Writing Day Edizione 2010 AD IMPERIA PORTO MAURIZIO VIA BALESTRA NO BAVAGLIO ” IL BAVAGLIO è UNA CENSURA INGIUSTIFICATA” REX IL NOME DEL PORTO DI IMPERIA BY GUIDO ARCI CAMALLI

E SE CHIAMASSIMO REX “IL PORTO DI IMPERIA HIHI

VOGLIO CHIAREZZA SUL PORTO DI IMPERIA UFFI UFFI…

1 VOGLIO CHE SIA ACCESSIBILE A TUTTI… OPEN

2 VOGLIO LA PASTA AL PESTO COME LOGO

3 VOGLIO CHE CI SIA UNA BIONDA OGNI ATTRACCO

4 LA SCRITTA ” IMPERIA LA CITTà DEGLI EROI PARTIGIANI”

5 IL PORTO è UN BENE …..

” IL BAVAGLIO è UNA CENSURA INGIUSTIFICATA”

sogno un albero lungo……..

sogno un casino stretto… un muro senza petto……

sono un casino sul mio porto…. un turismo di ritorno…

un fiore da donare al cinico imperiese….

ove tu scrivi……. con orientamento… nuovo….

ma il sogno è una cosa nuova… voglio chiarezza nel mio porto di imperia… basta con le scene di pietà….

les anarchies alla talpa e l’orologio

” è tempo di bilanci… 2+2 … è = a 4 hihi”

ove lui canta e cambia… les anarchies alla talpa e l’orologio…

“ma noi siamo di sinistra…. ed lottiamo ai camalli.. per i porti vecchi… e quelli nuovi”

CATERINA COLOTTI AL ARCI CAMALLI

ABBIAMO QUEL POTERE.. DI ESSERE GIOVANI… O DI LOTTARE… CON I VECCHI… PER LE COSE A CUI CREDIAMO ANCORA…

ed lottare a volte serve poco….. VOGLIO CHIAREZZA SUL PORTO DI IMPERIA … HIHI COME LO CHIAMERETE … HIHI

CATERINA COLOTTI ALLA VECCHIA TALPA DI PORTO MAURIZIO… “mi manca uffi”

non solo è sua l’estate del 2010… ma è di tutti…. di tutti…

IL BAVAGLIO è UN INSEGNA AL NEON ? è UN PASSATO DA NON CANCELLARE…

MA NOI…. NOI SIAMO DEI RUSSI… IMPERIESI…

ED UN

Writing Day Edizione 2010

SI TRASFORMA …..OGGI E DOMANI DAJEEE

ZONA PRINO…. VIA BALESTRA AD IMPERIA PORTO MAURIZIO SI RINGRAZIA IL COMUNE YEAHH

SCRIVE IL TASSO

OGGI NON FAI IL SASSO….. SEI IN GABBIATO…

OGGI NON FAI LE EQUAZIONI…. SENZA GROSSE EMOZIONI…. YEAHHH ..

VOGLIO CHIAREZZA SUL PORTO DI IMPERIA

” CHIAMATELO TEX HIHI”

SEMBRA LA MIA STORIA VERA… MA BELIN….

” UNA VITA DA MEDIANO HIHI … FORZA IMPERIA BASTA VITA DA MEDIANO BASTA…


LA VITA DI IMPERIA

NO AL BAVAGLIO NO NO

“Per Internet resta il bavaglio Sit-in dei blogger a Montecitorio” di Giuseppe Rizzo

Del passo indietro del governo sulla legge bavaglio sono state dette tante cose. Che rimane una legge anticostituzionale, che il provvedimento va ritirato lo stesso, che sulla libertà di informazione non si accettano contentini. In pochi però si sono accorti che un bavaglio è rimasto, ed è quello stretto sulla bocca di quanti, nell’era del giornalismo partecipativo, hanno in questi anni contribuito a fare della rete un serbatoio di informazione alternativa e autonoma. Parliamo di blog popolari come Macchianera (ricordate la vicenda del rapimento di Giuliana Sgrena?

Fu il blogger Gianluca Neri a pubblicare il rapporto dei militari americani su quanto accaduto svelando i loro omissis), Nazione Indiana (sulle cui pagine ha iniziato a pubblicare le prime inchieste Roberto Saviano), ma anche dei diari on line di migliaia di semplici internauti. Il comma 29 dell’art. 1 del ddl prevede che la disciplina in materia di obbligo di rettifica prevista dalla legge sulla stampa del 1948 si applichi ora anche a loro. Agli autori è chiesto di pubblicare ogni richiesta di rettifica ricevuta entro 48 e di pagare una multa che può arrivare fino a 12.500 euro nel caso non lo si facesse. Una condizione che è stata denunciata dal Pd con la campagna «Nessuno tocchi i blog» e che sul web ha creato molto malumore, tanto da spingere il «Comitato per la libertà e il diritto all’informazione e alla conoscenza» – sigla che raccoglie numerosi blogger e movimenti – a organizzare un sit-in di protesta di 24 ore, dalla mezzanotte di ieri a quella di oggi, davanti Montecitorio.

Chi non può essere lì fisicamente non rinuncia a manifestare il proprio dissenso sulla rete. Decine i commenti postati sulla nostra pagina Facebook. «Il problema è che – spiega Mauro Attanasi – si legge il mondo di oggi con occhiali di ieri. E questo, chiaramente, perché fa comodo. Fa comodo imbavagliare voci libere adducendo motivazioni che vanno bene per la stampa e le tv. Ma i blog sono un’altra cosa. Per carità, nessuno dice che non devono essere responsabilizzati, ma una cosa è la responsabilità, un’altra i bavagli. La rettifica entro 48 ore è impensabile per i blogger. Io ne ho uno, ma non mi collego tutti i giorni. E se la rettifica la leggo dopo una settimana che succede, pago decine di migliaia di euro perché magari sono in campagna senza connessione?».

C’è poi chi punta il dito sulla probabilità per gli autori dei «diari on line» di registrare il loro spazio al tribunale, come se fosse una testata giornalistica. «Prima di tutto – dice Anna Paola Sorga – perché se c’è obbligo di rettifica tutti si dovranno registrare a una qualche autorità, anche se non si sa bene quale, come fanno i giornalisti, fornire un domicilio legale e insomma andare incontro a tutti gli adempimenti burocratici propri della stampa».

Il problema percepito dal mondo del web, insomma, non è quello di una maggiore attenzione e precisione nella redazione dei propri blog, ma il passaggio da un eccesso a un altro. Da una situazione di assoluta libertà – che molti di loro giudicano a volte come controproducente – a una in cui i blogger non riusciranno ad aggiornare le proprie pagine perché impegnate con le continue rettifiche. Intanto, ne discutono. Con loro la politica. Tante le pagine nate a questo proposito sul social network statunitense. Da “Disobbedienza civile alla legge bavaglio” (83 mila sostenitori) a “I ragazzi dei Post-it”.
Con loro la politica. «No al bavaglio della rete – ha detto Dario Franceschini – Fermiamo questo scempio». Art.21, invece, ha raccolto oltre 10 mila firme. Alcuni blogger, infine, hanno preferito scrivere una lettera aperta al presidente della camera Gianfranco Fini.

