ritmi africani……” salvate Sakineh il viaggio personale…ah il porto da finire ad imperia ” twisted family alla talpa e l’orologio 2 ottobre by guido arci camalli

L’ANTICASTA, l’Italia che funziona

presentazione del libro+DVD “L’ANTICASTA: L’Italia che funziona” insieme agli autori Michele Dotti e Marco Boschini nei seguenti comuni del Lazio.

> venerdì 22 ottobre
ore 20 a ALBANO LAZIALE
ore 21 a ZAGAROLO

> sabato 23 ottobre
ore 11 a APRILIA
ore 17 a GENZANO DI ROMA
ore 18 a LABICO
ore 21 a OSTIA (oppure ore 10)

Un appassionante viaggio nei comuni virtuosi, alla scoperta di persone e progetti che se non fossero veri sembrerebbero incredibili. Un libro per quanti sognano ancora di “cambiare il Paese”, piuttosto che di “cambiare Paese”[…]
http://www.openjournalist.com/territorio/sociale/lazioassociazioni-unite-per-promuovere-%E2%80%9Cl%E2%80%99anticasta%E2%80%9D/

L’iniziativa è organizzata da Lilith, Liberidanubi, Salviamo il lago Albano, Per il bene comune, Labicocca, Rete dei cittadini per Aprilia, Amici di Beppe Grillo-Genzano, Amici del Movimento 5 Stelle XIII Municipio Roma, Ostia che cammina. Ad Aprilia l’evento sarà patrocinato dall’amministrazione comunale.

Tutta la società civile, le istituzioni e gli organi di informazione sono invitati a partecipare e a diffondere l’iniziativa.

continua….

il mio viaggio personale

nei tavoli mentali….

nelle foglie di strelizie…. senza liquirizia

il mio vaggio personale… in un giorno speciale

in un giorno musicale….

occhi da cinghiale….

occhi da teatro vincente….ma i tramonti sempre belli… ad oneglia…

ed le passeggiate a me mancano spesso

ma le giornate assorciano… sui nostri cuori

sui miei cuori….

s’allontana l’estate 2010 …..

the street

nostalgia estiva 2010

una nostalgia senza colore…

chiude l’ombrellone pofferbacco…

entra l’autunno

ma chi mi faceva divertire resta…. nel 2010

ah il porto estivo 2010….

ah i picciotti….. da far fuori….

ah il porto da finire

nostalgia canaglia

spazzatura da pagare ehm ehm

notizie dal mondo

per Sakineh

Milano, 30 set. – (Adnkronos) – Domani, alle ore 11.30, in piazza della Scala a Milano, il sindaco Letizia Moratti e il presidente del consiglio comunale Manfredi Palmeri, con gli assessori e i consiglieri, dispiegheranno sulla facciata di Palazzo Marino uno striscione in difesa di Sakineh Mohammadi Ashtiani, condannata all’impiccagione, ritratta con il volto velato e la scritta “Clemenza per Sakineh. Milano contro la pena di morte”.

fonte

Iran: domani su facciata Comune Milano striscione per Sakineh

L’affissione del manifesto su Palazzo Marino era stata rinviata il 9 settembre scorso, dopo che le autorita’ iraniane avevano sospeso la sentenza di morte della donna.

Il nostro ultimo viaggio in Senegal, durato due mesi, è stato davvero intenso. Tutti i progetti sono sono cresciuti e ce ne sono tanti che stanno per nascere. Ti inviamo in allegato il nostro resoconto: per tutti noi è stato molto significativo assistere all’inaugurazione del centro sanitario di Diakine, a cui tanto abbiamo lavorato nel corso dell’anno; sono state già realizzate diverse giornate di consultazione medica gratuita nel villaggio grazie agli infermieri volontari.
Per parlare di tutto questo, dei progetti realizzati e di tutto quel che desideriamo fare, ti invitiamo alla nostra
CENA SOLIDALE: sabato 9 ottobre alle 20.30 nei locali di Cartiera in Via Fossano 8 a Torino (nei pressi di Corso Regina / Via Avellino). Il menu prevede: antipasti, primo, dolce e bevande a 10 Euro. Durante la serata vi sarà il resoconto per immagini dei nostri progetti; presenteremo i prossimi viaggi di volontariato e conoscenza in Senegal che si svolgeranno a gennaio del 2011 e le attività per il prossimo anno. Sarà presente, come sempre, l’artigianato senegalese. I proventi della serata saranno utilizzati per le attività nel campo sanitario che stiamo portando avanti a Thiaroye, quartiere periferico di Dakar in cui le condizioni abitative sono invivibili.
Ti chiediamo di diffondere questo invito tra amici e conoscenti in qualsiasi forma tu lo desideri, e di darci conferma della tua partecipazione entro venerdì 8 ottobre.
Un appuntamento per chi abita a Milano e dintorni: venerdì 1 ottobre inauguriamo la mostra fotografica Visages, in una nuova versione, presso la Casa delle Culture del Mondo in Via Natta 11. Alle 19.30 aperitivo e, a seguire, presentazione dell’associazione e dei progetti! Non mancate!
Un caro saluto e a presto!!!!!
Ileana & tutta l’associazione Ritmi Africani Onlus
Associazione Ritmi Africani Onlus
Tel: +39 3392422825 (Torino)
+39 3453460749 (Milano)
Annunci

corso Corso invernale di DANZA AFRICANA..un aria…. fritta….Dislessia, il Senato approva la legge in via definitiva « Children Free…. by guido arci camalli

un aria .. fritta….

persa in soffitta….

usa dal affitto

Dislessia, il Senato approva la legge in via definitiva

Pubblicato il30 settembre 2010 dachildrenfree

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Una legge in aiuto dei tanti bambini dislessici e che finalmente viene riconosciuta ufficialemente dalle istituzioni. Il Senato ieri ha infatti approvato in via definitiva la legge che riconosce e definisce alcuni disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico come la dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia. La legge, a favore della quale sarà previsto un finanziamento di 2 milioni di euro per gli anni 2010-2011, sancisce il diritto a usufruire dei provvedimenti compensativi e dispensativi lungo tutto il percorso scolastico, compresa la carriera universitaria, e assicura la preparazione degli insegnanti e dei dirigenti scolastici.

