guido arci camalli.dammi spazio …. imperia noiosa….O LIBICA?/Terremoto in Nuova Zelanda, estremisti cristiani danno la colpa ai laici e agli omosessuali

 

La Talpa E L’orologio

IMPERIA NOIOSA O LIBICA????????

daMMI SPAZIO…. IL MIO SPIZIO è PIENO

IMPERIA DA SPIZIO…..

IMPERIA OMERTOSA…. POCO GENEROSA

IMPERIA…. CHE DORME… FRENA … NOVITà DEL TRAFFICO AL CENTRO…

 

IMPERIA… E I BUCHI SUL PETTO…

IMPERIA… E SANGUINARIE ATTESE AL BAR…

IMPERIA… SPARA SUI CANTIERI.. INTERMINABILI…

IMPERIA… OMERTOSA COI GIOVANI… RABBIOSI…

IMPERIA… CHE Fà A BOTTE PER UN LAVORO…

IMPERIA… LA MAFIA CHE NON C’è… NEL PORTO…

IMPERIA… E I NEGOZI … DI FRUTTA… DA COSTRUIRE..

IMPERIA … E LE NOVITà DELLA SETTIMANA….

PESCE TRE PER DUE..

MARE …. DI IMPERIESI… NERVOSI.. INVADONO.. IL MONDO..

GIà NERVOSO DA SE…

IMPERIA FIGA… IMPERIA E LE SOLITE PROMESSE…

IMPERIA…. AMANTE PERFETTA… DOPO LE SETTE E MEZZA..

IMPERIA… ED UN PORTO DA FINIRE…

UN LUSSUOSO PESCE DA SERVIRE…

IMPERIA E CHAMPAGNE… IMPERIA E POVERTà

IMPERIA è FIORI COME FOSSE… SANREMO?

IMPERIA DI UFFICI TURISTICI…

IMPERIA DA CONDOGLIANZE…

IMPERIA è LA MORTE NON è IN LEI…

MA IN VOI…

IMPERIA DEI ALTI AFFITTI..

IMPERIA DEI PARCHI DA ISTRUIRE…

CONTINUA……

BELLA LI TALPA IERI…

L’emorragia senza fine nelle vendite dei quotidiani italiani


I dati resi noti pochi giorni fa dall’Ads (Accertamento diffusione stampa) fanno registrare un nuovo passo indietro nelle vendite dei quotidiani italiani. Un’emorragia continua, che nel novembre del 2010 (periodo in cui è stata effettuata la rilevazione) ha visto un’ulteriore calo rispetto ad un anno fa.

Le variabili in gioco sono molte, ma le analizzeremo strada facendo. Prima parliamo di numeri: il “Corriere della Sera” fa registrare un -10% rispetto al 2009, mentre il secondo quotidiano più venduto, “La Repubblica”, vede un calo dell’8,2%. Non va meglio a “La Stampa” (-7%) e ai quotidiani economici e sportivi: “Il Sole 24 Ore” perde infatti 6.315 copie (-3,7%), “La Gazzetta dello Sport” 9.241 (-3%). Il quotidiano “peggiore”, in questo senso, è “Il Secolo XIX”: il giornale di Genova scende del 15,2%. Uniche testate che fanno segnare un segno positivo sono “Il Giornale” (+1,1%), “Libero” (+1,3%), e alcuni organi di stampa locali, come “Il Mattino di Padova” e “Il Quotidiano della Basilicata”.

Come spiegare tutto ciò? Premetto che ho sempre preso con le molle la cosiddetta “profezia” di Philippe Meyer, giornalista e scrittore statunitense, che nel suo libro “The vanishing newspaper” (“La scomparsa dei giornali”) indica il 2043 come data in cui verrà celebrato il funerale della carta stampata. Il giornale è il più antico mezzo di comunicazione a disposizione dell’uomo, e francamente dubito che possa venirne la fine. Certo, i dati non sono buoni, e se lo sviluppo della tecnologia (I-Phone, I-Pad etc…) aiuta da una parte a migliorare alcuni aspetti pratici, dall’altra provoca questi risultati. Molti editori si stanno già muovendo in tal senso: basti pensare a Rupert Murdoch, che con “The Daily” ha dato corpo al primo giornale per I-Pad. Ma si può anche ragionare sul fatto che sempre più persone si informano su Internet, perché le notizie sono in continuo aggiornamento, non si paga nulla per leggerle e tramite blog e social network si è ha una panoramica dei fatti a 360°.

La nostra analisi non si deve però fermare qui. La storia, strumento senza cui non capiremmo le attuali dinamiche mondiali, viene in nostro aiuto. In un bellissimo libro, dal titolo “Modelli di giornalismo”, Daniel Hallin e Paolo Mancini descrivono lo sviluppo della stampa nei vari paesi (europei e non) dividendo gli stessi in 3 aree: Europa meridionale (comprende il nostro paese più Spagna, Portogallo, Grecia e Francia), Europa centro-settentrionale (Scandinavia, Paesi Bassi, Belgio, Svizzera, Austria e Germania) e paesi del Nord-atlantico (Stati Uniti, Gran Bretagna, Canada e Irlanda).