L’Unità 29.07.10

SALVATE TUTTI I BLOGGER

Manuela Ghizzoni – Deputata della Repubblica » Blog Archive » “Per

no al bavaglio “il bavaglio segna il tempo… ed è lusso per i potenti” BY GUIDO ARCI CAMALLI ” DIMUNUISCE IL MONTRUCCOLO AL PORTO DI IMPERIA RICORDI DI PONTI DI NAVA…. YEAHH ORTA CENTER DI CERIALE

MA BELIN

DIMINUISCE IL MONTRUCCOLO … AL PORTO NUOVO DI IMPERIA… EVVAI… EVVAI… BELIN… MA CHI SI MANGIA LA TERRA? HIHI HIHI… FORSE… SE LO AVESSI SAPUTO.. POTEVO CONTRABBANDARE I MOTTI… COME SI FACEVA NEL 1897… TRA IMPERIA ED S.AGATA HIHI… PRECISAMENTE… MMMM VICINO A CASA MIA HIHI… TOH GUARDA CHE CASO HIHI… OVVIO GIOCO… AD SETTEMBRE ARRIVANO LE VELE D’EPOCA EVVAI HIHI… FORZA IMPERIA … FORZA IL PORTO NUOVO…. PERò BON CON GLI ABUSIZZI… HIHI SCHERZO OVVIO.. SE NO MI IMGABBIANO… TRA I 007 DEL EX PDL… OPS SORRY BERLUSCA HIHI…

“il bavaglio segna il tempo… ed è lusso per i potenti”

o che bip… il tasso…. alcolico…

incazzata la movida con me si può parlare di altro…

mmmm del corso di afro…

bah può essere… che pioggia ho preso sul ponente… però dove andare oggi?

so che a piovuto … uffi però solo fino a riva ligure.. ove c’è

ops a san stefano al mare…… potrei andare la…????

ma va va….. hihi

auguri a tutti i valori fotografi che andranno la…. forza dajeeee

quindi corso afro for ever …….

però potrei fare foto al mare… quello del pennello è bellissimo..

” poi il mare con la luna è molto dolce…..”

il bavaglio è tempo che abbia il lusso di non essere approvato…

ma perchè il comune ci vuol vedere chiaro…? sul porto di imperia… belin il montruccolo è sceso uauuu

no al bavaglio eccovi le ultime news…

VIA DAL AFGANISTAN VIAAAAA
Dopo aver letto il ddl Alfano “comma 29” che introduce il diritto di rettifica entro 48 ore, anche per i Blog non registrati come testata giornalistica, e che se qualcuno impianta una causa  per una rettifica devi pagare ben 12.500 euro di ammenda,  ho pensato, anche se il mio è un blog moderato, di chiudere baracca… non sia mai che qualcuno si senta offeso e… ma poi ho deciso di aderire, come molti altri, alla legge bavaglio, perché credo, come tanti di voi, sia ingiusta. La politica non mi interessa, non mi rispecchio in nessun partito, che attualmente è sulla piazza. Non mi piacciono quei blog dove si può parlare male di questo o quel politico, solo perché non è in linea col nostro modo di pensare o di agire. Rispetto tutte le persone e il loro modo di pensare, non giudico nessuno, ma credo che calunniare o arrecare danno d’immagine a qualsiasi persona, debba essere una punizione personale e non di gruppo…cioè chi sbaglia paga!
In questo modo, con la legge bavaglio, si puniscono tutti i blog, si fa di tutta l’erba un fascio, e questo non mi piace.
Ecco perché ho deciso di aderire alla campagna del famoso sito www.valigiablu.it per il momento solo come osservatore, siamo già 205.000… ma ognuno è libero di fare come crede.

FONTE

BASSANO ROMANO VT: No legge bavaglio alla rete

SALVATE TUTTI BLOG……

QUESTA CANZONE LA DEDICO AD ALLESSANDRO PARETO… DI CERIALE… PER ME UN GRANDE AMICO… ASCOLTAVAMO SPESSO QUESTA CANZONE… QUANDO SI TORNAVA DA ORMEA… PER ME UN RICORDO RIMANE TALE…. NICOLA AICARDI… RICCARDO BELLI… MICHELE GUARNACCIA.. BIGI.. ELVIO… CLAUDIO BASSO… DAVIDE BASSO… LAURA TONELLO… SON NEL MIO CUORE… FORZA ORMEA… FORZA FIGALLI TEAM…..

I BACI MAI DATI… LE LUNGHE CORSE VERSO LA GIOVINEZZA… RACCIUNDE IN SE IL GUIDO GIUDA IL TAXI GIALLO

GRANDE LAURA TONELLO …….. CHE CANZONE YEAHHH FORZA CUNEO… AUGURI DI MATRIMONIO FELICE RICCARDO BELLI ….

NO AL BAVAGLIO NU NU…

Giovani Piante

Albenga – SV – Italy

CHAU ALESSANDRO PARETO CHAUUU DA GUIDO GUGLIELMI CHAUUU


no al bavaglio “il bavaglio ci riempie di gioia… perchè i potenti solo loro sanno” …. BY GUIDO ARCI CAMALLI…. MOVIDA imperiese E CORSO AFRò ALLA RABINA DI IMPERIA ONEGLIA

“il bavaglio ci riempie di gioia… perchè i potenti solo loro sanno”

Maggiori informazioni Gli AnimaNeigra vi invitano a:

Corso estivo di DANZA AFRICANA con l’insgnante PAPIS (Senegal) e la musica dal vivo (Animaneigra ).Il corso è utile per un percorso formativo o per partecipare a singole lezioni. Vi aspettiamo tutti i MERCOLEDI presso i GIARDINI LA RABINA A IMPERIA dalle ore 21:30
http://maps.google.it/maps?hl=it&tab=wl

” LA MOVIDA … GIà QUELLA DEL PRINO DEL 2001.. IO C’ERO… O QUELLA DEL NOVA…. PURE LI C’ERO

LA SPERANZA CHE NON NASCA UN NUOVO COMITATO DI QUARTIERE….

POI C’è LA RABINA COL SUO CORSO AFRO

UN GRAN BEL CORSO..

” BELIN LA MOVIDA… CI SI SPAVENTA PER DUE TEPPISTI

ED ALLORA SE SI ABITASSE A MILANO..

COMUNQUE SIAMO AD IMPERIA… OVE UN GIOVANE

HA DIRITTO DI DIVERTIRSI….

FORZA MOVIDA IMPERIESE…. CHE QUEST’ANNO è L’ANNO BUONO

Legge bavaglio, lo sfogo del premier
“Ddl massacrato, tentato di ritirarlo”

Dalla commissione Trasporti lo stop all’obbligo di rettifica in 48 ore per i blogger. Csm, oggi nuovo voto. Ma salta l’intesa sul finiano Lo Presti

di LIANA MILELLA

Legge bavaglio, lo sfogo del premier "Ddl massacrato, tentato di ritirarlo" Veglia contro il ddl davanti a Montecitorio

ROMA – In chiave di vendetta anti-Fini, ma anche

anti-Quirinale che ha spinto sulle modifiche, Berlusconi tenta di far saltare il banco sulle intercettazioni. Il cui destino, lungo tutto ieri, è stato quanto mai alterno, con la certezza

sempre più fondata che il voto previsto per la prossima settimana sia destinato

a saltare. Per paura dell’ostruzionismo del Pd, il rischio che cadano un paio di decreti,

ma soprattutto per possibile franchi tiratori berlusconiani.