Alle famiglie sarà garantita la possibilità di usufruire di orari di lavoro flessibili. La legge prevede altresì che qualora non sia disponibile effettuare diagnosi presso le strutture del Servizio Sanitario Nazionale, si ha la possibilità di effettuarle presso strutture accreditate.
Soddisfazione per l’approvazione della legge, è stata espressa in particolare dal presidente dell’AID – Associazione Italiana Dislessia, secondo cui, come si legge sul sito ufficiale, “questa legge riconosce finalmente dopo tante battaglie l’esistenza della dislessia e di altri disturbi specifici di apprendimento stimolando la scuola a individuarli precocemente e definendo i luoghi del percorso diagnostico e didattico. Stiamo già lavorando con il ministero dell’Istruzione, di cui abbiamo apprezzato la volontà di affrontare il problema, in merito alle linee guida sulla legge. Certo è che siamo solo all’inizio di un percorso che dovrà essere avviato con le scuole, soprattutto sul tema della formazione dei dirigenti scolastici e le strutture del Servizio sanitario nazionale”.
Ora non mancane che le linee guida dal Ministero dell’Istruzione per la completa applicazione della legge.

http://www.italia-news.it/salute-c13/dislessia–il-senato-approva-la-legge-in-via-definitiva-47352.html

fonte

Dislessia, il Senato approva la legge in via definitiva « Children Free

evvvai son dislessico pure io yeah 

ma noi sian foto….. membri del nostro passato

ma noi sian freddi

Gli AnimaNeigra vi invitano a:

Corso invernale di DANZA AFRICANA con l’insgnante PAPIS N’DOYE (Senegal) e la musica dal vivo (Animaneigra ).Il corso è utile per un percorso formativo. Il costo è di 35 euro mensili,per l’iscrizione e’ obligatoria la tessera ARCI .Vi aspettiamo tutti i Martedi presso la palestra comunale di piazza Roma ad IMPERIA PORTO MAURIZIO dalle ore 21:00

Il corso avra inizio il 28 settembre e fine il 14 giugno.

ma noi danziamo e balliamo…. sempre

senza mai dimenticare… il passato….. senza mai

ma i simboli…. son simboli…. che poi tornano

e spesso son questi a contare molto…..

ed il silenzio che parla spesso… e volentieri

continua….

un cielo di stelle … un cielo nuvoloso… un cielo

di menzogne… un porto da consegnare… una

giustizia di parte… una amica da salvare…

il cielo che ho perduto… giocando….

il cielo di assurdi uomini…. il coraggio…. dei

perdenti….. ho perso quel unico valore….

continua

http://www.animedicarta.net/

ghe pensi mi…. programma arci camalli da oggi al 1 ottobre…. Onda Calabra parto nuvole pesanti…Iran, nuovo giallo su Sakineh: “sarà impiccata molto presto” by guido arci camalli

Mercoledi’ 29 settembre: serata a cura di Picci,

Appuntamenti all’Arci Camalli

mercoledi sempre aperto…… yeahhhh

Manuela e Adriana. Il Circolo aprira’ alle 21.00

Giovedi’ 30 settembre: alle 20.30 in cucina Caterina e Angela. Durante la cena potremo vedere fotografie di Yann Arthus-Bertrand fotografo, giornalista e ambientalista francese, specializzato in fotografia aerea. A lui si deve il progetto “La Terre vue du Ciel”, un inventario dei più bei paesaggi del mondo fotografati dal cielo, il cui motto è «Testimoniare la bellezza del mondo e tentare di proteggere la Terra»

Venerdi’ 1 ottobre : serata a cura di Dariush. Il Circolo aprira’ alle 20.30

discorso programmatico…. hihi ghe pensi mi…

si insegna la vita di benzina….. il bosco dei vincenti…

il figlio dei fetenti…. le strade di omerta… la vera

libertà

cantano i giochi di potere….. cantano le trame di

cantiere…..

ghe pensi mi…. tuono il mio cuore….

ma regna l’inverno dei miei pensieri…

regna l’incertezza delle foto….

passato davanti … allo schermo…

ma il numero non conta mai….

e le strade si rompono spesso

notizie dal mondo va

ROSALBA CASTELLETTI PER LA REPUBBLICA –

Prima l´annuncio della procura generale iraniana: Sakineh Mohammadi Ashtiani è stata condannata a morte per complicità in omicidio e non più per adulterio, e verrà punita con la forca, non più con la lapidazione. Poi la smentita del ministero degli Esteri: «Le due accuse devono essere ancora riesaminate». Dopo quattro anni di iter giudiziario e mesi di mobilitazioni internazionali, da Teheran continuano a giungere notizie contrastanti sulla sorte della vedova iraniana.

