guido arci camalli: ma che ne so…/Annarella dice la sua Lampedusa /C.S.I. – Annarella (Live)

MA CHE NE SO….

di occhi di riso

di fanciulle dalla gonna corta

di paesini senza valore

di depuratori fantasmi

di carotaggi

di miraggi

MA CHE NE SO

di pulci che giocano a carte

di ingressi a d’arte

di falci da affilare

campagnie da pulire

scherzi da preparare

Pesce d’aprile: scherzi super divertenti

31 marzo 2011 – Fonte: http://www.geekit.it


Il primo aprile non può mancare il pesce d’aprile, la certezza di questa pratica non è mai stata scoperta ma comunque per milioni di persone resta un giorno divertente per fare qualche simpatico scherzo ad amici e parenti o la propria ragazza. Lasciando spazio a questa pratica che non si capisce da dove provenga, per la giornata di domani occhio ai numerosi scherzi proposti dalla rete.

Nel corso degli anni abbiamo assistito a grandi scherzi anche sul web per il pesce d’aprile,alcuni dei più riusciti nella storia sono :

Nel 1965 la TV pubblica …

fonte

Pesce D’aprile 2011 | Il Bloggatore

e già da 40 minuti il pesce d’aprile edizione 2011

che succederà nel mondo… o a casa mia……

da piccoli subire un pesce d’aprile era norma…

ora ci dovrebbe più ridere… e meno essere sofferenti…

far ridere.. fà bene l’anima.. anche dopo una giornata pesante..

ove il volantinare… per imperia… ti fà vedere volti noti e meno noti…

ove la notte è un maestro che fà ridere i suoi studenti stanchi…

vorrei che oggi fosse il giorno del allegria con notizie allegre.. e magari far ridere i barconi che arrivano dalla tunisia.. che si fermano a ventimiglia o a lampedusa…

ci si può provare.. chissà con i clown.. o con semplicemente un poco di umanità…

e chi lo sa .. se il mondo italiano ridesse.. e giocasse con la fantasia.. in un mondo serio.. allegria è un tocca sana… anche per le ingiustizie…

ove il non conoscere… e sinimo di razzismo…

ove il depuratore… sarà ultimato… il traffico liberato..

il casino di s.agata ultimato…

il brevetto delle birichinate…

il brevetto dei vendicatori…

solitari buon 1 ‘aprile a tutti…. tutti

AGNELLI vs CANALI + IL GENIO + IVENUS @ NOTHING GORILLA!!!

sabato 16 aprile alle ore 21.30 – 17 aprile alle ore 3.00
NOTHING GORILLA

VIA VALLETTA SAN CRISTOFORO

DREAMINGORILLA È FELICISSIMA DI ANNUNCIARE L’APERTURA DEL SUO PRIMO LOCALE!!!!!!!!!!!!!

-NOTHING GORILLA-

PER FESTEGGIARE L’EVENTO SUONERANNO PER VOI:

————————–

————————————————-
MANUEL AGNELLI (solo)
GIORGIO CANALI (solo)
IL GENIO
I VENUS
—————————————————————————

16 APRILE
H. 21.30
INGRESSO 15 EURO
VIA VALLETTA SAN CRISTOFORO (EX SPACEPROMO) LEGINO (SV)

PREVENDITE PRESSO BIRRÒ
VIA BAGLIETTO, ZONA PORTO (SV)

CONTATTI:
DreaminGorilla Records
www.myspace.com/lacasadiscograficachenonce
Locusta Booking
www.locusta.net
Virus Concerti
www.virusconcerti.it
Big Fish Management
www.bigfishent.it

” quindi eccovi il pesce d’aprile… 2011… fate scherzi ovunque... e fate ridere gli immigrati di ventimiglia  e lampedusa non mordono… anzi… son esseri UMANI

daje fate ridere.. siempre..

notizie dal mondo

Festa Pesce Aprile 2011Festa Pesce Aprile 2011

Calcio, scherzo online ad arbitro Meier con falsa confessione

Advertisement Advertisement

L’arbitro svizzero Urs Meier ha detto di esser rimasto sconcertato dopo che un hacker è riuscito a penetrare nel suo sito web personale, inserendo delle scuse fasulle per la decisione con cui Meier annullò un gol all’Inghilterra agli europei

L’arbitro svizzero Urs Meier ha detto di esser rimasto sconcertato dopo che un hacker è riuscito a penetrare nel suo sito web personale, inserendo delle scuse fasulle per la decisione con cui Meier annullò un gol all’Inghilterra agli europei di calcio 2004 in Portogallo.Meier ha ricevuto anche minacce di morte dopo la sua controversa decisione di non convalidare una rete all’ultimo minuto del difensore Sol Campbell, cosa che portò ai calci di rigore ed all’eliminazione per 6-5 degli inglesi nei quarti di finale da parte dei padroni di casa del Portogallo, poi battuti a sorpresa in finale dai greci per 1-0.

“E’ incredibile, pensavo davvero che questa storia fosse finita”, ha detto Meier al giornale svizzero Blick. “Anche in Inghilterra, dove ho iniziato a ricevere giudizi positivi, la situazione sembrava essere tornata alla normalità”.