Cui il Cavaliere ha regalato un motivo in più per mandare sotto

la legge sin dalle pregiudiziali di costituzionalità da votare oggi

dopo la discussione generale. Era alla Farnesina il premier, davanti agli ambasciatori, quando ha detto:

“La legge è stata massacrata e sono addirittura tentato di ritirarla”. E poi preso dalla foga: “Abbiamo mandato fuori un bel cavallo e ci va bene se esce un ippopotamo… questa legge non ridà al cittadino l’inviolabilità della comunicazione scritta e orale, garantita dalla Costituzione come diritto alla libertà”.

Affondata dunque. Come Berlusconi aveva già fatto una settimana fa subito dopo gli emendamenti migliorativi. Un atteggiamento che molti berlusconiani hanno interpretato come un segnale a impallinare la legge nel segreto del voto sulle pregiudiziali, magari addebitandone la responsabilità ai finiani. I quali, subito, si sono smarcati.

Ecco Carmelo Briguglio e Fabio Granata: “Noi eravamo pronti a votarla.

Ma se lui vuole ritirarla questa è una nostra vittoria”. I finiani leggono

l’uscita del Cavaliere in un solo modo: un gesto di stizza contro chi, come

Giulia Bongiorno, si è battuta per migliorare il testo, ma anche l’ammissione che Fini ha “vinto” nel rivoluzionare il testo. Non solo: il premier contesta l’altolà del Quirinale che ha insistito sui punti critici. Per
Berlusconi né compromessi, né mediazioni, come quelle imposte a più riprese da Fini.

Ma i suoi non mollano, e del resto il loro giudizio critico sulla legge viene confermato a ogni piè sospinto. Come ieri quando, dalla commissione Trasporti, presieduta dal berlusconiano Mauro Valducci, arriva lo stop all’obbligo di rettifiche entro 48 ore per i blog. Un “bavaglio alla rete” criticato dal capogruppo Pd alla Camera Dario Franceschini che ne chiede lo stralcio. Ma il parere della Trasporti è dirimente. Ne prendono atto la presidente della commissione Giustizia Giulia Bongiorno che, con il sottosegretario Giacomo Caliendo, si riserva di valutare l’opportunità di modifiche in aula. Il centrista Roberto Rao lo dà per scontato perché “è necessario salvaguardare la libertà della rete e dei blogger”. Il Pd vota contro il mandato al relatore per il passaggio in aula, ma “benedice” il parere della Trasporti.

Sorprese a catena, mentre in Transatlantico i pronostici sugli “ascolti” s’intrecciano con quelli sugli otto laici da mandare al Csm. Su cui spinge il capo dello Stato. Anche questo un voto da fare oggi. Su cui arriva una nuova “vedetta” di Berlusconi contro Fini. Al suo candidato, deputato Nino Lo Presti, l’unico che pareva certo fino a ieri mattina, viene dato il benservito da Niccolò Ghedini: “Tu sei fuori”. Regge l’intesa sul centrista Michele Vietti. Il Pd candida Guido Calvi e Glauco Giostra, ma i franceschiniani insistono su Pietro Carotti, e sale la fronda che sfocerà oggi nella riunione dei gruppi. Come quella di Donatella Ferranti che dice “dovevamo candidare una personalità come Valerio Onida”. Per la Lega entra Mariella Ventura Sarno. Per il Pdl Annibale Marini, Vincenzo Scordamaglia, e poi due a scelta tra Giuseppe Gargani, Nino Marotta, Lorenzo D’Avack. Marini per alcune ore è parso incerto, ma resta in competizione perché, come dice il capogruppo al Senato Maurizio Gasparri, “senza veti preventivi” sarà il Csm a votare. Ma, giusto nelle stesse ore, il collega della Camera Fabrizio Cicchitto confermava il via libera a Casini per Vietti. Un segnale ai centristi per aprire una porta verso una possibile dialogo di governo. 

(29 luglio 2010)

FONTE


Legge bavaglio, lo sfogo del premier
MA QUANTO TEMPO SENZA UNA MOVIDA DECENDE AD IMPERIA
MA QUANTO TEMPO ASPETTO LA TRIBU
MA QUANTO TEMPO CHE VOGLIO CHE I GIOVANI RESTINO QUI
MA QUANTO TEMPO SENZA BAVAGLI
I LOVE IMPERIA
“la nostra amata città troverà un suo nuovo e stupendo comitato così come lo si fece
col nova… e il prino e la rabina… che non è sfruttata a dovere..
già a vocazione silenziosa hihi ssss”
spero davvero che il sindaco impedisca la morte della movida…
così come son state uccise
le varie discoteche
RITUAL.. QUARTIERE LATINO.. PAPETE BEACH…
SU SU FATE DIVERTIRE
I GIOVANI DAJEEE ED L’ELENCO è LUNGO SU SINDACO
IL TURISMO è TUTTO dato che sasso non è più ad imperia…
l’agnesi è ormai colussi..
ed molte aziende spariscono…. dai sior sindaco
forza forza
se ho offeso chiedo scusa forza movida


NO AL BAVAGLIO IN RETE PARTE 10 …CIAN ZERBO 2010 MOVIDA AD IMPERIA… è UNA QUESTIONE DI FEELING… BY GUIDO ARCI CAMALLI I LOVE ARCI CAMALLI corso afro 2010

Gli AnimaNeigra vi invitano a:

Corso estivo di DANZA AFRICANA con l’insgnante PAPIS (Senegal) e la musica dal vivo (Animaneigra ).Il corso è utile per un percorso formativo o per partecipare a singole lezioni. Vi aspettiamo tutti i MERCOLEDI presso i GIARDINI LA RABINA A IMPERIA dalle ore 21:30
http://maps.google.it/maps?hl=it&tab=wl

DAJE CIAN ZERBO 2010

“ma cribbio il mio sindaco mi conSenta lo avete votato voi.. cribbio… qui ad arcore c’è movida e movida.. con tutte le veline che passano in convento… cribbio i teppisti son solo dei comunisti invidiosi.. del porto più grande europa… cribbio… ovvio scherzo…son d’accordo con trash ( vedi imperiaparla fonte

» La movida di Imperia: due pesi e due misure

)… la movida si difende sa se… chi fà da se si movida per se.. o per tre… hihi … quindi cribbio ora che c’è il porto nuovo… imbavagliamo l’opposizione… cribbio non serve a nulla… il prino già lo ucissa.. ora cribbio il comitato salvate la tranquillità ad imperia… cribbio… DIFENDIAMO I GIOVANI E LA MOVIDA IMPERIESE… SIAMO CAPITALE DI PROVINCIA O NO?

EHM

EHM IL CONSUMISTA CHE è IN ME PARLA…

corso afro alla rabina oneglia… ore 21.30 di mercoledi….