A fugare ogni speranza di salvare la donna quarantatreenne era stato lunedì sera il procuratore generale e portavoce dell´autorità giudiziaria iraniana, l´ultraconservatore Gholam-Hossein Mohseni-Ejei. «Secondo la decisione del tribunale, Sakineh è stata condannata per omicidio e la condanna a morte prevista per questo delitto (l´impiccagione, ndr) ha la priorità sulla pena prevista per il reato d´adulterio (la lapidazione, ndr)», aveva detto in conferenza stampa raccontata dal Tehran Times. Un annuncio che ben si inseriva nella scia dei precedenti tentativi delle autorità iraniane di rispondere alle pressioni internazionali spostando l´attenzione dalla condanna per adulterio a quella per omicidio. «Se rilasciare tutti gli omicidi deve essere una questione di diritti umani, allora tutti i Paesi europei dovrebbero fare lo stesso», si era spinto a dire a inizio settembre il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Ramin Mehmanparast, mentre lo stesso presidente Mahmoud Ahmadinejad aveva denunciato da New York la politica occidentale dei «due pesi e due misure» opponendo alla mobilitazione occidentale per Sakineh il «silenzio» sull´esecuzione negli Usa della disabile Teresa Lewis.
Sempre coerentemente con le precedenti provocazioni iraniane, Mohseni-Ejei lunedì aveva poi aggiunto: «Il caso non deve essere politicizzato». Se il figlio di Sakineh, Sajjad Ghaderzadeh, ieri aveva subito precisato che l´annuncio ufficiale della condanna arriverà solo fra due settimane, ad aprire margini per altri colpi di scena è stato l´intervento di Mehmanparast. «La procedura giudiziaria non è ancora completata e il verdetto finale sarà annunciato solo al suo termine», ha detto durante il suo consueto briefing settimanale con la stampa.
Secondo alcuni osservatori, dietro al susseguirsi di annunci e smentite sul caso di Sakineh, altro non ci sarebbe che un braccio di ferro tra potere religioso e laico: l´annuncio del portavoce dell´autorità giudiziaria iraniana che fa capo alla Guida Suprema, l´ayatollah Ali Khamenei, avrebbe avuto il solo obiettivo di screditare Ahmadinejad che a New York aveva negato l´esistenza di una condanna alla lapidazione, mentre la smentita di Mehmanparast s´iscriverebbe nella volontà di Ahmadinejad di smarcarsi da Khamenei.

Quel che è certo è che, mentre la comunità internazionale si mobilita con appelli e manifestazioni per Sakineh, la macchina della repressione iraniana non si arresta. Proprio ieri è giunta notizia della condanna a oltre 19 anni di prigione contro Hossein Derakhshan, il “padre dei blogger iraniani” in isolamento in carcere già da due anni. E nelle carceri iraniane, oltre a Sakineh, vi sono altri 24 iraniani – 20 donne e quattro uomini – che rischiano la morte sotto il colpo delle pietre e oltre 800 prigionieri politici, decine dei quali condannati a morte.

fonte

Iran, nuovo giallo su Sakineh: “sarà impiccata molto presto”

continua




forza arci camalli

forse non serve… video Rimozione Koatta Ska Band ….. # L’appello di Angelilli: “Non si gioca con la vita di Sakineh”‎

forse non serve…. il cielo che pende…

forse son niente…. io che lavoro per niente

forse ho sete….

studiano le foto al contrario….

il modo di farle vivere ancora…ma dove ballo ormai…..

sinceri…. momenti di pace….

ma poi si suona.. e si fà festa… anzi festazza..

e tutto passa

ed i giovani ascoltano— la buona musica…

ed  i giovani cercano….. un futuro migliore

ed quelli che suonano son i più bravi……

ho avuto un aiuto in testa

casca la minestra

una gioia di amare

un mestolo da pulire

fango e fatica

fango e miscuglio

ho un aiuto in testa

casca la mia pace funesta

un cielo di trombe

un vecchio al orizzonte

notizie dal mondo va

L’appello di Angelilli: “Non si gioca con la vita di Sakineh”

ultimo aggiornamento: 28 settembre, ore 13:00
Roma – (Adnkronos/Aki) – Il vice presidente del Parlamento europeo dopo gli ultimi sviluppi del caso e l’annuncio del procuratore iranianoAd AKI l’appello del figlio all’Italia: “Aiutateci a salvarla”. Javier Bardem, Totti e Rosella Sensi aderiscono all’appello di AKI. Fiori dai municipidi Roma (VIDEO)

Roma 28 set. – (Adnkronos/Aki) – ”Sembra quasi che si stia ‘giocando’ con la vita di questa donna”. E’ questo il commento del vice presidente del Parlamento europeo Roberta Angelilli sugli ultimi sviluppi del caso di Sakineh Mohammadi-Ashtiani, la donna iraniana gia’ condannata alla lapidazione per adulterio, con sentenza poi sospesa, adesso destinata al patibolo per complicita’ nell’omicidio del marito.

”Ancora una volta – continua l’esponente del Pdl in una nota – il Governo di Teheran ed esponenti del potere giudiziario si contraddicono a vicenda, ma soprattutto la sorte di Sakineh sembra essere per l’Iran quasi l’ago della bilancia di una fantomatica battaglia con l’Occidente. Questo sarebbe ignobile”.
fonte

E’ vero, prosegue, ”Sakineh e’ divenuta in queste settimane una bandiera, perche’ Sakineh rappresenta le migliaia di donne nel mondo a cui sono negati gli inviolabili diritti umani e tra questi c’e’ quello di avere un processo equo e giusto. L’Italia e l’Unione europea sono contrari alla pena di morte e condannano ogni tipo di esecuzione, come ha ribadito il Parlamento europeo votando la recente Risoluzione. Pertanto non c’e’ differenza se la condanna e’ all’impiccagione o alla lapidazione”.