Il modello pluralista-polarizzato, di cui fa parte l’Italia, vede da sempre una bassa circolazione di massa dei giornali. Il motivo è semplice: uno sviluppo minore della borghesia rispetto all’aristocrazia, che ha fatto dei giornali lo strumento delle élite politiche e letterarie, senza pensare al lato prettamente economico-finanziario. I giornali commerciali (esempio la penny press americana) sono nati tardi, e non hanno mai trovato terreno fertile per svilupparsi a pieno. Tutto ciò spiega il perché di un professionismo basso (ci lamentiamo di un giornalismo fazioso, di parte, schierato con il potente di turno) e di un alto grado di parallelismo politico.

Negli altri due modelli (democratico-corporativo per l’Europa centro-settentrionale e liberale per i paesi del Nord-atlantico) le cose sono diverse: la stampa di massa si è sviluppata molto prima e la libertà di espressione del pensiero ha avuto avvio già nel ‘600: un esempio su tutti è quello della Costituzione svedese (1776), che prevedeva addirittura l’accesso dei cittadini ai documenti pubblici. Il carattere commerciale delle testate coincide con un giornalismo d’informazione neutrale, che svolge il ruolo di “watchdog” (cane da guardia).

Infine, non va dimenticato il ruolo della televisione, che con lo sviluppo dei canali all news (“Sky Tg24”, “Rai News24” e, a breve, anche uno targato “Mediaset”) ha praticamente abbattuto qualsiasi processo di newsmaking, cioè di produzione di notizie.

La speranza di noi tutti è che questa emorragia, prima o poi, si arresti. Perché l’odore di un giornale, o quella sensazione che l’inchiostro lascia sulle dita, sono aspetti che difficilmente la tecnologia può sostituire.

 

essi la nostra tv.. a chi è in mano?

bhoooo….

grazie legge milleproroghe…….

NO AL BAVAGLIO……….. SVEGLIA BLOGGER……

ANCORA DI PIù FARE CASOTTO…

FACCIAMOCI SENTIRE…. ORAAAAAAAAAAAAAAAA

NOTIZIE DAL MONDO

www.uaar.it

 

 

Il bilancio del terremoto che martedì scorso ha colpito Christchurch, in Nuova Zelanda, è di 147 morti e più di 50 dispersi. Subito dopo il sisma, scrive GayNZ, Max Legg, pastore della Victory Community Church, ha inviato un messaggio a tutti i parlamentari, sostenendo che “la Nuova Zelanda non può andare avanti uccidendo i bambini non ancora nati, minando l’autorità che Dio ha dato ai genitori nell’educazione dei loro figli, legalizzando la prostituzione e le unioni omosessuali”. Legg ha chiesto di finirla con queste decisioni, altrimenti “qualcosa di peggio scenderà su di voi”. Un sito, christchurchquake.net (ora irraggiungibile), è stato ancora più dettagliato nell’attribuire la responsabilità del terremoto agli omosessuali: a scatenare l’ira di Dio sarebbe stata la settimana bianca omosessuale.

Raffaele Carcano

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guido arci camalli bis: il tempo che passa… /Pasticceri

continua…..

 

il tempo che passa in un isolato si decide il futuro… prestato da poco

il tempo possessivo…. il lamento del passero solitario… del delfino canaglia… del uomo alla quaglia….

il tempo di gratacieli enormi…  e di falsi miti…

il tempo di un canale ristretto col progetto di variante a scali..

15 giorni per soffrire…. nascondere il viso…..

nascondere il consiglio giusto…

15 giorni palestinesi… ebrei… leghisti… razzisti…

inumani…

15 giorni da venditore di rose… ignorato

15 giorni da barbone… ignorato…

latitante .. giornata di mutismo dittaturiale…

latitante… mutismo inservibile…

ove tutto è una menzogna scrittà dal mio popolo umano…

vive il giusto e lo sbagliato…

il cane e il gatto…

l’allegro e il disaccordo…

nascondo i comitati.. per salvaguardare… il coraggio..

limitarne gli effetti nocivi… in una città a infiltrazione mafiosa…

il purismo… e difetto…

l’avere risposte mai pronte….

un destino… o intestino pigro….

amare e bere …. bere e odiare?

il miracolo della parola…. il miracolo delle vie….

il miracolo della comunità…

saltano i miracoli….

ci ritroviamo a maggio… con miracolo in meno….

notizie dal mondo

La genuflessione

pubblicata da La dignità dei giornalisti e il rispetto dei cittadini il giorno sabato 26 febbraio 2011 alle ore 16.46

Marco Bracconi – La Repubblica

 

L’enfatico no alle adozioni per i single e alle unioni gay era largamente atteso, e così la calendarizzazione  del biotestamento nella versione post-Eluana. Dopo lo scandalo Ruby una genuflessione del premier alle gerarchie vaticane era data per scontata, a dimostrazione di quanto pesi nel discorso pubblico la sua debolezza personale.

Meno attesa la tirata sulla “scuola di Stato”, colpevole secondo il Cavaliere di non educare i ragazzi e, addirittura, di “diffondere idee che non sono quelle che vengono trasmesse in famiglia”.