MA CRIBBIO POTEVI TACERE… CRIBBIO TANTO TI IMBAVAGLIO… LA dove il dottor spak non c’è riuscito

ci riuscirò io… MOVIDA AD IMPERIA… BASTA ORA COFONDO IL MOVIMENTO… ” CITTà PULITA… VIA I CONSUMISTI DA IMPERIA”

CORSO AFRO AD IMPERIA RABINA ONEGLIA ORE 21.30 MERCOLEDI…

” ma che urli ad fare… piuttosto che spacchi le vetrine a fare?”

dai ragazzo… che la movida arriva al lazzo… ove non c’è si farà sentire.. DAI FANTASMI DEL NOVA … OVE UN PATIBOLO DI VECCHI HAN FATTO CHIUDERE IL FRASUONO… CRIBBIO EPPURE MI VOTANO… SARà PER LA TRANQUILLITà… DAJE TAPPI PER TOTTI….

CORSO DI AFRO ALLA RABINA DI ONEGLIA…

danze afro allla rabina imperia oneglia il mercoledi dalle 21.30 in poi

MA URGE UNA RIFORMA DEI TITOLI ESTIVI…. UN CRIBBIO PER TUTTI… UN CAVOLI… BELIN…

UNA SELENE PER OGNI BAR… ALMENO LI RIEMPITE DI SORRISI…… YEAHHHHHH YEAHHH

” ODDIO MA UN CAMALLO Fà RIDERE…. AL ALBA DEL ULTIMO SOLE… CHE QUI C’è SOLO UN VELIERO… CRIBBIO…. MA DI LUNEDI….ODDIO IL LUNEDI… SCIOPERO DELLA GIOIA… FONTANELLE ZERO AD IMPERIA… ED L’OMERTà MMMM… ABBONDA

no al bavaglio in rete…

Legge bavaglio, il 28 e 29 luglio nuova manifestazione a Roma

Martedì 27 Luglio 2010 05:48 di Raffaele Vitale
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Il Popolo viola ha annunciato la sua presenza a piazza Montecitorio per i giorni 28 e 29 luglio, insieme alla Cgil e alla Fnsi, contro l’attuale manovra finanziaria e contro la legge bavaglio.”E’ un dovere morale oltre che civico, far sentire la nostra voce – affermano i Viola Daremo vita a una grande mobilitazione di 24 ore a supporto delle migliaia di lavoratori che a causa di questa manovra vedono a rischio il loro posto, e contro la legge bavaglio a supporto di magistrati, editori e giornalisti. Questa legge rappresenta un ostacolo a tutto il comparto della giustizia, non consentendo di indagare e punire i colpevoli, e nemmeno di renderne noti i fatti senza limiti imposti dal governo“.

Il Popolo viola si radunerà in Piazza di Montecitorio a partire dalle 22 del 28 luglio e sosterà in piazza fino a tutto il 29, dando vita a varie iniziative. Alla manifestazione ha dato la sua adesione anche l’Italia dei Valori.

Continueremo a batterci dentro e fuori il Parlamento – afferma il portavoce dell’Idv, Leoluca Orlandoper ribadire il nostro no convinto a una manovra che premia gli evasori e i furbetti del quartierino e pesa sulle spalle dei cittadini e delle fasce più deboli della popolazione. Siamo pronti a mettere in campo tutte le iniziative necessarie per bloccare il ddl intercettazioni che – ribadisce Orlando – lede lo Stato di diritto, aiuta la criminalità e le mafie e imbavaglia la libera informazione e la libera circolazione delle idee sulla rete“.

Nonostante il dietrofront sul ddl più discusso dell’anno, il governo ha previsto una norma che rischia di zittire il web. Lo aveva già paventato più di un anno fa il presidente dell’Istituto per le Politiche dell’Innovazione, Guido Scorza, ed oggi Antonio Di Pietro ha confermato le preoccupazioni. “Non bastava il bavaglio alla stampa, ora vogliono pure chiudere Google”, ha dichiarato il leader dell’Idv. “La misura di chiedere rettifiche sul web entro 48 ore, contenuta nel ddl intercettazioni, è un modo per spegnere la rete. La pretesa di togliere una notizia in 48 ore – ha continuato – non solo è impossibile perché si dovrebbe chiudere Google, ma la conseguenza è che nessuno pubblicherà più nulla nel timore di sanzioni”. Secondo l’ex magistrato, la legge è stata storpiata e resa inattuabile “nel tentativo di rammendarla”.

Il leader dell’Italia dei Valori ha annunciato che il suo partito, grazie anche al sostegno ricevuto da più parti tramite la stessa rete Internet, continuerà la propria battaglia contro il ddl e, in particolare, contro l’obbligo per i blogger a pubblicare la rettifica entro 48 ore. “È una battaglia in difesa della democrazia e della giustizia che porteremo avanti senza se e senza ma” ha concluso Di Pietro.

E nel frattempo, il governo islandese, sotto iniziativa della deputata anarchica Birgitta Jonsdottir, ha appena approvato una legge che tutela chiunque pubblichi su Internet documenti segreti che siano di interesse pubblico. Il gambero italiano non smette ancora di retrocedere.

FONTE

Legge bavaglio, il 28 e 29 luglio nuova manifestazione a Roma

UN VIDEO VA VA

NO AL BAVAGLIO … HIHI

I LOVE ARCI CAMALLI


no al bavaglio parte 8 corso afro alla rabina di imperia… by guido arci camalli … mercoledi se magna al arci camalli aooo….

continua…..

corso afrò alla rabina di oneglia ogni mercoledi

” comune un poco più di luce… dai per favore…..”

corre un poco di africa ad imperia oneglia ove si balla e si ci diverte…

BLOGINTERNETMEDIA E COMUNICAZIONE

Legge bavaglio: è la fine dei blog? Lettera appello su Facebook

Creato il 23 luglio 2010 da Pinobruno

11 marzo 2010. Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, sostiene che “l’accesso alla rete va considerato diritto fondamentale dell’uomo”, internet “è soprattutto uno strumento di libertà e di conoscenza” e merita il premio Nobel. 21 luglio 2010. La finiana Giulia Buongiorno, presidente della Commissione Giustizia della Camera, giudica inammissibili gli emendamenti che avrebbero potuto evitare ai blog la mannaia dell’obbligo di rettifica entro quarantotto ore, prevista dal decreto sulle intercettazioni. La legge bavaglio imbavaglia i blog.

Legge bavaglio: è la fine dei blog? Lettera appello su Facebook

“Obbligare i blogger a rettificare entro 48 ore significa chiudere la rete o quasi”, scrive Alessandro Gilioli,  sull’Espresso. “Prima di tutto perché se c’è l’obbligo di rettifica, il blogger dovrà registrarsi a qualche autorità (ancora non si sa quale) con un domicilio legale, insomma andrà incontro a tutti gli obblighi burocratici previsti per la stampa. E se c’è nel mondo una forma di comunicazione libera da lacciuoli e da scartoffie da firmare, questa è (o era) quella dei blog.

In secondo luogo perché obbligare alla rettifica entro 48 ore significa di fatto obbligare ogni blogger a collegarsi alla Rete tutti i giorni, sennò si becca una multa (oltre 12 mila euro) insostenibile per chi fa informazione volontaria. Chi non si connette al web, infatti, rischia di non sapere che c’è una richiesta di rettifica e quindi di “violare” la legge che gli impone un tempo massimo per 48 ore (il termine di due giorni era stato pensato per i quotidiani)”.

