

ma sian sicuri che il pd abbia pulito tutto? chi lo sa… bohhh

comunque girmi 1 è stata vittima di hacker…

S:io spazzatura pulirò tutto promesso…. se poi c’è da pulire

pulisco….

ops… il guaio è che ho sporcato troppo poco

naturalmente gioco nessuno si offenda….

Michele Santoro resta in Rai?

10:05 mer 26 maggio 2010

<!– –>

Dopo il polverone sollevato dal suo intervento di giovedì scorso e dopo la presa di posizione pubblica di Bruno Vespa, Michele Santoro rinuncia a contrattare e resta in Rai.

La prima parte dell’intervento di Michele Santoro durante Annozero

La seconda parte dell’intervento di Michele Santoro durante Annozero

Secondo il giornalista, infatti, ‘le continue fughe di notizie hanno violato l’impegno di riservatezza indispensabile per un possibile accordo con la Rai favorendo interpretazioni fantasiose lesive della mia immagine. Trasmissioni televisive della Rai hanno potuto entrare nel merito di una trattativa in corso d’opera con un profilo denigratorio dei miei comportamenti di professionista. Non era mai avvenuto in precedenza’.

Santoro ha poi aggiunto che ‘in questa situazione non ha alcun senso continuare ad immaginare cambiamenti il cui scopo fondamentale era solo porre fine ad una vertenza giudiziaria e progettare nuovi format nell’interesse della Rai e del pubblico’.

Nonostante non sia stato ancora ufficializzato nulla, è possibile che Michele Santoro annunci novità e scelte durante la puntata di Annozero in onda domani sera nonostante siano molti quelli che pensano che Santoro stia giocando con il fuoco, come per esempio sul blog dell’Espresso dove si ironizza: ‘Bravo Michele! Sei il primo giornalista che si lamenta per una fuga di notizie’.

‘Ora la situazione si fa divertente’, aveva dichiarato Marco Travaglio: a questo punto non resta che attendere e vedere come andrà a finire questa situazione, calcolando che per lo mezzo c’è l’agente degli agenti Lucio Presta!

Michele Santoro resta in Rai? – Magazine – Excite Italia

mica farà come la rumenta di ponticelli?

ore 23.55 … se dio vuole vo a durmi..

andate al maestrale… saluti maestrale …..

4 giugno cena al arci camalli bolivia 6 GIUGNO CENA SPROFONDOIMPERIA 6 giugno infiorata al parasio foto 2008 balla coi cinghiali 2010il video e poi il video massimo fazio “villa regnante” “fuori le mura” BY GUIDO ARCI CAMALLI

arci camalli 4 giugno cena

alle ore 20 circa

per la bolvia per inf…..

a cura dello sprofondoimperia ponte magico e ipazia aps

per inf telefonare ad andrea rubino

349/0937852

mail

andrearubino81@hotmail.com

www.Promiseland.it • Leggi argomento – arci camalli arci brixton arci guernica arci tamburine

il nostro sito è ancora fermo c’è ne scusiamo tanto…

— Associazione Onlus con sede a Imperia Via del Monastero 15 – 18100

per inf rivolgersi ad andrea rubino che trovate su face book… ad lilliana giacometti che trovate su face book ad luciano morelli che trovate su face book

o a me che mi trovate su face book

numeri di tel

328/2625920 il mio num..

numero di andrea rubino

349/ 0937852

video di salvatore massimo fazio cliccate li sotto

grande anghetu

6 GIUGNO CENA PER LA BOLIVIA ALLO SPROFONDOIMPERIA alle ore 20 circa

— Associazione Onlus con sede a Imperia Via del Monastero 15 – 18100

per inf perle della liguria…. sito molto aggiornato che già in passato ci ha dato una mano clickate li sotto grazie chau