Qui siamo oltre la genuflessione, per la quale sarebbe bastato un accenno ai sostegni alla scuola privata. Qui siamo nel cuore del Berlusconi-pensiero. Quel cuore che individua lo Stato come nemico, che si chiami magistratura, Consulta o scuola pubblica. E punta a minare ogni forma di autorità tranne la propria.

Con un capo del governo così, ogni cittadino può sentirsi autorizzato a rifiutare il proprio giudice,  ogni studente ad attaccare il suo docente, ogni commerciante ad evadere il fisco.

Finché a diffondere i valori resteranno solo Amici, Lele Mora e il Grande Fratello. O, per i più ambiziosi, le cosce di una velina o i vulcani finti nei villoni in Sardegna. Che poi, diciamo la verità, sono pure un po’ cafoni.

http://bracconi.blogautore.repubblica.it/2011/02/26/la-

genuflessione/

 

guido soffre camalli: senza la metà../FRASI D’AMORE IN DIALETTO NAPOLETANO – Windows Live

un uomo lieve

un uomo che scrolla il suo dispiacere

un uomo che ama senza essere amato

un uomo piange sul monte del porto di imperia

un uomo che grida il dolore di un non amore

un uomo vaga di locale… in locale…

un uomo da conchiglia di ineja…

un uomo di sofferenza pura e senza cuore

un uomo che regala il cuore al suo amore

un uomo con le spine rotte..

un uomo di mafia e pistole… che non vivono ad imperia

un uomo di plastica…

un uomo dal tenero cuore malato

un uomo che scrive sulla mano il suo dolore amoroso

un uomo di zucchero

un uomo che subisce umiliazioni amorose

un uomo senza pelle…

stagioni che passano come la neve

stagioni come foglie morte…

stagioni di donne dure…

stagioni di donne di insulti facili…

stagioni di aiuti mai concreti…

stagioni di solidarietà fine a se stesse..

stagioni che sprofondano ad imperia ogni mercoledi..

stagioni di gruppi diversi…

stagioni di insulti facili… ed pianti difficili

stagioni di spettacoli difficili alla talpa e orologio…

stagioni insicure…

notizie dal mondo

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fonte

FRASI D’AMORE IN DIALETTO NAPOLETANO – Windows Live

 

guido arci camalli: il serio dei bar… l’omerta dei giusti… /Soft the Brainstorm – L’alba rossa remix ( prod by Dj Apocalypse, scratch by Lil Bac) /Parks.it – Un riconoscimento importante a chi promuove il territorio www.parks.it

l’onesta dei giusti….

il vento soffia in un estate invernale…

la tradizione portuale

omertoso è il gillet… dei camaleonti…

omertoso è il cavallo bianco dei nostri cattivi pensieri…

omertoso è la scenetta di trapezzista in fontana..

gesti e camminate imperiesi…

un ovvio …. da confine…

una sottile lienea nera…

una sottile ragazza dal cuore metallico…

pizzo su pizzo… e tutto dimentico….

pizzo su pizzo

IL SERIO DEI BAR … L’OMERTOSO DEI GIUSTI

carrozzine di soldi da cambiare in banca…

ed la pulizia di un divanetto appena pulito…

il serio di piazza san giovanni passa..

e tutti in silenzio lo salutano…

il silenzio di un uragano… di piccioni

brilla di luce sua…

e le fontane chiuse ad oneglia

dissetavano il passante…

scritte di perdono… sulle panchine…

scritte di transumanza… e di felicità

bevo il nettare della felicità…

bevo il consiglio da quaranta dollari…

 

….. continua??????????’

 

notizie dal mondo

 


lente d'ingrandimento

Un riconoscimento importante a chi promuove il territorio

PN Appennino Tosco-Emiliano
PN Appennino Tosco-Emiliano
Tutte le infoLe ultime notizie:

Neve Natura, studenti alla conquista del Monte Cusna (24 Feb 11)

‘Di onda in onda’ partecipa alla ‘giornata degli atelier’ di Reggio Emilia (24 Feb 11)

TGR Montagne a Casarola, tra natura e poesie di Bertolucci (24 Feb 11)

Tutte le notizie
da PN Appennino Tosco-Emiliano

ITALIANITY premia il Boccondivino di Licciana Nardi per la gastronomia e la ricerca delle tradizioni

ITALIANITY, l’associazione culturale per la valorizzazione dell’enogastronomia e la biodiversità italiana, premia Paolo Rigamonti, un ristoratore che ben rappresenta la filosofia del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano.

L’Osteria Boccondivino di Licciana Nardi, già prima classificata al concorso “Menu a Km zero” 2010, torna alla ribalta e rafforza il suo ruolo di promotore di sapori e produttori di eccellenze alimentari della Lunigiana.

La motivazione del premio, consegnato presso il palazzo della Regione Liguria a Roma, lunedì 21 febbraio, è per il riconosciuto “valore di chi da anni cerca di promuovere, attraverso la sua arte e la sua esperienza, il territorio dove lavora, per mezzo di canali a lui congeniali: gastronomia e ricerca delle tradizioni”.