“Soprattutto Sakineh – prosegue l’eurodeputato – ha diritto ad un processo equo ed imparziale che fino a questo momento gli e´ stato negato. La mobilitazione internazionale in favore di Sakineh deve continuare”.

Per Angelilli, che fin dall’inzio della vicenda si e’ mobilitata in difesa dei diritti della donna iraniana, “ora piu´ che mai e´ opportuno non abbandonare l´impegno e vigilare sul rispetto dei diritti umani in Iran ed in particolare sul diritto di Sakineh ad ottenere la revisione del processo, basato sul diritto alla difesa, sulla presunzione di innocenza e sui principi di legalita’ e di proporzionalita’ dei reati e delle pene”.

Il vice presidente dell’Europarlamento esprime infine un auspicio: ”Speriamo che il Presidente Ahmadinejad, che nei giorni scorsi ha dichiarato che Sakineh non era in pericolo di vita, possa essere disponibile a concedere la revisione del processo, ascoltando le richieste che arrivano non solo da Istituzioni internazionali e Capi di Governo ma da milioni di cittadini nel mondo e del suo Paese”.

le strade senza nome Rifiuti Abruzzo, soldi a politici Pdl: arrestato assessore … salvate Sakineh by guido arci camalli

le strade senza nome…. son buffe…

le strade senza età…. non son picciotte

le strade senza nome…. un olio che costa poco

le strade senza nome… l’ufficio della lentezzaa

comunale……. un leone senza il sale….

un floricoltore senza strutture…

ma dopo 7 ore vince il picciotto caltagirone

quindi imperia non è più imperia…

nun c’è più una mezza stazione…

hihi…. forza arci guernica.. hihi

grandi B4….

uff annulla il volontariato…. uff

e poi ti lamenti….ma poi che succede…… nulla di nulla…

scatti di orgoglio….. o di orologio….

maratone…. quasi benefiche…..

quasi….. tutte utilizzabili… per publicizzare

noi stessi…

ma non c’è mai verità…..

e tutto trema……

ma imperia….. 7 ore dopo è la stessa…

ma imperia… un feudo… anche dopo 7 ore…

hihi jaja…

giochi da fate… innamorate del illegalità

giochi da fate.. innamorate del giusto

giochi da fate… innamorate del disgusto

scopa il leone che danza….

scopa il povero ….. con uno stipendio di

1 mese….

scopa … la coscienza…. che si inquina spesso

si inquina con la mente….

l’ufficio del male? ……. la finta solidarietà

Rifiuti Abruzzo, soldi a politici Pdl: arrestato assessore, indagati due senatori

Arrestato il titolare di un’azienda leader del settore, dodici gli indagati: fra loro anche l’attuale sindaco di Teramo

.

ROM Lanfranco Venturoni, assessore abruzzese alla Sanità A (22 settembre) – L’assessore alla Sanità della Regione Abruzzo, Lanfranco Venturoni (Pdl), 59 anni, è stato arrestato questa mattina a Teramo dalla squadra mobile di Pescara. Il provvedimento è stato emesso dalla procura di Pescara a seguito di un’inchiesta sui rifiuti scattata nel 2008. Con Venturoni, ora ai domiciliari, arrestato anche il noto imprenditore Rodolfo Valentino Di Zio, 68 anni, proprietario della De.co, azienda leader nel settore rifiuti. Anche lui è agli arresti domiciliari.

Nell’inchiesta sono indagate 12 persone, tra cui i senatori del Pdl Paolo Tancredi, 44 anni, e Fabrizio Di Stefano, 45 anni, con l’accusa di corruzione e associazione a delinquere. Gli altri indagati sono la consigliera regionale ed ex assessore ai rifiuti e alla protezione civile, Daniela Stati (38) – dimessasi dopo il suo coinvolgimento in un’altra inchiesta della Procura dell’Aquila e ora passata dal Pdl al gruppo misto; l’attuale sindaco di Teramo, Maurizio Brucchi (49), del Pdl; Ettore Ferdinando Di Zio (65), presidente della Deco; Vittorio Caldarella (74), di Roma, ex Ad della Team; Giovanni Faggiano (51), di Brindisi; dimessosi nel luglio scorso da Ad di Team; Sergio Saccomandi (44), successore di Venturoni alla presidenza della Teamtec; Ottavio Panzone (56), Paolo Bellamio (56), di Mestre (Venezia).

Le indagini che hanno portato agli arresti domiciliari di Venturoni per corruzione, peculato e abuso d’ufficio, sono durate circa due anni e sono state condotte da un pool di tre magistrati della Procura di Pescara guidata dal procuratore capo, Nicola Trifuoggi, e i pm, Gennaro Barone e Annarita Mantini. Il gip che ha concesso le misure cautelari è Guido Campli. Secondo gli inquirenti si tratta di una delle più grosse indagini mai fatte in materia sul territorio nazionale e certamente la più importante condotta dalla Procura di Pescara in merito ai rifiuti. Gli indagati stavano cercando di realizzare un inceneritore in Abruzzo. Gli arresti di oggi sono parte dell’inchiesta madre dalla quale è stato stralciato il provvedimento che nello scorso agosto mise agli arresti domiciliari l’ex assessore all’Ambiente della Regione, Daniela Stati.