Legge bavaglio: è la fine dei blog? Lettera appello su FacebookImmagine by ItsOurNet.org

Sottoscrivo senz’altro la lettera appello scritta dal giurista Guido Scorza.

Al Presidente della Camera, On. Gianfranco Fini
Al Presidente della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati, On. Giulia Bongiorno
Ai Capi-gruppo alla Camera dei Deputati
A tutti i Deputati

La decisione con la quale, lo scorso 21 luglio, il Presidente della Commissione Giustizia della Camera, On. Giulia Bongiorno, ha dichiarato inammissibili gli emendamenti presentati dall’On. Roberto Cassinelli (PDL) e dall’On. Roberto Zaccaria (PD) al comma 29 dell’art. 1 del c.d. ddl intercettazioni costituisce l’atto finale di uno dei più gravi – consapevole o inconsapevole che sia – attentati alla libertà di informazione in Rete sin qui consumati nel Palazzo.

La declaratoria di inammissibilità di tali emendamenti volti a circoscrivere l’indiscriminata, illogica e liberticida estensione ai gestori di tutti i siti informatici dell’applicabilità dell’obbligo di rettifica previsto dalla vecchia legge sulla stampa, infatti, minaccia di fare della libertà di informazione online la prima vittima eccellente del ddl intercettazioni, eliminando alla radice persino la possibilità che un aspetto tanto delicato e complesso per l’informazione del futuro venga discusso in Parlamento.

Tra i tanti primati negativi che l’Italia si avvia a conquistare, grazie al disegno di legge, sul versante della libertà di informazione, la scelta dell’On. Bongiorno rischia di aggiungerne uno ulteriore: stiamo per diventare il primo e l’unico Paese al mondo nel quale un blogger rischia più di un giornalista ma ha meno libertà.

Esigere che un blogger proceda alla rettifica entro 48 ore dalla richiesta – esattamente come se fosse un giornalista – sotto pena di una sanzione fino a 12.500 euro, infatti, significa dissuaderlo dall’occuparsi di temi suscettibili di urtare la sensibilità dei poteri economici e politici.

Si tratta di uno scenario anacronistico e scellerato perché l’informazione in Rete ha dimostrato, ovunque nel mondo, di costituire la migliore – se non l’unica – forma di attuazione di quell’antico ed immortale principio, sancito dall’art. 19 della dichiarazione Universale dei diritti dell’Uomo e del cittadino, secondo il quale “Ogni individuo ha il diritto alla libertà di opinione e di espressione, incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.”.

Occorre scongiurare il rischio che tale scenario si produca e, dunque, reintrodurre il dibattito sul comma 29 dell’art. 1 del ddl nel corso dell’esame in Assemblea, permettendo la discussione sugli emendamenti che verranno ripresentati.

L’accesso alla Rete, in centinaia di Paesi al mondo, si avvia a divenire un diritto fondamentale dell’uomo, non possiamo lasciare che, proprio nel nostro Paese, i cittadini siano costretti a rinunciarvi.

L’appello si può firmare sulla Pagina Facebook “No Bavaglio alla Rete” .


Si può firmare anche se non si è iscritti a Facebook. Cliccare qui

fonte

Legge bavaglio: è la fine dei blog? Lettera appello su Facebook

corso afro dajjeeeee

fai vivere la mia città afro dai dai

fà bene al movimento BALLARE….

DAJE è DAVVERO BELLO…..

La Bongiorno respinge a sorpresa gli emendamenti che salvavano i blog dalla museruola. Una beffa, dopo le parole di Fini sulla ‘Rete come diritto umano’. E in Internet monta la protesta

news img News Linux

«Inammissibili». Con questa parolina semplice semplice, il presidente della commissione giustizia alla Camera Giulia Bongiorno si è tolta di torno gli emendamenti (alcuni dei quali provenienti dallo stesso Pdl) che volevano salvare i blog dagli effetti censori del disegno di legge Alfano sulle intercettazioni. Inammissibili e via, niente da fare: buttate dalla finestra con un colpo di mano tutte le dichiarazioni fatte nell’ultimo anno da Gianfranco fini – il mentore della Bongiorno – secondo il quale Internet è addirittura un diritto umano fondamentale e meriterebbe perfino il premio Nobel per la Pace.

Dichiarazioni roboanti che si sono infrante al primo bivio concreto, la discussione sulla legge Alfano: nella quale, fin dal testo originario, è presente un articoletto che ha se non il fine almeno l’effetto di far tacere la Rete italiana. Un comma che dietro un apparente richiamo alla responsabilità dei blogger (l’obbligo di rettifica, come avviene nei giornali) nasconde conseguenze devastanti.

Sì, perchè obbligare i blogger a rettificare entro 48 ore significa chiudere la rete o quasi: prima di tutto perché se c’è l’obbligo di rettifica, il blogger dovrà registrarsi a qualche autorità (ancora non si sa quale) con un domicilio legale, insomma andrà incontro a tutti gli obblighi burocratici previsti per la stampa. E se c’è nel mondo una forma di comunicazione libera da lacciuoli e da scartoffie da firmare, questa è (o era) quella dei blog.

In secondo luogo perché obbligare alla rettifica entro 48 ore significa di fatto obbligare ogni blogger a collegarsi alla Rete tutti i giorni, sennò si becca una multa (oltre 12 mila euro) insostenibile per chi fa informazione volontaria. Chi non si connette al web, infatti, rischia di non sapere che c’è una richiesta di rettifica e quindi di “violare” la legge che gli impone un tempo massimo per 48 ore (il termine di due giorni era stato pensato per i quotidiani).

Insomma, con questa norma si disincentiva la comunicazione via blog fino a soffocarla, e si insegna ai ragazzi che tengono un diario on line che là fuori c’è un poliziotto prono a multarli se per caso scrivono che la compagna di classe è brutta o che il caffè al bar sotto casa è cattivo. E infatti nessuna legge del genere esiste nei paesi liberi, dagli Stati Uniti all’Europa.

Già un anno fa, le rete italiana si era mossa contro questo articolo, anche con uno “sciopero dei blogger” che si era tenuto on line il 14 luglio 2009 e una manifestazione a Roma a cui avevano partecipato tra gli altri Antonio di Pietro (Idv), Ignazio Marino e Vincenzo Vita (Pd).

Nei mesi successivi, la discussione in merito e i tentativi di azzerrare o modificare l’articoletto ammazzablog aveva portato a diverse proposte emendative, tra cui quella di Roberto Zaccaria (Pd) e quella di Roberto Cassinelli (Pdl).

Le roboanti dichiarazioni di Fini sulla libertà del web e i molteplici interventi in merito della sua fondazione – FareFuturo – avevano fatto quindi sperare che prima della stesura del testo definitivo qualche miglioramento sarebbe stato apportato.