A due passi dalla splendida piazza Navona, intorno ad una tavola ricca di prodotti scelti dall’associazione stessa, lo chef ha avuto modo di raccontare il suo cammino di ricerca a una folta platea di giornalisti. Partendo dalla sua esperienza nel Parco delle Cinque Terre fino al crinale del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano, Rigamonti dimostrando che l’amore per la buona cucina e per i sapori autentici possono essere uno strumento sensoriale per compiere un’esperienza di viaggio attraverso un territorio. E proprio questa vocazione fa del titolare del Boccondivino di Licciana Nardi un testimonial eccelso del progetto Area Vasta che vede coinvolti i Parchi e le Aree protette dall’Appennino Emiliano al Mediterraneo.

 

fonte

www.parks.it 

guido arci camalli:i love ormeaaa………….i love figalli team ooovvvioooo………../Il Fallimento politico-morale dei presunti eredi di Berlinguer By Pierpaolo Farina – 4 febbraio 2011Pubblicato in: Il Rompiballe, Politica&Morale/I nuovi quartieri dell’Aquila

SALVARE L’AQUILA ORA NO BUNGA BUNGA

ovvio……

il mondo è ovvio….

il culo è quello della gente onesta

il culo è veder… il salato mare….

il culo è stuprare… il pensiero

il culo è un missile… sul gratacielo americano….

il culo è una ragazza … non amata….

il culo è un inchiostro… gettato al vento….

il culo è in passante… sotto la neve di porto maurizio…

il culo è un ballo del qua… qua… la la…

il culo è ovvio…

il culo è un cielo pieno di nuvole rosso fuoco…

il culo è un maestro… sotto il ponte romano…

il culo è vendetta… disonesta…

il culo è pensiero da muro alto metri e metri..

il culo è sotto la neve di ponte di nava…

il culo è nei tornei di calcio… con amici…

il culo è attraversare i ricordi… lievi e storti.. di ormea…

il culo i love ormea….

il culo i love cagna ….

il culo i love… ping pong….

il culo … i love le trou…

il culo i love ultima follia…

il culo… i love figalli team..

il culo … i love museo ….

il culo … i love… garessio le fonti…

il culo… i love pit stop…

il culo… i love amici …. perduti….

il culo…. i love ….. viozene… discoteca…

il culo i love… cuneo èèèè……..

il culo i love….  bar la curva….

il culo i love… don paschetta….

il culo i love… il cacciatore di  funghi e pesca…

il culo i love… il pareto… ” il cornuto dei raders”

il culo i love… prese in giro i love…

il culo i love… imperia… che non conosce il CHAUU

I LOVE CHAU….

il culo i love… l’odore… della pesca nel porto di ineja..

il culo i love… salviamo la faccia…

il culo i love….

salvare la zona prino

” è un dovere istituzionale.. che il mio settennato mi impone”

cribbio…

io volo al presidio di imperia oneglia zona grattacielo

Ora
sabato 26 febbraio · 15.00 – 19.00

Manifestazione di Solidarietà al Popolo Libico.

Ora
sabato 26 febbraio · 15.00 – 19.00
Piazza Rossini e via Vieusseux

Imperia, Italy

ore 15…. dopo il bunga bunga…. ovvio

MA BASTAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA

notizie dal mondo va

Il Fallimento politico-morale dei presunti eredi di Berlinguer

4 febbraio 2011Pubblicato in: Il Rompiballe, Politica&Morale

"La Questione Morale è il centro del problema italiano", diceva Enrico Berlinguer. E allora perché i suoi eredi (o presunti tali) continuano ad ignorarla?

Noi, di questo casino italiano, non siamo innocenti.”
(Alfredo Reichlin, 3 febbraio 2011, La Storia Siamo Noi, Speciale Ultimo Congresso PCI, scena finale)

Se devo pensare ad una data per fissare la crisi del centrosinistra, me ne viene in mente una sola: 2 gennaio 2006, cinque anni fa. Quando su “Il Giornale” della famiglia Berlusconi appaiono le famose intercettazioni di Piero Fassino, allora segretario dei DS, che chiede a Giovanni Consorte “Allora? Siamo padroni della banca?

L’intercettazione risale al 18 luglio 2005, giorno dell’Opa truccata di Unipol verso BNL: una scalata bancaria che fallirà a causa del crollo di Fiorani, alle inchieste sulle altre scalate dei furbetti del quartierino (che poi porteranno alle dimissioni dell’ex-governatore della Banca d’Italia Antonio Fazio) e soprattutto grazie ai nuovi vertici della Banca d’Italia, che riterranno inadeguate le garanzie patrimoniali date da Unipol e sospenderanno il giudizio sull’affidabilità del gruppo dirigente, oggetto d’indagini della magistratura.

Il sogno di una notte di mezza estate dei vertici diessini di controllare una banca si dissolve in un attimo. Non si dissolveranno però le polemiche, le inchieste giudiziarie e, soprattutto, le gravi implicazioni sul piano politico e morale che questo tentativo maldestro di controllare una banca avrà sul centrosinistra e, soprattutto, su quel partito erede di quel PCI che faceva dell’onestà, della trasparenza e della Questione Morale una proprio bandiera e un proprio vanto.