Le Perle della Liguria – Onlus – Associazione Onlus SPROFONDO IMPERIA – Eventi culturali, manifestazioni


cliccate li sotto chauuu

Il posizionamento sulla mappa è approssimativo
FotoFoto

Foto

o lilliana giacometti o andrea rubino che trovate  su face book…..

siate numerosi….. il sito di sprondoimperia è ancora fermo

sorry

un poco di informazioni sulla bolivia presi dal blog

Racconti Boliviani «

cliccate la sopra

di Margherita Maniscalco – CISS

Risate frivole, minigonne simil-inesistenti, una multisala cinematografica in una city mall al lato di boulevard attraversati da land rovers….sono di ritorno, facendo tappa in una Florida sbrilluccicante che ostenta lo sviluppo e il progresso…e mi chiedo se due Americhe così diverse potranno mai capirsi….

Ripenso a queste giornate boliviane. Una Bolivia che forse più degli altri paesi del continente latinoamericano riesce ancora a proporre uno stile di vita diverso, autonomo. Per le strade di La Paz, le donne che vestono le pesanti pollera colorate con l’immancabile bombetta nera sul capo, rendono viva ogni giorno la tradizione dei popoli Aymarà o Quechua. Qui non c’è bisogno del cellulare, l’Entel, la compagna di telefonia e comunicazioni del paese (ri-nazionalizzata dal Governo Morales dopo che la Telecom Italia nel 1995 aveva acquisito il 50% della società)– ti da la possibilità di chiamare ovunque con pochi pesos boliviani mentre non c’è motivo di possedere un automobile, i micro e i bus ti portano in qualsiasi momento in qualsiasi angolo della città tu desideri andare. Poche sono le case nella città satellite di El Alto che possiedono i servizi igienici….ma i bagni pubblici almeno in parte sopperiscono a tale mancanza.

Forse l’unico paese dove Mc Donald ha dovuto chiudere 8 ristoranti e uscire dal paese nel 2002, principalmente per scarsi profitti….nessun boliviano sarebbe stato disposto ad abbandonare l’uso di sedersi per strada tra i mercati su una cassetta della frutta in un comedores improvvisato per mangiare con pochi centesimi di Euro pollo fritto, saltenas o empanadas condite con la salsa piccante llajhua. Qui l’importanza delle tradizioni è riconosciuta, valorizzata; si parla del trionfo dell’indigenismo. Cerco di capire cosa ci sia dietro questo termine…rivendicazione di un’autonomia, di un’indipendenza dai sistemi neoliberali e capitalisti mondiali, conservazione delle tradizioni, autonomia territoriale, autodeterminazione delle comunità…..l’espulsione dell’ambasciatore statunitense nel 2008, la nazionalizzazione del settore degli idrocarburi, la lotta contro il latifondismo, il limite alla proprietà privata…Dopo decenni di governi di origine che hanno messo al margine dell’economia e della politica le comunità locali con il secondo mandato presidenziale di un aymara, campesino e cocalero ora riacquistano la propria dignità.

In ogni muro di La Paz o delle case costruite di fango e lamiera nello Yungas leggo “Evo si”, “Evo cumple”, “Evo, Gracias por tu obras”. Ogni seduta parlamentare si inaugura con il pugno alzato, mentre le bombette delle numerose donne che siedono in parlamento le ritrovo anche nelle piccole amministrazioni comunali delle municipalità rurali dello Yungas. Il consenso riscosso da Evo e dalle proposte di riforma costituzionale è vasto e condiviso; se durante il primo mandato tale consenso lo si poteva ritrovare principalmente tra i campesinos, cocaleros delle aree rurali, oggi coinvolge anche la classe media urbana.

Anche io vorrei lasciarmi coinvolgere a affascinare da questa atmosfera, riconoscere che è possibile proporre un governo democratico, partecipativo, basato su un concetto di sviluppo alternativo che riconosce la necessità di salvaguardare la Pacha Mama, la Madre Terra da difendere per garantire la sopravvivenza dell’umanità.