I senatori Tancredi e Di Stefano avrebbero chiesto e ottenuto dagli imprenditori Di Zio il versamento di alcune decine di migliaia di euro a favore dei candidati a sindaco, poi eletti il 6 giugno 2009, di Teramo, Maurizio Brucchi, e Pescara, Luigi Albore Mascia, contributi elettorali versati una decina di giorni prima delle elezioni. Inoltre, la Deco, proprietaria dei locali della sede regionale del Pdl a Pescara non avrebbe fatto pagare per un certo periodo l’affitto. A ciò si aggiunge che Fabrizio Di Stefano avrebbe chiesto e ricevuto da Rodolfo Di Zio «20 mila euro», con due bonifici distinti «accreditati in Napoli il 29 maggio e il 3 giugno 2009, al candidato al parlamento Europeo Crescenzio Rivellini, che ne girava 5 mila con proprio assegno a Di Stefano». Questo assegno risulta incassato da Di Stefano «in Chieti il 4 giugno 2009, su proprio conto corrente».

I Di Zio avrebbero anche promesso al senatore Di Stefano «che in tal modo consolidava la propria posizione di potere e prestigio personale nell’ambito del partito, futuro aiuto economico ed elettorale, da specificarsi volta per volta (come è accaduto per i candidati Albore Mascia e Rivellini), per se e per i candidati a lui legati». Stessa cosa i Di Zio hanno promesso all’assessore alla sanità Lanfranco Venturoni e al senatore Paolo Tancredi, il tutto in un periodo che va dal novembre 2008 al maggio 2009. Secondo l’accusa Di Stefano avrebbe anche esercitato «opportune pressioni sull’assessore all’ambiente Daniela Stati, ponendo Rodolfo Di Zio in rapporto privilegiato con la Stati, affinchè si dessero le condizioni normative che il senatore Di Stefano sapeva essere attese dai Di Zio, poichè era stato loro promesso l’affidamento senza gara pubblica dell’appalto per la costruzione e gestione dell’inceneritore».

La Stati è indagata per favoreggiamento, perchè, sentita dai Pm come persona informata dei fatti e sulle pressioni ricevute, «eludeva le investigazioni in ordine al delitto di corruzione». Ma Di Stefano è finito nel mirino degli investigatori anche per la vicenda dei rifiuti nel Chietino in merito alla discarica di Lanciano. Per i Pm sarebbe responsabile dell’allontanamento dai vertici del Consorzio Comprensoriale di Lanciano di Riccardo La Morgia, peraltro uomo di area di centrodestra. La Morgia aveva avviato nel 2009 una azione per ridurre le tariffe ai comuni e di conseguenza alla popolazione e per realizzare un impianto di biocompostaggio «che avrebbe reso antieconomico» quello dei Di Zio a Casoni (Chieti). Pertanto – sostengono i Pm – «i Di Zio avevano interesse a sostituire La Morgia con persona disposta a fare i loro interessi anzichè quelli della collettività», e inoltre a modificare una legge regionale che imponeva il 40% di raccolta differenziata che avrebbe reso «impossibile la realizzazione del piano delittuoso». In questo caso è coinvolto anche l’assessore Venturoni che avrebbe esercitato sulla Stati «indebite pressioni». Sia Venturoni che Di Stefano e Tancredi avrebbero poi chiesto al senatore marsicano e coordinatore abruzzese del Pdl, Filippo Piccone (non indagato), a sua volta interessato alla costruzione di un inceneritore, di «non intralciare il progetto delittuoso».

La vicenda ruoterebbe intorno al progetto di un impianto di bioessiccazione di rifiuti Tmb in località Carapollo da realizzare sui terreni della società pubblica di gestione dei rifiuti a Teramo, la Team. Secondo l’accusa Di Zio – in un periodo che va dal 2006 al 2009 – per realizzare senza gara di appalto il termovalorizzatore, avrebbe elargito denaro, e l’assessore Venturoni avrebbe messo a disposizione la Team per riuscire nel progetto. L’inchiesta è basata su intercettazioni dalle quali con acquisizioni mirate si è arrivati al sequestro di documenti e prove documentali.

Venturoni, all’epoca dei fatti presidente della Team, dalla quale si è dimesso nel novembre 2009 – 11 mesi dopo essere stato nominato assessore alla sanità della neo Giunta Chiodi – è accusato di «appropriazione di risorse pubbliche, concretanti peculato, tutte funzionali al congegnato e sistematico piano di svuotamento per successiva acquisizione della Deco, delle utilità patrimoniali appartenenti alla Team, con lo scopo ultimo di far ottenere alla predetta azienda privata, senza il ricordo al metodo dell’appalto pubblico, la costruzione e la gestione di un impianto di bioessiccazione di rifiuti a Teramo». Nell’inchiesta è citata anche la Ecodeco di Milano, alla quale sia Venturoni che Di Zio avrebbero offerto, in cambio della cessione gratuita della tecnologia per l’impianto teramano, di essere «ammessa a partecipare della realizzazione di un impianto di incenerimento di rifiuti in Abruzzo», con l’affidamento diretto dell’appalto «ad una società a cui avrebbero partecipato tanto i Di Zio quanto la Ecodeco».

Il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi ha espresso «solidarietà all’assessore Venturoni. Aspetto di conoscere motivazioni e atti dell’inchiesta. Per ora posso esprimere la più forte e piena solidarietà a Lanfranco». In giornata è previsto un vertice politico del Pdl che si terrà o all’Aquila – dove è in programma il Consiglio regionale – o a Pescara.