Nel breve periodo, la campagna berlusconiana del “visto? Sono tutti uguali” distrugge il vantaggio di oltre 15 punti percentuali che aveva il centrosinistra ad un misero 0,1%, con i risultati che noi tutti conosciamo.

Nel medio periodo, porterà alla capitolazione dei Democratici di Sinistra, la cui classe dirigente, anziché dimettersi in blocco, fa leva sul mai abbandonato centralismo democratico della tradizione comunista per convincere della necessità di cambiare non la classe dirigente, ma il partito (come se una riverniciata alle sigle di partito potesse risolvere la Questione Morale che l’aveva investita).

Cominciò allora a prendere vigore quella che la classe dirigente sotto scacco chiamò “antipolitica”, ma che in realtà era la richiesta di una politica pulita, migliore, onesta. Le basi del successo di Grillo e della crisi del centrosinistra cominciano in questo momento a consolidarsi, ma la miopia dei soliti dirigenti impedisce di vedere oltre il proprio naso.

I due principali responsabili, Fassino e D’Alema, che non possono sapere che nel 2007 le intercettazioni usciranno sui giornali integralmente, rivendicano le telefonate con Consorte e sostengono che è naturale che i DS parteggino per le coop rosse. D’Alema addirittura punta il dito contro la presunta “campagna politica e giornalistica che risponde a certi interessi” e a “certi salotti”, ma anche ad alleati “cretini e mascalzoni”.

D’Alema non trova per nulla imbarazzanti, infatti, le commistioni tra politica e affari, tra pubblico e privato, che verranno fuori di lì a poco, ma che già allora si potevano prevedere. Senza contare gli incroci finanziari: Consorte, Doris e Gnutti che finanziano Fiorani per l’assalto ad Antonveneta; Unipol e Fiorani che finanziano Ricucci per Rcs; Fiorani che presta 4 milioni a Consorte, senza garanzie, per una speculazione personale. Tutto questo per il Presidente della Quercia è lecito.

Anche oggi, di fronte a queste argomentazioni, qualcuno (che non conosce le carte) ti dice (anziché smentirti nel merito): “Ma è stato condannato?” A parte che lo sarebbe stato, se il Parlamento Europeo avesse autorizzato l’uso delle intercettazioni da parte della Procura di Milano, ma qui non stiamo parlando della Questione Giudiziaria (di competenza dei giudici), bensì della Questione Morale, che investe la Politica dai tempi dell’antica Grecia e che, come diceva Berlinguer:

“[…] non si esaurisce nel fatto che, essendoci dei ladri, dei corrotti, dei concussori in alte sfere della politica e dell’amministrazione, bisogna scovarli, bisogna denunciarli e bisogna metterli in galera. La questione morale, nell’Italia d’oggi, fa tutt’uno con l’occupazione dello stato da parte dei partiti governativi e delle loro correnti, fa tutt’uno con la guerra per bande, fa tutt’uno con la concezione della politica e con i metodi di governo di costoro, che vanno semplicemente abbandonati e superati. Ecco perché dico che la questione morale è il centro del problema italiano. Ecco perché gli altri partiti possono provare d’essere forze di serio rinnovamento soltanto se aggrediscono in pieno la questione morale andando alle sue cause politiche.

Ma i vertici dei DS, che nel 2004 si erano prodigati a commemorare il 20esimo anniversario della morte di Berlinguer (fenomenale il commento di Filippo Ceccarelli), sparano a zero su tutti quelli che nel 2006-2007 chiedono le loro dimissioni in nome della Questione Morale (da Scalfari a Vittorio Foa, da Bassanini a Barbara Spinelli, da Paolo Sylos Labini a Paolo Flores d’Arcais) e addirittura accelerano la costruzione di quel Partito Democratico che nessuno voleva, come dimostra oramai un celebre video di D’Alema del 1999.

Il IV Congresso dei DS si apre il 19 e si chiude il 21 aprile 2007: Fassino vince con oltre il 70%, D’Alema, ministro degli esteri e vicepremier, rinuncia alla carica di Presidente, ma gli occhi sono tutti puntati su Walter Veltroni, da più parti indicato come l’unico possibile leader del PD. Tanto che, interrogato sul tema, D’Alema dirà: “Veltroni segretario del PD? Non finché io vivo.”

La svolta arriva il 19 giugno 2007, in pieno scandalo Unipol, quando Clementina Forleo chiede l’autorizzazione all’utilizzo delle 73 intercettazioni trascritte dalla Procura, dalle quali emergerebbe il ruolo attivo di Latorre e D’Alema nella scalata. D’Alema urla al complotto, annuncia querele ai giornali, invoca il diritto alla privacy e rilascia interviste fiume a TG5 e giornali per denunciare “la spazzatura”, ma intanto si affretta, davanti alle telecamere di Ballarò, a candidare Walter Veltroni a segretario del Partito Democratico.