Ma la parola indigenismo mi fa anche un po’ paura….

Passo ogni giorno davanti all’ufficio del registro elettorale del Dipartimento di La Paz, ogni giorno una fila lunga, ordinata e silenziosa….(mi chiedo se i cittadini Italiani la farebbero per potere avere garantito il diritto di voto)….ammiro questa gente che rivendica i propri diritti, il diritto di partecipare alla vita politica del paese….poi però mi raccontano che secondo la normativa del paese se non voti perdi accesso al credito bancario, ad uscire dal paese, all’accredito del proprio salario….

Rivendicare le proprie tradizioni….così il Presidente Morales nel 2009 ha chiesto ufficialmente di cancellare dalla Convenzione ONU sulle droghe i commi che proibiscono la masticazione di foglie di coca….la sagrada hoja de coca, una pratica ancestrale e millenaria dei popoli indigeni andini che non può né deve essere proibita, secondo il presidente.

Certamente i campesinos boliviani non sono costretti più a sottostare alle azioni non sempre legittime e approvabili della DEA , che pur di contrastare il narcotraffico dei derivati della foglia di coca verso gli Stati Uniti distruggevano le piantagioni di foglia di coca…..certamente non c’è più spazio per una cooperazione “condizionata”, un aiuto allo sviluppo concesso solo se accompagnato da programmi di sviluppo alternativi alla coltivazione della foglia di coca….le comunità di questa cooperazione sanno poco che farsene….Raggiungo la regione del Sud Yungas e mi chiedo però se non sia la foglia di coca ad essersi impadronita del paese ora…..mi raccontano che prima qui si coltivavano banani, frutteti, cereali…..e ora si coltiva quasi esclusivamente foglia di coca. Se davvero servisse soltanto ad alimentare il mercato interno, sarebbe un diritto da rivendicare, certamente….In effetti l’amministrazione comunale della municipalità di Chulumani mi accoglie masticando foglie di coca organica, da loro prodotte e delle quali vanno fieri….ma è indubbio che l’espansione della coltivazione di foglie di coca è principalmente legato al narcotraffico, che sta generando redditi ingenti nel paese…e i prodotti chimici derivati della coca, che certo non fanno in alcun modo parte della tradizione indigena, sembra che inizino a circolare a basso prezzo ora anche in Bolivia. Ma a prescindere dalle rivendicazioni del presidente Morales, sino a che la domanda mondiale di produzione di foglie di coca sarà in costante crescita, i boliviani continueranno ad estendere la sua coltivazione …e per almeno 4 buoni motivi:

– La coltivazione di coca, rispetto alla coltivazione di altri prodotti agricoli, richiede soltanto un investimento iniziale, da non ripetere nel tempo;

– Il prezzo alla vendita della foglia di coca è molto più elevato del prezzo di altri prodotti agricoli, destinati al mercato interno o all’esportazione;

– La domanda ti tale prodotto è positiva e crescente, quindi la coltivazione di coca risulta un investimento sicuro;

– Il raccolto si produce in media 3 – 4 volte l’anno, con una rendita maggiore rispetto ad altri prodotti agricoli.

L’estensione della coltivazione della foglia di coca non è però priva di impatto sulle condizioni di vita delle comunità locali; i terreni messi a coltura con il tempo vanno deteriorandosi riducendo la fertilità dei suoli; anche quando si vorrà reintrodurre in certi territori la coltivazione di altre colture, sarà molto difficile recuperare i suoli dove oggi si coltiva coca; al fine di produrre maggiori quantità di prodotto, in molti casi si usano fertilizzanti chimici, con un ulteriore impatto sul territorio. Le comunità che oggi stanno convertendo la propria tradizionale produzione agricola in produzione di coca, stanno inoltre mettendo a rischio la propria sicurezza alimentare, dovendo sostenere il proprio approvvigionamento ricorrendo a prodotti stranieri o coltivati in altre parti del paese. Dunque, anche senza volere considerare gli aspetti negativi legati al narcotraffico, per le comunità locali la produzione di coca, per quanto generi un reddito certamente superiore ad altre attività economiche, non è una strategia di sviluppo sostenibile per il paese.