Invece, con questa decisione a sorpresa, Giulia Bongiorno ha dichiarato innammissibili gli emendamenti, in nome della ‘real politik’ per cui – una volta annacquato il bavaglio sulle intercettazioni per i giornali – non si sarebbe più toccato il testo di legge.
Ma il voltafaccia dei finiani e il colpo di mano sul Web, benché trascurato dalla gran parte dei media tradizionali, non è passato inosservato in Internet, dove al contrario ha creato reazioni molto decise. Guido Scorza, giurista esperto di Web, parla di un «provvedimento lapidario pressoché privo di giustificazioni» riferendosi alla decisione della Bongiorno, e conclude dicendo che «la Rete è la prima vittima eccellente del disegno di legge anti-intercettazioni».

Aggiunge il blogger e giornalista Vittorio Zambardino, coautore del saggio ‘Eretici digitali’: «Fini e la sua Bongiorno ci avevano detto che loro alla Rete ci credevano. In piazza i giornalisti si erano uniti a noi. Poi, si chiudono i sacchi, e mentre i giornali pensano di aver vinto, la rete è certa di aver perso». Ancora più decisa Arianna Ciccone, animatrice del gruppo Valigia Blu: «Inammissibile lo diciamo noi, cara Bongiorno! È ora di alzare la voce, tutti insieme. Perché questo non è il primo tentativo di mettere il “bavaglio” alla Rete e di certo non sarà l’ultimo. Domani potrebbe toccare a filtri preventivi e a nuovi reati creati appositamente per il Web». Ciccone promette dunque una mobilitazione sia in Rete sia fuori, fino al giorno in cui il testo non verrà approvato definitivamente sia alla Camera sia al Senato.

E proprio in queste ore, sia attraverso i blog sia attarverso Facebook, gli utenti e gli attivisti della rete italiana stanno decidendo quali forme di contestazione attuare per portare la questione all’attenzione (finora assai distratta) dei politici e dei media mainstream

FONTE

-LINUX.it Notizie Linux del 27/07/2010 23:17 – Colpo di mano

DAJE CON L’Afrò alla rabina

In settimana il voto definitivo alla legge bavaglio con multe e obbligo di rettifica. L’Italia va così verso la Cina, mentre parte anche la schedatura delle web tv.
Normative impensabili nelle altre democrazie

Il nostro Premier non ama la Rete e questo non è né un mistero né una notizia.

Perché mai, d’altra parte, il Signore dell’oligopolio dell’informazione italiana ed il Re del TELE-COMANDO dovrebbe guardare anche solo con interesse ad uno strumento come la Rete che consente a chiunque di dire la sua a pochi click di distanza dal sito internet di RAI UNO che pubblica i video promo del prode Minzolini?

In un mondo che guarda al web – eccezion fatta per qualche regime totalitario – come ad una straordinaria risorsa democratica ed ad un diritto fondamentale dell’uomo e del cittadino, la radicale assenza, da parte di questo Governo, di qualsivoglia politica dell’innovazione è di per sé un fatto preoccupante.

Difficile sentirsi sereni e cittadini di un Paese moderno quando il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta – mentre il resto d’Europa investe milioni di euro per promuovere la diffusione della banda larga per uscire dalla crisi – ti dice che noi investiremo in banda larga solo dopo che – non è dato sapere come – saremo usciti dalla crisi o, piuttosto, quando il Ministro dell’Innovazione nel promuovere un progetto vecchio di cinque anni e anti-innovativo come la PEC, destinata a far la gioia solo di Poste Italiane aggiudicataria – non certo a sorpresa – di una concessione da 50 milioni di euro l’anno, lo battezza “la più grande rivoluzione culturale mai prodotta in questo Paese” nonché “la migliore riforma italiana dal dopoguerra ad oggi” .

Negli ultimi mesi, tuttavia, sta accadendo qualcosa di più.

C’è un disegno nel Palazzo che ha per obiettivo quello di imbavagliare anche l’informazione libera online e consegnare la Rete nelle mani dei Signori dell’informazione di un tempo perché la utilizzino come una grande TV.

Nessuna teoria complottista ma solo l’analisi dei fatti.

L’ormai celebre – nel senso dello strangolatore di Boston e non certo di un premio nobel per la pace – DDL intercettazioni, tra le tante disposizioni liberticida, contiene un art. 29 che estende a tutti i gestori di siti informatici – e dunque all’intera blogosfera italiana – l’obbligo di rettifica previsto dalla vecchia legge sulla Stampa datata 1948 e scritta dai padri costituenti quando Internet non esisteva neppure nell’immaginario degli scrittori di fantascienza.

All’indomani dell’approvazione del DDL, se un blogger ricevuta una richiesta di rettifica non provvederà entro 48 ore sarà passibile di una sanzione pecuniaria fino a 12 mila e 500 euro: una pena accettabile per un editore tradizionale ma di gran lunga superiore agli utili di un lustro di uno dei tanti blog che popolano la blogosfera italiana, garantendo quell’informazione libera che solo pochi giornali e poche TV hanno potuto e saputo sin qui assicurare.

Il malcelato obiettivo perseguito dal Palazzo con questa disposizione, ancora una volta, non ha niente a che vedere con la tutela della privacy dei cittadini e risponde, piuttosto, alla finalità di disincentivare i non professionisti dell’informazione ad occuparsi di informazione in modo tale che, anche nell’era di internet, l’informazione, in Italia, possa essere controllata esercitando pressioni politiche ed economiche su un numero quanto più limitato possibile di persone.

Nei giorni scorsi due emendamenti al comma 29 dell’art. 1 del DDL intercettazioni presentati, in Commissione Giustizia alla Camera, al fine di “ammorbidire” l’impatto della disposizione sull’ecosistema Internet, sono stati, addirittura, dichiarati – del tutto inspiegabilmente – inammissibili dal Presidente, Giulia Bongiorno .

La Rete ha reagito con una lettera aperta indirizzata al Presidente Fini ed a tutti i deputati italiani, ma, naturalmente, le chance che il testo del comma 29 venga modificato nella discussione in aula appaiono prossime allo zero.

Frattanto – ed è proprio questa coincidenza e sovrapposizione di eventi a non consentire più di giustificare quanto sta accadendo sulla base del fatto che il Palazzo sia abitato da dinosauri che non conoscono la Rete – l’Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni ha pubblicato, nell’ambito di una consultazione pubblica, gli schemi di due Regolamenti volti a disciplinare la diffusione di contenuti audiovisivi a mezzo internet in ossequio all’ormai famoso Decreto Romani.

Tutte le web tv ed i video blogger italiani, in forza degli emanandi regolamenti, dovranno chiedere all’Agcom un’autorizzazione – o almeno indirizzarle una dichiarazione di inizio attività -, versare 3000 euro per il rimborso delle spese di istruttoria (quali?) e, soprattutto, finiranno assoggettati, tra gli altri al solito obbligo di rettifica, sempre entro 48 ore e sempre sotto la minaccia di una sanzione fino a 12 mila e 500 euro .

L’obiettivo dell’ultimo scellerato progetto di Palazzo sembra evidente: ora che il Cavaliere si accinge a sbarcare in Rete avendone forse, almeno, subodorato le enormi potenzialità, la vuole tutta per lui, per i suoi amici e per i soli suoi nemici che ha, comunque, la garanzia di poter controllare almeno in termini economici.