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fonte:  http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=119783&sez=HOME_INITALIA

fonte

Rifiuti Abruzzo, soldi a politici Pdl: arrestato assessore

e poi

Teheran, 21:43

CALCIO, ROMA; TOTTI: AUGURI COMPLEANNO DAI FIGLI DI SAKINEH

Auguri di buon compleanno a Francesco Totti anche dall’Iran, dove i figli di Sakineh Mohammadi-Ashtiani, la donna condannata alla lapidazione, hanno voluto ringraziare il capitano della Roma per aver aderito alla campagna internazionale per salvare la vita della madre. “Auguriamo a Totti di vivere cent’anni e lo ringraziamo per quanto ha fatto per nostra madre”, ha detto Sajjad Ghaderzadeh, figlio della donna, anche a nome della sorella Sahideh. Sajjad ha però ricordato che la sentenza di morte per la madre è stata solo sospesa dalle autorità iraniane e quindi il pericolo per la sua vita rimane: “Chiediamo perciò alle autorità italiane di continuare a seguire il suo caso”.
(27/09/2010) (Spr)

fonte

CALCIO, ROMA; TOTTI: AUGURI COMPLEANNO DAI FIGLI DI SAKINEH‎ –

e poi

piove sul mio pensiero….. # Sakineh, “lapidazione non risulta sospesa”. Minacciati i figli …‎ by guido arci camalli

piove sul mio pensiero….

mi chiamo guido …. mi sento numero… della

talpa e orologio…. numero del arci camalli….

piove sul mio pensiero….

mi chiamo guido…. numero che urla….

un numero pazzo che balla la pioggia….

ma il pensiero…. si distoglie…. e diventa libero

piove sul pensiero precario…..

piove sul mio pensiero… piove già da diversi

anni…….

oggi piove sul mio pensiero…. il mare mi fa

sognare… la danza danzare…. e le strade zuppe

di quei finestri… diritti….

violenze… senza violenze…. pace senza pace…

piove sul mio pensiero …….

che non ha freccie… alcune… che grida

“LIBERTà…. AL USIGNOLO FERITO”

scopri che il tesoro… e essere usato a freddo

un giovane… senza fretta…. un vecchio e il suo

adagio…

si ha fretta… solo per chi ha…

vestiti bene…. per un evento…….

vestiti bene….. per i penultimi….

vestiti bene…. per le favole…

ed 40 box per liquidare i pescatori di oneglia

corre l’idea spenta… utilizza l’utile gesto….

corro verso il passato.. ove tuttto inizio

camporosso 2004… continua….

notizie dal mondo va

Sakineh, “lapidazione non risulta sospesa”. Minacciati i figli: “Niente più interviste”

ultimo aggiornamento: 27 settembre, ore 12:28
Teheran – (Adnkronos/Aki) – L’avvocato della donna: “Al contrario di quanto dichiarato dai capi dei poteri esecutivo e giudiziario, non si rileva alcun provvedimento ufficiale di sospensione della sentenza”. Su Sajjad e Sahideh: “Sono impauriti dalle pressioni governative ricevute”

Teheran, 27 set. – (Adnkronos/Aki) – “Non mi risulta che la sentenza di lapidazione emessa nei confronti della mia assistita sia stata ufficialmente sospesa dall’autorità giudiziaria iraniana”. E’ quanto afferma in un’intervista telefonica ad AKI-ADNKRONOS INTERNATIONAL, Javid Hutan Kian, avvocato di Sakineh Mohammadi Ashtiani, la donna iraniana che rischia la lapidazione per adulterio.

Kian smentisce così nuovamente sia le dichiarazioni del presidente Mahmoud Ahmadinejad sia quelle del capo del potere giudiziario, l’ayatollah Sadeq Larijani, che nei giorni scorsi avevano annunciato la sospensione della sentenza. “In base alle informazioni raccolte presso le autorità competenti e agli atti giudiziari, al contrario di quanto dichiarato dai capi dei poteri esecutivo e giudiziario, non si rileva alcun provvedimento ufficiale di sospensione della sentenza di lapidazione”, dice l’avvocato.
fonte

un pensiero che mai si spegne

“Resto quindi molto preoccupato per la vita di Sakineh e chiedo ai media internazionali di non commettere l’errore di spegnere i riflettori sul suo caso”, aggiunge, spiegando che il 9 ottobre si recherà alla Corte Suprema per avere aggiornamenti sul ricorso contro la sentenza di morte emessa nei confronti della sua assistita.

Javid Hutan Kian ha inoltre fatto sapere che “i due figli di Sakineh sono molto spaventati e hanno smesso di rilasciare interviste ai media internazionali perché impauriti dalle pressioni governative”. “Sajjad e Sahideh – continua il legale – sono in uno stato psicologico tremendo, sono terrorizzati da quello che gli agenti governativi potrebbero fare a loro e alla madre, in prigione a Tabriz”. “Per questo ritengono opportuno, almeno per il momento, comunicare con i media tramite me, in qualità di legale della famiglia, oppure attraverso lettere indirizzate a personalità internazionali”, aggiunge.

Lo scorso 16 settembre i figli di Sakineh, in una lettera aperta, avevano chiesto l’aiuto della comunità internazionale, spiegando di aver subito minacce da parte dell’intelligence iraniana. “Gli agenti, dopo aver fatto irruzione nell’ufficio del nostro legale, ci hanno minacciati, dicendoci chiaramente che, se anche dovessimo riuscire a salvare la vita di nostra madre, non avremo comunque mai pace – scrivevano Sajjad e Sahideh – Ci renderanno la vita insopportabile, hanno detto che l’opinione pubblica mondiale adesso è attenta alla vita di nostra madre, ma che una volta calata l’attenzione la nostra vita sarà rovinata

mmm un passato antico….. C’era una volta Teresa Lewis e…non c’è più ……….Addio alla Sakineh americana, Roberto Zavaglia …. by guido arci camalli

mmmm un passato antico…

un pelo sul fico…..un angelo con la neve…

una foglia che se la beve… paurosa… d’essere

di una città di provincia…

ma c’è un suono—

una tortora che vola…. ed il suono rimane

ma si spostano i miei confini…. ove non c’è

nulla…

ma il dritto è un vero soggetto strano..