Apparentemente sembra che questo processo debba rimanere indiscusso, perché il diritto dei cocaleros di coltivare coca non può essere messo in discussione….ma in realtà la consapevolezza dei danni ambientali legati alla coca sta emergendo, e alcuni si oppongono….

La Municipalità di Irupana, per esempio, nel Sud Yungas, sta resistendo a questo processo e nella propria area rurale la produzione agricola è ancora diversificata….la cooperativa Coraca Irupana, da 25 anni lavora producendo caffè, amaranto, miele organico, investendo i profitti ricavati dal mercato del circuito biologico e del commercio giusto in servizi per le comunità…il numero di produttori che fanno parte della cooperativa è in costante aumento e ricevono l’appoggio della municipalità che per questo, viene discriminata dalle altre realtà presenti nel Sud Yungas.

Di riunioni sindacali di cocaleros parla ogni mattina Radio Yungas…che incarna perfettamente il concetto di radio comunitaria, una radio informativa e partecipativa….una radio a servizio della comunità, che testimonia in presa diretta gli avvenimenti politici, economici, sociali o culturali della comunità alla quale si rivolge, che funge da strumento di comunicazione in tempo reale per le comunità che organizzano riunioni e incontri grazie agli annunci della radio…una radio comunitaria come punto di riferimento principale della popolazione dello Yungas, che non crede ad un avvenimento se non annunciato dalla radio….”Radio Yungas è lo Yungas”, così mi spiega la giovane Eliana, direttore esecutivo della Radio da più di due anni…..”Radio Yungas non può chiudere, non si può chiudere lo Yungas”….La Radio, dopo 32 anni di attività, si trova in difficoltà economiche, ma Eliana è ottimista e sicura, nonostante i debiti, quest’anno non manderà a casa nessuno degli 11 impiegati della radio. Ne sono certa anche io, Radio Yungas non chiuderà.

La determinazione e l’attivismo di Eliana, lo ritrovo in Claudia…aveva 18 anni, studentessa di ingegneria usciva tardi spesso dall’università di La Paz…..più volte le era capitato di vedere ragazzi e bambini giocare la sera a calcio al parco zoologico….un giorno, passando per il parco, la maggior parte di loro fugge, rimane un bambino di sette anni; con lui Claudia inizia a parlare sfidando la propria diffidenza, gli offre un pasto, un alloggio dove dormire, e così Claudia inizia a conoscere la vita dei ragazzi di strada di La Paz; ragazzi che sono fuggiti dalle proprie famiglie in condizioni di povertà, prevalentemente per la violenza sofferta; fuggono dalla famiglia, dalla scuola, dormono sopra gli alberi del parco e sopravvivono mangiando in strada o presso alcune mense gestite da alcune organizzazioni di stampo assistenzialista. E così nascono i bambini di strada di seconda generazione, un fenomeno in crescita a La Paz, come a Chocabamba o Santa Cruz.