Improvvisamente, anche Bersani e la Finocchiaro, dati per sicuri fino a qualche giorno prima come possibili candidati per la leadership assieme a Fassino e D’Alema, sempre per il famoso patto anti-Walter stipulato al IV Congresso, si fanno indietro e Veltroni, che già tutti vedevano con le valigie in mano per partire per l’Africa, si trova nell’invidiabile posizione di diventare il candidato unico dei DS.

Ironico Giampaolo Pansa, sull’Espresso: “Adesso è chiaro: è stata Clementina Forleo a candidare Walter Veltroni alla leadership del Partito Democratico. Se cercavamo un grande elettore di Superwalter, bastava andare al Palazzo di Giustizia milanese e bussare alla porta di questa giudice d’acciaio.

Ma non basterà nemmeno Veltroni a salvare il centrosinistra e, soprattutto, il suo primo partito dal discredito e dalla Questione Morale (molto semplicemente perché eviterà di affrontarla, facendo pulizia interna): tempo 15 mesi e i dalemiani, ripresisi dallo scandalo e avendo usato l’ex-sindaco di Roma come parafulmine, si riprendono il partito e candidano Bersani. Il quale, però, si ritrova tra le mani un partito nato morto, senza storia e senza ideali, ucciso dal falso unanimismo di quell’estate del 2007 che portò lui e la Finocchiaro a ritirarsi dalla corsa a segretario e a trasformare Veltroni in un Messia che non era, in un salvatore che mai sarà e mai potrà essere.

E così si spiegano l’antipolitica, Grillo, i rottamatori, Di Pietro, Vendola e altri fenomeni frutto del populismo, della rabbia, dell’esasperazione degli animi e del disgusto, che continuano ad ingrossare le fila dell’astensione e a mantenere ancora a galla, nonostante bunga-bunga, minorenni e scandali, Silvio Berlusconi.

Il fallimento politico-morale dei presunti eredi di Berlinguer (perchè a ben vedere sono stati semplicemente i meri successori storici) non è solo il fallimento di una classe dirigente, ma di un’intera generazione che ha distrutto ideali, passione, entusiasmo. Perché quando dalla politica allontani i disinteressati, quelli animati dalla sola convinzione che si sta meglio solo quando si sta bene tutti (che poi è il pensiero base del socialismo), rimangono sulla scena solo arrivisti, interessati, arraffoni e imbecilli. Che usano la sfiducia e la rabbia per costruirsi rendite di posizione che sfrutteranno finchè sarà possibile.

Profetico il commento di Olga D’Antona, moglie di Massimo, ucciso nel 1999 dalle nuove BR: “Con dolore, ma dico sì a Mussi. Il Pd avrà le facce di Craxi e Sofri senza un posto per Berlinguer. E così è stato.

Ma forse, per riprendersi da questa disfatta e da questa crisi, sarà il caso di trovare un nuovo posto a Berlinguer, perché lui, da morto, è molto più vivo dei tanti morti viventi che affollano questa Sinistra. E mi riferisco anche, ovviamente, a certi rottamatori troppo ansiosi di archiviare il passato senza farci i conti. Perchè un partito senza memoria non esiste. Perché una Sinistra senza valori ideali non vive e non vince.

 

  1. Craxi: Un politico corrotto morto latitante
  2. Oltre la Sinistra c’e’ solo la Destra
  3. Grazie a tutti i nostri lettori!
  4. La Sinistra In Esilio
  5. C’era una volta la FIAT, c’era una volta l’Italia. Ora c’e’ solo Marchionne.
COMMENTO MIO…..
MA BASTAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA
MA BASTAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA
UNITI SI VINCE BIPPPPPPPPPPPPPPPPPP

guido arci camalli: le liberta dei poesie imperiesi di guido/Risate con la Dialettale Salese/Friends – La Scommessa

le giovaani serate di allegria persa

i rifugi da maestrale

i soliti ignoti personaggi di ogni sera passata

fumo il fumo della passione demenziale

gli occhiali stretti dei delinquenti liberi

giochi di coppia

giochi di scocciarsi ogni martedi

imperia che pulsa a casa o in giro

imperia che racconta il futuro

una cultura di maledizioni

ed i benefici… stan da soli

ed le rabbie .. che non san crescere

se ne stan calme in via del ospedale

la via di mia nonna

mitraglie sui muri

baci sui cuori vivaci

sapore di futuro

mano nella mano col suo destino demenziale

agosto duemilatrenta un giocattolo da assaggiare

libia  egitto tunisia

imperia casa mia casa tua

un sorriso di due anni e un oliva assaporata da poco

sbatto le olive d’inverno

raccolto l’uva ad settembre

d’estate la passo illudendomi d’un passato che non ha anima

da solo o in compagnia

ballo senza guardati destino avversario

e il cesto e quello del perdono

d’un passato che mi rimbomba ogni sera

mentre bevo e dimentico la timida rabbia

quella rabbia coniglia

quella rabbia che decresce in via de sonaz

quella da barbiere del mondo

cambio versante mi ritrovo ad porto maurizio

in via cascione… nella via dei negozi chiusi

cammino fino al sogno sognatore

al alba di un gesto buono…

al alba di un attacco diverso…

ma le foto…

son un opinione diversa

un calcolo diverso

 

Risate con la Dialettale Salese

Domani sera alle 21, al teatro parrocchiale di Marzolara ci si potrà divertire con lo spettacolo  della Compagnia Dialettale Salese «Mangalerga», commedia in tre atti per la regia di Paolo Ghiretti. L’incasso sarà devoluto  alla parrocchia.