Fonte: IlFattoQuotidiano.it

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no al bavaglio in rete…parte 7 lo spirito del pianeta iniziano i lavori alla rabina di oneglia? compleanno edy santamaria forza arci camalli forza arci guernica… by guido arci camalli HAPPY PAINT 2010

lo spirito del paese…. l’una piena ad occidente…. fase di vita altalenante

iniziano i lavori alla rabina?

“MA isole su isole… le sabbie si muovono…. i semafori… segnano rosso…cribbio…. poi fai solo foto di quel posto…

” ma infondo adoro il kaos del mercato di oneglia… il trambusto dei pettegoletti al baretto…. il tifo per l’imperia calcio… noi non siamo mica scimmie…. ma umani uomini…

forza arci camalli dajeee…

“ma siamo gruppo estivo 2010… facciamo gruppo per gli amici…

forza babilonia dajeeee… vai tremare il mondo

” ma gli occhi… sopravvivono.. hai semafori rossi… alle balene di colore… al sangue sulle strade… ma gli occhi han sonno e vogliono il mare……

grande arci guernica dajee forza avvocati del diavolo

” ma stare attenti… sempre è importante.. sempre è onesto

ma sei disonesto…. se poi… diventi assonnato

continua….

no al bavaglio no no…. apuntamenti yeahhh

no al bavaglio in rete daje cian serbo 2010 dajeeee dajee HAPPY PAINT DAJEEE

murales in zona poggi… dajeee

ove conobbi un grande fotografo…. forza happy paint 2010

forza cian serbo 2010

Bavaglio alla Rete, fine della libertà per le web-tv

Scritto il 27/7/10 • nella Categoria: segnalazioniCondividi su Facebook12

Imbavagliare anche l’informazione online e consegnare la Rete nelle mani dei Signori dell’informazione di un tempo perché la utilizzino come una grande Tv? L’ormai celebre Ddl intercettazioni, tra le tante disposizioni liberticide, contiene un art. 29 che estende a tutti i gestori di siti informatici – e dunque all’intera blogosfera italiana – l’obbligo di rettifica previsto dalla vecchia legge sulla Stampa, datata 1948 e scritta dai padri costituenti quando Internet non esisteva neppure nell’immaginario degli scrittori di fantascienza. Grazie all’articolo 29, se un blogger – ricevuta una richiesta di rettifica – non provvederà entro 48 ore, sarà passibile di una sanzione pecuniaria fino a 12.500 euro.

«Una pena accettabile per un editore tradizionale – scrive Guido Scorza su “Il Fatto Quotidiano – ma di gran lunga superiore agli utili di un lustro di uno bavaglio 1dei tanti blog che popolano la blogosfera italiana, garantendo quell’informazione libera che solo pochi giornali e poche Tv hanno potuto e saputo sin qui assicurare». Il malcelato obiettivo perseguito dal Palazzo con questa disposizione, continua Scorza, ancora una volta non ha niente a che vedere con la tutela della privacy dei cittadini e risponde, piuttosto, alla finalità di disincentivare i non professionisti dell’informazione ad occuparsi di informazione: in modo tale che, anche nell’era di internet, l’informazione, in Italia, possa essere controllata esercitando pressioni politiche ed economiche su un numero quanto più limitato possibile di persone.

Nel frattempo – “coincidenza” che, secondo Scorza, non consente più di «giustificare quanto sta accadendo sulla base del fatto che il Palazzo sia abitato da dinosauri che non conoscono la Rete» – l’Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni ha pubblicato, nell’ambito di una consultazione pubblica, gli schemi di due Regolamenti volti a disciplinare la diffusione di contenuti audiovisivi a mezzo internet in ossequio all’ormai famoso Decreto Romani. In virtù dei regolamenti in via di emanazione, web-tv e video-altanblogger dovranno chiedere all’Agcom un’autorizzazione o almeno indirizzarle una dichiarazione di inizio attività, versare 3.000 euro per il rimborso delle spese di istruttoria (quali?) e finiranno anch’essi assoggettati all’obbligo di rettifica, entro 48 ore sotto minaccia di sanzione.

«Difficile sentirsi sereni e cittadini di un Paese moderno quando il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta – mentre il resto d’Europa investe milioni di euro per promuovere la diffusione della banda larga per uscire dalla crisi – ti dice che bavaglio 2noi investiremo in banda larga solo dopo che – non è dato sapere come – saremo usciti dalla crisi», commenta Scorza. «In un mondo che guarda al web – eccezion fatta per qualche regime totalitario – come ad una straordinaria risorsa democratica ed ad un diritto fondamentale dell’uomo e del cittadino, la radicale assenza, da parte di questo Governo, di qualsivoglia politica dell’innovazione è di per sé un fatto preoccupante».

Obiettivo di quest’ultimo «scellerato progetto di Palazzo»? Ora che il Cavaliere si accinge a sbarcare in Rete avendone forse, almeno, subodorato le enormi potenzialità, secondo Scorza «la vuole tutta per lui, per i suoi amici e per i soli suoi nemici che ha, comunque, la garanzia di poter controllare almeno in termini economici» (info: www.ilfattoquotidiano.it).

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Bavaglio alla Rete, fine della libertà per le web-tv | LIBRE

dal nichilista poi

Zona franca penale e impietosi atti squadristici: la rettifica per

un video dai

NO AL BAVAGLIO PARTE 6 SON IO ….. BY GUIDO ARCI CAMALLI

SON IO QUELLO CHE TI IMBAVAGLIA OH MIO RE

SON IO CHE CREO LA TEMPESTA E LA SOTTERRò CON PAROLE …. SON IO CHE MENTO AL VILE SCUDIERO…

SON IO CHE DETURPO IL SENTIERO…. VILE TU SEI

ESSERE CHE PARLI… IMBAVAGLI IL CORPO E LA

MENTE… NON MENTIRE.. NON PERIRE…

FORZA SPIAGGIA D’ORO

PERIRE … IMBAVAGLIARE.. INCATENARE.. LEGARE.. IMBOTTIGLIARE… IL PENSIERO… OVE NON C’è.. OVE LA CENSURA C’è

DAJE SPIAGGIA D’ORO

SON IO CHE TI IMBAVAGLIO… IN VIA S.AGATA.. TI IMBAVAGLIO E TI CENSURO.. BAGNANTE DEL SABATO POMERIGGIO….

OVE NON C’è…. IL BAVAGLIO.. LO METTO.. NON C’è MAFIA… NON C’è ABUSO… NON C’è CONDONO… NON C’è IL PRINO… NON C’è IL TAPAS… NON C’è IL RICORDO DEL EROE MORTO…

SPIAGGIA D’ORO

MA IL BAVAGLIO NON C’è… OVE NON C’è IL PROBLEMA… NON C’è UN ARCI… NON C’è UNA GALERA… NON C’è UN ULIVO… NON C’è UN GIOVANE.. NON C’è UN VECCHIO….

SPIAGGIA D’ORO DAJE

MA IO TI IMBAVAGLIO… PER LE VIE DEI MONTI… IN PIAZZA SAN GIOVANNI.. OVE NON C’è UN REP… NON UN PICCONE.. NON C’è UN FIORE… NON C’è UNA CITTà … C’è IL DIVIETO… C’è IL RUMORE DI SOTTOFONDO… QUEL BUZZ.. CHE CREA IL FRASUONO… C’è UN GRANDE FATTO.. QUELLO CHE Fà IL SILENZIO… UNA MODA… UN DOLORE


VORREI ESAURIRE IL SOGNO DI OGNI IMPERIESE CORAGGIOSO…. DAJE SIAMO CAPITALE DI PROVINCIA….