Da 18 anni Claudia dirige Alalay, un’associazione che opera per la protezione dei ragazzi di strada e per la prevenzione del fenomeno…..”il fenomeno in Bolivia si manifesta a partire dagli anni ’80, quando diversi fenomeni sociali ed economici coinvolgono il paese in una crisi….l’emigrazione dalle campagne verso la città, crea aree urbane di emarginazione, le famiglie migranti, in un contesto nuovo e prive del supporto della struttura familiare più ampia, non riescono più a gestire le relazioni familiari interne”. Il fenomeno cresce ma nell’indifferenza della gente. Un’indifferenza indifendibile per Claudia, che Alalay cerca di contrastare organizzando, insieme ai ragazzi che vivono nei centri, proiezioni di materiali audiovisivi, fotografici e artistici da loro prodotti, che raccontano il loro punto di vista, la loro realtà. Alalay è cresciuta, gestisce 4 centri di protezione e prevenzione a La Paz e ad El Alto, altrettante a Cochabamba e Santa Cruz. L’obiettivo è consentire ai ragazzi che hanno ancora una famiglia propria o allargata, di potere farvi ritorno….ma solo il 15% di loro ci riesce….gli altri crescono nei centri, ricominciano a frequentare la scuola e poi si specializzando nella formazione professionale per potere avviare, in ambiente protetto, un’attività lavorativa una volta raggiunta la maggiore età….Alalay potrebbe crescere ancora e dare ospitalità a più dei 3.000 bambini/e e adolescenti a cui attualmente da protezione; ma nel futuro Claudia desidera lavorare soprattutto per prevenire il fenomeno, “perché è possibile prevenirlo”. Nei centri di prevenzione si lavora non soltanto con i ragazzi, ma anche con gli insegnanti, con i genitori….l’obiettivo ultimo di Alalay è garantire l’integrazione dei ragazzi di strada nella società….ma la disgregazione degli affetti e delle relazioni familiari e comunitarie si può contrastare….ancora in Bolivia è possibile!

1 La Drug Enforcement Agency è il corpo statunitense specializzato nella lotta alla droga, che in Bolivia ha operato per promuovere, con mezzi non sempre leciti e leggitimi, programmi alternativi alla produzione di coca e la lotta al narcotraffico. Nel 2008 il presidente Morales ha sancito la fuoriuscita a tempo indeterminato della DEA dal paese.

SIATE NUMEROSI…. E AIUTATE LA BOLIVIA

QUALCOSA DI MIO HIHI
un ostello è più bello è più bello….
un ostello ma che forte ma che grande…
un ostelllo ma sei pazzo… sei un ragazzo….
un ostello… la gioventù che passa… la verità che sollazza
un ostello…. un cartello… un cestello… un fratello…
un castello…. un festone… un terrone…
un figlio mondo….


il diluvio …. è tolto… il dilemma è sciolto… le speranze..

son tolte… e il futuro… un dilemma…

morire… vivere… tagliare l’amore… tagliare.. le scarpe

piene di sangue e fango… sangue è sudore….

e il sole è una modestia.. da incriminare….

molte foto… molta fatica…. molta suspances

…. ultimi sprazzi di vitalità….

la vitalità di un orso…. e la vitalità di un coyote.. senz

meta….

non c’è metà c’è sonno da recuperare… posti da fotografare…

albe da sorridere… monti da scalare… poesie… e porti…

di pescatori

bicchieri da bere… con moderazione…

artiste da valorizzare… grande chiara ragnini…

un vuoto da riempire….. hihihi CON TANTE NOVITà  BEL MERCOLEDI AL ARCI CAMALLI YEAHHH

un caffè d’aste da vedere…

“Fuori Dalle Mura”: il mio cd per l’associazione di solidarietà internazionale Progetto Continenti