il soggetto non ha coraggio….

i sogni d’una sera non bastano mai

son lavori ristretti , lavori rumorosi

suono ” tu sei nel mio cuore!”

suono”tu sei qualcuno!”

suono”un singolo uomo venuto dalla terra”

suono ” ti telefonassi e sei li?”

suono” ma tu cerchi il coraggio?”

suono “ne mi cercano le tue mani”

uso la sete ” s’allontana quel tuo viso”

uso la sete: “come son belli quei tuoi pensieri”

uso la sete: “magari avessi una speranza”

uso la sete ” ho solo le mie terribili paure”

uso la sete ” magari potessi vincere”

uso la sete “invece perdo i miei treni”

uso il verbo ” quelle che metto sulle soffitte del

cervello”

uso il verbo:” magari aver amici”

uso il verbo:” son quelli più a mancarmi”

L’ Appello di Stefano per Sakineh Mohammadi Ashtiani.wmv

un bel complimento….. un bel momento…

un dolce amore.. una giovane bugia che dura

ormai da 2 anni… un giovane amore….

ormai le paure… son inceppare.. una giovane

idea… ormai… le occupazione… non c’è

ormai .. il porto c’è…. ormai il mafioso c’è

ormai il vecchio resiste… e il giovane si

attacca… omai… siamo pesce… ad imperia..

ove la bugia cresce.. il vecchio resiste…

ormai siamo anticità… il coraggio non è pre

miato… il bugiardo apre al suo futuro..

un peccato.. un peccatore dannato… che vaga

nelle vie… fischietta la sua libertà.. valorizza

gli eroi… corre i suoi rischi… e il porto di 40

box per i pescatori… ad oneglia.. ed è un

mafiosissimo 2010… che violenta il ponente..

e ricordati di amare…

ricordati….. che ti devi alzare…. attento che s

sparli… cammina… cammina… ti ritrovi ..

al arci camalli… ore 14… c’è da preparare…

la festa cubana…. anno 2005… corro e corro…

mi ritrovo… sotto la pioggia dei studenti…

anno 2008… corro corro… e smonto la talpa e

l’orologio… anno 2009… gennaio 2010… spavento

il mio lamento… omertoso…. silenzioso..

cade la neve… dei più intelligenti….

cade la menzogna …. dei più mafiosi… che

mi svendono imperia… e svendono il ponente

e quindi estate 2010… violenze sul pensiero…

violenze sui infati…… bugiardi…

baluardi della politica… che sa essere vera

baluardi del blog … ove tutto è finito….

brescia… bergamo… genova… stesso prezzo

stessa mafia di gente.

stesso ponente… il giovane che scappa…

stesso ponente…. solidarietà… per i piccoli

poi che vedi la stessa gente… le stesse persone

e i giovani… i giovani .. uno spot..

uno ancella.. di un demente…

notizie dal mondo va…

C’era una volta Teresa Lewis e…non c’è più

24 settembre 2010 | di Il Mago delle Fiabe

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Come tutto il mondo è a conoscenza Teresa Lewis è stata giustiziata. Teresa Lewis non c’è più.
La sua vita è terminata. Oggi FratelMaghetto è molto triste ed ha deciso di dedicare questo post a Teresa. Qualcuno ha scritto fine ad una vita. Qualcuno ha deciso che Teresa non sia più con noi.
Ho pensato inserire la foto di Teresa sorridente. Ricordiamocela così…”sorridente”.
Ogni anno ricordiamoci di lei. Ogni anno al 23 di Settembre facciamo un post per ricordare Teresa.
Ricorderemo così tutte le persone come lei che non ci sono più perchè qualcuno ha deciso!
Un abbraccio a Teresa che non c’è più. Ciao Teresa, da tutt* noi della Rete.

fonte

C’era una volta Teresa Lewis e…non c’è più

Domenica 26 Settembre 2010
Fonte: Linea Quotidiano [scheda fonte]