 

 

 

fonte

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Risate con la Dialettale Salese – venerdì 4 febbraio 2011

 

guido arci camalli: il teatro del consiglio comunale.. rinviato per nebbia????/Mucca e Pollo! – episodio 8 – Il Cavallo Di Mucca!/L’Arpav non informa sull’inquinamento atmosferico. Interrogazione …veneto

ore 1.00

del martedi 22…

faccie tristi… e strappi di capelli…

il consiglio comunale rinviato per nebbia…

UNa nebbia che dura dal 20 dicembre ragazzi..

chiamati gli artificieri… nulla da fare…

si rinvia di altri 15 giorni..

l’arbitro a detto stop….

eh si e mentre ero in mezzo alla polizia…

mi domandavo……

” MA SON IO QUELLO CON LA MAGLIETTA BIANCA INDICATO DAL SINDACO?”

e mi rispondo

” NO NO… IO LA MAGLIETTA NON C’E LO BIANCA HIHI”

momenti di concitazione nella nebbia del aula comunale di imperia…

volavano insulti

“FASCISTA… VAI A LAVURA… TERRUN….

IO C’è LO DUR…

NO IO…

dopo circa 2 ore era tutto finito…

la deliberà della sospensione votata a maggioranza…

mi sembra art 77… boh…

ho chiesto al uscere.. nun c’era… si era perso nella nebbia..

INSOMMA TUTTI AL MARE… TUTTI AL MARE…

A MOSTAR LE CHIAPPE CHIARE… NO???’

apparte gli scherzi un commento a caldo…

beh che dire io volevo solo domandare .. una cosa…

MA IL PORTO E DI TUTTI… O DI POCHI….

sss… sss… omerta… ragazzi nun fate troppo rumore..

tra gli interventi nella nebbia spicca.. il mago merlino..

nelle file del regno del impero … imperiese..

poi.. SCHILLACI… VIALLI…

MIKE BONGIORNO .. E SU SU IN ALTO….

FINO AL PIù BRAVO DI TUTTI…

MR CIPOLLA.. ER CIPOLLA…

LUI SI CHE Fà RIDERE…

nei banchi del opposizione al regno imperiese…

spiccano i fratelli gino e bino… e qui quo qua…

al unisolo…..

hihi io scherzo ovvio…

spero che tra 15 giorni la nebbia si diradi… il porto è di tutti… ed le domande delle persone devono servire sempre…

ma lo avete trovato poi quello con la maglia bianca????

 

dai leggetemi anche in due hihi…

notizie dal mondo

POLITICA

L’Arpav non informa sull’inquinamento atmosferico. Interrogazione parlamentare
19 febbraio 2011
Ma l’Arpav, Agenzia regionale per la protezione ambientale del Veneto fa davvero il suo dovere e controlla l’inquinamento atmosferico e quindi la salute dei veneti? La domanda ce la siamo posta perché dall’autunno scorso i dati pubblicati sul sito web dell’agenzia non consentono una immediata lettura della qualità dell’aria. Chi abita a Vicenza, per esempio, da mesi può leggere solo le informazioni di una centralina, e per giunta posta in una zona di basso traffico; le altre dieci, tra città e provincia, mantengono il silenzio. Se andiamo a vedere a Verona, anche lì, solo 5 centraline su 11 danno le informazioni sui livelli degli inquinanti. E così a Venezia, dove troviamo 5 centraline su 10.
Noi pensiamo che un ente così importante per il livello notevole di impegno finanziario che assorbe dalle nostre tasse e con tecnici laureati di primo livello, debba avere l’obbligo di fornire ai cittadini un servizio puntuale di informazione dei dati ambientali. Non si capisce, invece, perché il sito web dell’agenzia, dall’autunno scorso, ha sospeso la pubblicazione dei bollettini di previsione meteo che garantiscono alla popolazione, ed in particolare alle fasce sensibili, l’informazione giornaliera relativamente alle concentrazioni di polveri Pm10. E perché, sempre dall’autunno 2010, il sito web dell’Arpav ha sospeso l’accesso ai dati dell’archivio storico delle tabelle dei dati validati.
L’Arpav è stata istituita su tre fondamenta: massima autonomia, eccellenza tecnico-scientifica, trasmissione diretta e trasparente dell’ informazione ai cittadini. Di diretto e trasparente quest’anno c’è poco. Dall’autunno scorso sono stati sospesi anche i dati relativi alla media annuale del benzo(a)pirene e del Pm10. Eppure in queste giornate i livelli di polveri sottili nell’aria hanno raggiunto picchi di allarme sanitario: 236 mg/m3 Padova, 234 mg/m3 Treviso, 169 mg/m3 Vicenza, 180 mg/m3 Venezia, 156 mg/m3 Verona, 144 mg/m3 Feltre, 126 mg/m3 Rovigo. Tutto il Veneto da settimane è sotto una cappa di smog. Padova ha respirato nel mese di febbraio, per 17 giorni continui, 134mg di polveri per un metro cubo d’aria. La legge fissa la soglia d’allarme a 50mg/m3 al giorno. Nel 2010, nel quartiere Forcellini a Padova, la media annua del Pm10 ha raggiunto i 52 mg/m3. La legge impone il limite a 40 mg/m3. Padova ha già esaurito i 35 giorni di superamento giornaliero del Pm10 concessi dalla Comunità europea per il 2011. Raggiungeranno il primato, a breve, anche le altre città venete. Da ora in poi la nostra regione viene posta in zona di infrazione comunitaria.
Con una interrogazione al ministro della Salute, Ferruccio Fazio e al ministro per l’Ambiente, Stefania Prestigiacomo l’onorevole Elisabetta Zamparutti (Radicali) chiede al Governo quali azioni intenda adottare affinché sia assicurato il rispetto della convenzione di Ahrus sulla trasparenza dei dati ambientali in modo tale che alla popolazione siano garantite le informazioni, in modo chiaro e tempestivo, sullo stato dell’inquinamento atmosferico.