“Fuori Dalle Mura”: il mio cd per l’associazione di solidarietà internazionale Progetto Continenti clicca qui per ascoltare tutti i brani http://www.myspace.com/fuoridallemura CHI FOSSE INTERESSATO AD ACQUISTARE IL CD PUO’ SCRIVERMI QUI O ALLA MAIL renzo.cozzani@libero.it (il prezzo d’acquisto “consigliato” è di 10 euro, ma se per qualcuno fosse un problema può dare liberamente quello che può e vuole) le canzoni di quest’album sono state scritte nell’arco di un ventennio, come la storia di Progetto Continenti, e molte di loro sono state ispirate dai sogni e progetti dell’associazione, per poi in certo qual modo accompagnarli…così in particolare per le canzoni espressamente dedicate alla storia dei popoli ed alla loro aspirazione alla giustizia ed alla pace: “Nicaragua”, ai tempi delle speranze suscitate dalla rivoluzione sandinista, “I Nostri Fiori”, scritta in occasione delle celebrazioni del cinquecentenario della “Conquista” dell’America (ufficialmente detta “Scoperta”..) e poi “I Bambini di Sarajevo”, che parla di una guerra, quella nella ex Jugoslavia, talmente vicina a noi da poterne sentire l’odore… un altro capitolo dell’album è composto da canzoni più recenti, come “Il Fiume Va” e “l’Ospite”, il cui tratto fondamentale è costituito dalla ricerca di sè stessi nell’accoglienza verso l’altro (e magari l’Altro..), e da brani come “I Gigli del Campo”, “Pani e Pesci” e “C’è Un Uomo”, esplicitamente ispirati a quella “spiritualità della solidarietà” che è una delle “radici” di molte delle persone di Progetto Continenti, peraltro associazione profondamente ed autenticamente “laica”… infine “Viaggiatore” e “Niente Va Perduto”, che aprono e chiudono l’album all’insegna del tema del cammino, della strada: perchè “camminando si apre cammino” ed è sulla strada che occorre stare: è lì che si fanno gli incontri migliori…fuori dalle mura…

http://www.progettocontinenti.it/newprocon/master/
visualizza.asp?ID=1&spot=101&cartella=sinistra&pag

COMPRATE IL LIBRO DI MASSIMO FAZIO  VILLA REGNANTE …

Salvatore Fazio, detto Massimo, è un artista catanese: pedagogista, scrittore e filosofo. È stato definito il “discepolo” del filosofo Manlio Sgalambro, con il quale ha collaborato ad alcune iniziative culturali. Tra le collaborazioni di Fazio si ricordano anche quelle con il giovane attore catanese Alessio Cantarella e con i musicisti Lilies on Mars.

MASSIMO FAZIO è UN AMICO.. CHE HO CONOSCIUTO SU MY SPACE… ED UN CUORE D’ORO.. è UN PIACERE PER ME AVERE AMICI COSì CARI ED IMPORTANTI….

FORZA FAZIO FORZAA

Ha vissuto nella sua Catania, ma anche a Palermo, Roma e Torino, città nelle quali ha potuto conoscere e descrivere tutte le dinamiche di un’Italia che, secondo il suo giudizio, «va e non va».

Villa Regnante (Cultura)

sempre il 6 giugno infiorata vi aspetta non mancate

eccovi alcune foto fatte da me in passato..

infiorata 2008

ABRUZZONEWS imperia e il vento… BY GUIDO ARCI CAMALLI DAJE CAMALLI BELLI FULMATI NEL BOSCO BEI RICORDI YEAHH E ALTRO.. ESTE YEAHH

Imperia
“imperia è il vento che trascina disordine….
imperia è il vento che trascina eventi… notturni.. diurni
imperia è la grandezza di un tempo… l’onore ferito
imperia è il negozio di fiori in piazza san giovanni…
imperia è un gelato alla fragola….
imperia è gente che passa in fretta… tutti con i loro sgurdi
imperia… infame? no imperia di sapori estivi…
imperia… dei posti auto che vigilano… su quelli buoni…
imperia è sabbia che sale… finestra che scende….
imperia è uno scalino del muro di piazza calvi…
imperia è montagna col cai imperia… imperia son le
sale comunali.. con dibattiti accesi… bilanci.. preventivi…
imperia è una bella ragazza da baciare….
imperia è piena di se…. o di me….
imperia è i suoi milioni di blog….
imperia è un giardino poco … curato…
imperia è la lavanda abbandonata…
imperia è ineja è san giovanni….
imperia è la fiera del libro… che se pur piccola esist”ee

CON QUESTA BREVE INTRODUZIONR

VI HO PARLATO DI IMPERIA VISTA

DAI MIEI OCCHI.. NESSUNO SI

OFFENDA è UN PUNTO DI VISTA….