UN PICCOLO AMORE…… C’è HO IO………

RIDER DEL BAVAGLIO… NON è PIù UN ABBAGLIO HIHI

Italia e Internet: pillola rossa

Il comma 29 della legge sulle intercettazioni è ormai prossimo ad arrivare in porto: a giorni l’obbligo di rettifica per tutte le pagine Web dotrebbe diventare legge dello Stato. In Italia non è una novità: come abbiamo raccontato sul fattoquotidiano.it lo scorso 8 luglio, sono state dieci, e in soli cinque anni, le leggi e i tentativi di legge con i quali i due schieramenti hanno tentato di mettere il bavaglio alla Rete.

Oltre al decreto Romani che ancora oggi minaccia le Web-tv, numerose volte si è provato a seguire la scia che oggi porta alla norma sui blog contenuta nella legge bavaglio, ovvero equiparare capre e cavoli, siti Web e testate giornalistiche. Tra le varie norme, però, è da ricordare anche il decreto Pisanu approvato nel 2005 che impone la tracciabilità di ogni operazione online. Il decreto, disconosciuto dalla stesso ex ministro dell’Interno, ha affondato la diffusione delle connessioni nel nostro Paese: anche un bar deve chiedere l’autorizzazione alla questura per far navigare i suoi clienti (i quali comunque dovrebbero poi presentare un documento per utilizzare la Rete).

Tra la pillola blu della libertà e dell’uso della Rete per implementare democrazia libera informazione e trasparenza delle istituzioni, l’Italia sembra insomma sempre più decisa a far ingoiare ai suoi cittadini la pillola rossa dell’avversione alla libertà della Rete che non di rado si trasforma in censura.

PILLOLA BLU
In Europa e nel mondo c’è chi guarda con lungimiranza alla diffusione della Rete.

FONTE

Italia e Internet: pillola rossa | Il Fatto Quotidiano

Troppo facile citare gli Stati Uniti dove Internet è nato: la libertà di espressione negli Usa è sacra e le aziende fanno a gara per offrire servizi online ai cittadini (lo scorso natale Google ha installato gratuitamente una connessione Wi Fi nei 47 principali aeroporti americani). Con un discorso ufficiale, inoltre, lo scorso gennaio il segretario di Stato Hillary Clinton ha schierato il paese affianco alla libertà: “saremo paladini di Internet libero” le parole di condanna alla censura cinese e non solo.

La Finlandia è stata l’apripista di una decisione che rimarrà nella storia: l’accesso alla Rete è diventato un diritto civile fondamentale. Dal primo luglio per i finlandesi Internet è un diritto così come l’acqua e la luce, e lo Stato ha il dovere di rendere disponibile l’accesso al Web a tutti i cittadini (dal 2015 con una connessione di almeno un megabit al secondo).

C’è anche l’Islanda che si candida a diventare lo Stato punto di riferimento nel mondo. Travolta da una crisi finanziaria che ha creato un enorme crisi di bilancio, il paese dei ghiacci sta puntando tutto sulla libertà come volano anche di crescita economica. Il Parlamento ha approvato all’unanimità una legge che punta a far diventare l’Islanda “il paradiso mondiale della libertà d’informazione”. La legge, recependo le migliori disposizioni in materia nella legislazione mondiale, tutela chi pubblica informazioni e i server che ospitano siti di tutti il mondo. Le varie disposizioni sono state concordate punto per punto con Wikileaks, la Cia del popolo, che ha come missione la pubblicazione di documenti top-secret di interesse pubblico. Proprio oggi Wikileaks ha pubblicato online 92 mila rapporti riservati del Pentagono che svelano inquietanti retroscena sulla guerra americana in Afghanistan: dai rapporti ambigui dell’intelligence pachistana – che dovrebbero essere alleati Usa – con i capi talebani, a numerosi episodi di scontri militari rimasti segreti e nei quali sono morti centinaia di civili.

Non si può parlare di politica e Internet, infine, senza citare il caso della Svezia. A Stoccolma i pirati che si battono per la libertà di Internet, la libera diffusione della conoscenza e per la difesa della privacy, hanno fondato un vero e proprio partito, il PiratPartiet, che dopo alcuni tentativi andati a vuoto, alle ultime elezioni ha eletto due rappresentanti all’Europarlamento grazie a uno storico 7,2 per cento dei voti. Anche in vista delle elezioni nazionali del prossimo settembre, i Pirati proprio in questi giorni hanno lanciato un Internet Service Provider del tutto anonimo al quale gli svedesi possono abbonarsi a prezzi concorrenziali. Naturalmente in Svezia nessuna legge vieta l’anonimato nelle navigazioni online.

PILLOLA ROSSA
Se queste sono le “pillole blu” della libertà informazione online, non mancano gli Stati che impongono ai cittadini la pillola rossa della censura. Parliamo in questi casi di Stati totalitari che hanno fatto della repressione della Rete la loro bandiera e che sono elencati minuziosamente dal report che stila ogni anno Reporter Sans Frontières: “Internet Enemies”.

Tra i nemici di Internet 2010 spicca la Birmania, che ha condannato a morte due alti ufficiali del governo per aver mandato via mail dei documenti di Stato all’estero. La giunta militare che tiene prigioniera la leader democratica Aung San Suu Kyi, inoltre, filtra massicciamente i siti Internet grazie ad una legge che Amnesty definisce “una delle più liberticide al mondo”.

Sempre tra i nemici di Internet c’è la Cina dove un esercito di 40 mila funzionari di partito monitora costantemente Internet per evitare che passi anche una sola parola ritenuta scomoda dal regime comunista; numerosi inoltre sono i dissidenti in prigione per aver diffuso sul Web documenti a favore della democrazia. In Egitto, invece, con intimazioni e arresti è all’ordine del giorno l’attività di repressione contro blogger che su Internet hanno organizzato delle mobilitazioni per chiedere diritti sul lavoro e democrazia. In Iran, dove sempre secondo Amnesty si registra “il record delle cyber-censura”, il regime fa opera di demonizzazione nei confronti dei new media, accusandoli di essere al servizio di interessi stranieri: decine di netizen sono rinchiusi nella prigione di Evin. Ennesimo nemico è l’Arabia Saudita dove la repressione è durissima, mentre in Siria specialmente i social network sono sotto strettissima sorveglianza. C’è infine il Vietnam dove il Partito comunista punisce duramente ogni critica espressa sul Web, in particolare tutto ciò che riguarda la politica nei confronti della Cina.

ITALIA
Questa è attualmente la situazione mondiale. Tra la libertà e la censura, tra la pillola rossa e la pillola blu, l’Italia guidata da un Tycoon televisivo sembra virare verso la seconda scelta. La società civile è mobilitata e i blogger sono ormai in grado di fare opinione e lanciare le loro campagne. C’è da augurarsi che riesca a fermare i tentativi ancora in corso. Quando poi anche l’Italia deciderà di ingoiare la pillola blu, non sarà mai troppo tardi.