Maria Grazia Lucchiari
Delegata ADUC Padova

Interrogazione a risposta scritta 4/10872 dei deputati Radicali: Zamparutti, Beltrandi, Bernardini, Farina Coscioni, Mecacci e Maurizio Turco.

Al Ministro della salute, al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare.

Per sapere – premesso che:

la rete di rilevamento della qualità dell’aria del Veneto, attualmente gestita da Arpav, Agenzia regionale per la protezione ambientale del Veneto, rileva costantemente il livello di concentrazione del particolato atmosferico Pm10 e Pm2.5 nell’aria attraverso centraline automatiche e manuali, con frequenza giornaliera, secondo quanto previsto dal decreto legislativo 155 del 2010. I dati rilevati ai fini della misurazione della qualità dell’aria vengono elaborati ed utilizzati per la predisposizione di tabelle, grafici e bollettini che pubblicati sul sito dell’Arpav consentono una immediata lettura della situazione della qualità dell’aria;

il sito web del dipartimento provinciale Arpav di Vicenza, nella tabella di qualità dell’aria, pubblica i dati del PM10 di 1 sola centralina su 11 attive nella città di Vicenza e provincia. Sono 10 le centraline di rilevamento che dall’autunno 2010 non pubblicano i dati del PM10 (VI – San Felice – VI – Ferrovieri – Montebello Nord – Montecchio Maggiore – Schio – Valdagno – Bassano – Thiene – Asiago Cima Ekar – Chiampo);

il sito web del dipartimento provinciale Arpav di Verona, nella tabella di qualità dell’aria, pubblica i dati del PM10 di solo 5 centraline su 11 attive nella città di Verona e provincia. Sono 6 le centraline di rilevamento della città e provincia di Verona che dall’autunno 2010 non pubblicano i dati del PM10 (VR – S. Giacomo – VR – P.zza Bernardi – VR ZAI – Legnago – San Martino B.A. – Villafranca);

il sito web del dipartimento provinciale Arpav di Venezia, nella tabella di qualità dell’aria, pubblica i dati del PM10 di solo 5 centraline su 10 attive nella città di Venezia e provincia. Sono 5 le centraline di rilevamento della città e provincia di Venezia che dall’autunno 2010 non pubblicano i dati del PM10 (VE – Malcontenta – VE – V. Tagliamento – Concordia Sagittaria – Maerne – S. Dona Piave);

dall’autunno 2010 il sito web dell’Arpav ha sospeso l’accesso ai dati dell’archivio storico delle tabelle dei dati validati;

dall’autunno 2010 le tabelle di qualità dell’aria non pubblicano i dati relativi alla media annuale di PM10 e alla media annuale di benzo(a)pirene;

dall’autunno 2010 il sito web dell’Arpav ha sospeso la pubblicazione dei bollettini di previsione meteo degli inquinanti nell’aria che garantiscono alla popolazione, ed in particolare alle fasce sensibili, l’informazione giornaliera relativamente alle concentrazioni di polveri PM10;

dall’inizio dell’anno sono 33 i giorni di superamento dei limiti giornalieri del Pm10 rilevati a Padova. La legge consente un limite annuo di 35 giorni;

da 15 giorni consecutivi si registrano in tutte le centraline del Veneto picchi di inquinamento acuto da Pm10: 236 a Padova, 169 a Vicenza, 180 Venezia, 234 Treviso, 126 Rovigo, 144 Feltre, 126 Rovigo;

l’Italia è parte della Convenzione di Arhus sulla trasparenza dei dati ambientali;

la gravità della situazione relativa alla qualità dell’aria era stato portata all’attenzione del Governo già con l’interrogazione 4-05680 tutt’ora rimasta senza risposta:

se e quali azioni il Governo intenda adottare affinché sia assicurato il rispetto della convenzione di Ahrus sulla trasparenza dei dati ambientali in modo tale che alla popolazione siano garantite le informazioni, in modo chiaro e tempestivo, sullo stato dell’inquinamento atmosferico.(4-10872)

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