OPS HO SBAGLIATO STAGIONE SORRY HIHI… QUESTA è LA NEVE DI CASA MIA BRRR… SPERO DI NON VEDERLA PIù?

MA NO è BELLA BELLA…

COME I BELLI FULMIANATI NEL BOSCO YEAHH

CHE HAN SUONATO AL ARCI CAMALLI YEAHH

AZZ SUN FISSATO HIHI

PERò PERò CI SON ALTRE COSE YEAHHH

NUN ME DEVO FISSARE SU UN BINARIO MORTO

HIHI

COME AD ESEMPIO ESTE AD PADOVA… YEAHH

UNA STUPENDA CITTà DI PADOVA… CI SON I MIEI NIPOTINI E MIO FRATELLO E LA MIA NUORA….

UNA STUPENDA E RIDENTE

Nel servizio del tg di Rete8 a firma di Luca Pompei  ( IL VIDEO LO TROVATE SU ABRUZZO NEWS) , gli sviluppi dell’inchiesta sul gruppo Tosinvest, che ha portato al sequestro della clinica san Raffaele di Sulmona  e i nessi inquietanti con l’inchiesta della sanitopoli abruzzese

Sotto sequestro il san Raffaele di Sulmona. si ipotizza la truffa

La clinica San Raffaele di Sulmona, insieme ad altre cinque in Italia di proprietà dei gemelli Alessandro e Andrea Angelucci, è stata posta sotto sequestro conservativo dalla Corte dei conti.

La struttura fa parte del gruppo Tosinvest della famiglia Angelucci. I vertici del gruppo hanno minimizzato, parlando di un ”sequestro di beni immobili, a garanzia dell’eventuale accertamento del debito con la Regione Lazio” e proponendo immediatamente la richiesta per la revoca del sequestro.

Le cliniche resteranno aperte ai pazienti senza disagi ma sono soggetto di un’inchiesta al vaglio della stessa Corte dei Conti: l’accusa è di aver fatturato in maniera irregolare prestazioni in regime di convenzione con le Asl, con la consecutiva aggravante della truffa per 134 milioni di euro ai danni della Regione Lazio e dell’Abruzzo.

Le sei strutture private si trovano a Velletri, Cassino, Pisana, Portuense e appunto Sulmona e sono oggetto di inchiesta da due anni. Sul caso, infatti, esiste un fascicolo di ben 837 pagine, con intercettazioni telefoniche, testimonianze di pazienti, fatturazioni che non corrispondono a effettive prestazioni. Un esempio sarebbero numerosi casi di lombalgia e cervicale registrati come ricoveri e non come visite mediche, con un introito economico di dieci volte superiore, poichè la Asl per un ricovero rimborsa 25 euro, per un ricovero 250 euro.

Sarebbero stati poi gonfiati i numeri dei ricoveri, grazie all’assenza di controlli e, ipotizzano gli inquirenti, alla connivenza di funzionari e politici, in particolare nella clinica di Velletri.

Nel settembre 2007, si legge infatti nelle carte dell’accusa, figuravano a Velletri ben 339 ricoveri in riabilitazione di cui 158 in day hospital quando la clinica poteva contenere solo 225 ricoveri di cui 30 in quello giornaliero.

Un’inchiesta resa possibuile dalle intercettazioni telefoniche. Come quella tra due funzionari dell’Asl Roma H che tra loro dicono: ”Lo sanno tutti che al San Raffaele di Velletri taroccano le cartelle, tutte patologie finte”

Dunque, se dovesse entrare in vigore il dl intercettazioni senza sostanziali modifiche e nella sua forma peggiore, non solo non si potrebbe pubblicare questa notizia, ma forse non sarebbe stata possibile per i magistrati portare avanti l’inchiesta giudiziaria.

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DAJE ABRUZZO DAJEEE TIONE DAJEEEE DAJEEE
OVVIO NESSUNO SI OFFENDA ….