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E se un giorno Ahmadinejad intimasse al governo italiano di sospendere la pena dell’ergastolo per Rosa e Olindo, i coniugi assassini di Erba, poiché la loro vita è sotto la responsabilità della Repubblica islamica iraniana? E’ un’ipotesi assurda, ma è quello che ha fatto Sarkozy nei confronti di Teheran a proposito della condanna a morte di Sakineh. In entrambi i casi siamo di fronte a crimini “comuni”, con almeno un elemento di somiglianza. Anche i legali di Rosa e Olindo, come quelli della donna iraniana, sostengono che la confessione dei loro assistiti è stata estorta dagli inquirenti.
Nessuno si stupisce che Sarkozy pretenda di far valere la sovranità francese in Iran, perché si parte  dall’implicito presupposto che i “nostri” sistemi giudiziari garantiscono ogni diritto, mentre quelli degli “altri” sono semplici imposture per nascondere la sopraffazione, essendo in vigore fra popoli ancora semibarbari. Qualche giorno fa, però, i lettori dei giornali hanno scoperto che c’è una Sakineh anche nella “più grande democrazia del mondo”. Si chiama Teresa Lewis ed è stata condannata a morte e giustiziata per lo stesso identico crimine di Sakineh: concorso nell’omicidio del marito, materialmente eseguito dal suo amante. Chi ha difeso la Lewis sostiene, come nel caso dell’iraniana,  che la sentenza capitale è ingiusta perché il tribunale non ha tenuto conto degli elementi a sua discolpa. In particolare, la Corte d’Appello non ha accettato le dichiarazioni con cui  l’assassino, poi suicidatosi in carcere, ha confessato di essere stato l’ideatore del delitto e di avere coinvolto la sua amante grazie al dominio psicologico che esercitava su di lei.
Secondo le perizie psichiatriche, la 41enne statunitense ha un quoziente di intelligenza bassissimo, ma il giudice non si è fatto alcun problema a condannare alla pena capitale quella che è da considerarsi una disabile mentale. L’opinione pubblica internazionale ha avuto conoscenza di questo caso solo perché il presidente iraniano Ahmadinejad, negli Usa per partecipare all’Assemblea generale dell’Onu, ne ha parlato in un discorso pubblico, per sottolineare il diverso standard occidentale sui diritti dell’uomo: indignazione collettiva per Sakineh, disinteresse totale per la Lewis. Nei media si è subito alzato un coro che nega ogni possibile paragone. Pierluigi Battista, per esempio, sulla prima pagina del Corriere della Sera di giovedì, ha parlato di  “sfrontatezza” di Ahmadinejad. Secondo il molto liberale editorialista, “la pena di morte rappresenta un orrore, sempre”, ma in Iran lo è molto di più.
A inorridire Battista è il sistema della lapidazione, che disgusta profondamente anche noi, ma sul quale torneremo più avanti. L’impossibilità di raffrontare le due identiche condanne sarebbe rappresentato dal fatto che in Iran, anche per i reati comuni, manca ogni garanzia giudiziaria, la tortura è pratica quotidiana, gli avvocati sono imbavagliati e, insomma, è inesistente “ogni parvenza di Stato di diritto”. Dall’esame di quali atti giudiziari Battista tragga questa sua convinzione non è dato di sapere, ma ovviamente nessuno gli chiederà mai di dimostrare le sue drastiche osservazioni. Il suo sillogismo è il seguente: il sistema politico iraniano non è di tipo liberale, i non liberali sono dei bruti, l’Iran è un posto brutale. Dall’apparato giuridico, fino a, immaginiamo, la produzione agricola o l’edilizia popolare tutto è nequizia.
Sul caso Sakineh è difficile avere notizie certe, per quanto ci si sforzi a cercarle. La stessa “Amnesty International” ha dichiarato di non conoscere gli atti giudiziari. Per la grande stampa occidentale si tratta di una condanna comminata per un semplice adulterio. Navigando fra i siti di “controinformazione” non si riesce a chiarire tutti i dubbi. Quello che siamo riusciti a capire, collazionando una serie di fonti diverse e con il beneficio di inventario, è che la condanna a morte è stata inflitta per il concorso nell’omicidio del marito e non per il solo adulterio. Della lapidazione, che giustamente preoccupa Battista, non ci dovrebbe essere pericolo perché l’Iran ha rinnovato, nel 2008, la moratoria già stabilità sei anni prima nei confronti di questo genere di esecuzione, mentre in Parlamento è depositato un progetto di legge per la sua abolizione. Almeno secondo le fonti ufficiali, non esistono, negli ultimi anni, casi di lapidazione, che era in voga ai tempi del filo occidentale Reza Pahlevi ed è tuttora applicata dall’altrettanto filo occidentale Arabia Saudita, senza che Battista e il suo giornale se ne diano grande pena.
Sul capo di Sakineh (voglia Iddio che l’informazione sia vera) non pende “da un momento all’altro” l’esecuzione in modo arbitrario, perché il suo caso sarebbe tuttora all’esame della Cassazione, dopo i due primi gradi di giudizio. Il quadro che ragionevolmente ci si può fare è semplicemente quello di una persona la quale è stata condannata, con prove che nessuno in Occidente è in grado di valutare, a causa di un reato per il quale in Iran, come in diverse decine di altri Stati, è prevista la pena di morte. L’enorme eco suscitata dalla vicenda è frutto della campagna organizzata dal giro del solito Bernard Henry Lévy che, da sempre, è alla ricerca di crimini dei nemici dell’Occidente, con i quali commuovere l’opinione pubblica e dare una lucidata da coraggioso difensore dei diritti umani alla sua immagine di attempato playboy zazzeruto, con l’eterna camicia bianca sbottonata fino all’ombelico.
La strumentalizzazione del dramma di Sakineh, più in piccolo, ripropone quella della frase di Ahmadinejad sulla “cancellazione dalla mappa di Israele”, gabellata per un proposito genocida, quando invece si trattava di un auspicio, legittimo come era quello sul crollo del comunismo in Russia, della fine dell’identità sionista dello Stato, con l’instaurazione di pari diritti per arabi ed ebrei. Con ciò non esprimiamo alcuna fede nella perfezione del sistema giuridico iraniano, il quale sarà pieno di difetti come altri, e ammettiamo che, se accusati di qualche crimine, preferiremmo essere giudicati a Londra (a New York no, a meno di possedere una fortuna per pagare avvocati di grido in grado di farci assolvere pure se colpevoli) piuttosto che a Teheran. Non ci sembra che, però, tutte le eventuali storture dipendano dal “dispotismo” della Repubblica Islamica. Chi ricorda il film “Fuga di mezzanotte” non ha nessuna voglia di provare di persona se i giudici e i secondini della pur laica e democratica Turchia sono davvero così fetenti come li si rappresentava…
Con o senza lapidazione, la pena capitale di Stato è già una tortura: anni interi passati ad aspettare nella cella della morte che la burocrazia faccia il suo corso; notti infinite in cui si alternano  speranza e disperazione. Le campagne propagandistiche a senso unico rendono più difficile lottare contro questa barbarie e, demonizzando il “nemico”, preparano il terreno ad altre Abu Ghraib.

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