L’hacker ha inserito il messaggio in inglese, facendo pensare ai media svizzeri che l’intrusione sia stata opera di un tifoso britannico ancora risentito.

fonte

Scherzi Pesce d’Aprile: dal film di Totti a Topeka. Accordo Apple

 



 

 

Annunci

guido arci camalli: si prepara… o no/NON SOLO ROSA… DONNE IN FANTASIA !!!/FUORI ONDA: C’era una volta il cinema/Pollon – Cristina D’Avena (sigla completa)

SI PREPARA O NO?

parto o no…. ho tatto o no… ho indifferenza o no…

perchè l’italia, il ponente ha un cuore….

NON SOLO ROSA… DONNE IN FANTASIA !!!

venerdì 20 maggio alle ore 16.00 – 21 maggio alle ore 1.00

informazioniÈ in corso la progettazione di un bell’evento le cui protagoniste sono le Donne! venerdì 2O maggio!! occorrono Donne artiste e artigiane! musiciste, cantanti, poetesse, attrici, pittrici, ballerine…artiste di strada, artigiane che abbiamo voglia di mostrare le loro creazioni! e donne che abbiamo voglia di divertirsi stando insieme! se siete disponibili fatemelo sapere 3275712275 ! il luogo sarà a TAGGIA (IM) nel rione CIAXO…!!
aiutiamoci tutte nel farci venire in mente chi potrebbe arricchire ancor più la giornata con la propria disponibilità esperienza e creatività…spargiamo la voce ed appena saremo più di una 🙂 ci incontreremo per la logistica! siiiii mi piaceee!!!!
sto già immaginando la piazzetta in un venerdì di maggio, il giorno di Venere…banchetti di artigiane, colori, fiori, monili, massaggi al cioccolato e poi musica…recitazione…insomma FANTASIA!

I CONTENUTO DI QUESTO EVENTO, PRENDERANNO FORMA E DARANNO MAGGIORI INFORMAZIONI OGNI VOLTA CHE VI SARANNO AGGIORNAMENTI.
Per ogni settore artigianale o artistico vi sarà una Donna competente responsabile della regia del settore stesso.

MUSICA : responsabile è Marisa Fagnani.
CANTO: Bruna Vietri.
FOTOGRAFIA : Marina D’Angiò.
PITTURA: Edy Santamaria.
(attualmente, questi nomi sono i riferimenti confermati).
si sta valutando la disponibilità per L’ARTIGIANATO, LA CUCINA, LO SPORT, LA SARTORIA, LA DANZA, , LA POESIA, LA RECITAZIONE, LA NARRATIVA, LE RIPRESE VIDEO, ETC ETC……occorre anche una Donna che si occupi delle relazioni coi mass media.
Qualsiasi Donna con spirito di iniziativa o creatività può portare, in questa che sarà la prima di altre edizioni, la propria idea!!!

Da oggi al 20 maggio, si terranno degli incontrii ai quali non bisogna mancare (previo accordo).
Gli incontri sono aperti a tutte le Donne interessate :))))

Ciao a tutti!!!!!
a presto per altre NOVITA’…… E VE NE SONO MOLTO BUONE NEL CASSETTINO…. :)))

 

“LA FAME CHE AVANZA… NEI NEGOZI… IMPERIESI….

IL CERVELLO è SOLIDALE… SEMPRE…

IL LIBERO PENSIERO… SCORRE.. NEL URLARE BASTA……….

BASTA…. BASTA…”

eggià la basta è dire… meglio lui… peggio.. l’altro… e a ventimiglia chiudere gli occhi… da sempre… da sempre…

Immigrati: 80 tunisini a Ventimiglia

Arrivati in treno da Roma. Il sindaco, situazione insostenibile

Immigrati: 80 tunisini a Ventimiglia (ANSA) – VENTIMIGLIA (IMPERIA), 30 MAR – Nuovo arrivo di tunisini, nella notte, a Ventimiglia. Dal treno delle 23.31, proveniente da Roma, sono infatti scesi altri ottanta tunisini.

Si aggiungono ai circa duecento della sera scorsa. Una situazione che si sta facendo ”insostenibile”, secondo Gaetano Scullino, sindaco della cittadina ligure. E sempre nella notte una settantina di stranieri ha tentato, invano, di passare il confine a piedi. Bloccati dalla polizia francese, sono fermi al valico di San Ludovico.

fonte

Immigrati: 80 tunisini a VentimigliaTop NewsANSA.it

 

e mentre a ventimiglia ci son immigrati..

www.riviera24.it

ed le cose in italia migliorano… sempre più… i giovani trovano lavur…

e scrive in italiano è la scusa più banale…..

e il montruccolo del porto ha l’erba…

e il top dei top è vedere gente… ammucciata alla stazione di ventimiglia… con tagliare o bucare i barconi…

e mentre imperia festeggia il depuratore che non c’è…

le strade di barcheto dissestate…

via s.agata da urlo………

ma belin…..

“e la giustizia… è un panino… che magari è la salvezza degli immigrati.. e il nostro premier.. dice tutti a casa..!”

UN SEGNO…

un segno di degrado…

un segno di fantasia..

un segno di moda…

un segno di punteggiatura..

un segno di erba poco tagliata..

un segno di faccia d’oro…

un segno di solidarietà…

ACCOGLIAMO GLI IMMIGRATI IN ITALIA…

SIAMO LA PORTA DELL ‘ MEDITERRANEO.. O NO?

NOTIZIE DAL MONDO

www.ilsecoloxix.it

di David Incamicia |

Dopo 3000 film, fra i quali numerosi leggendari kolossal, e dopo 75 anni di storia Cinecittà Luce rischia di chiudere i battenti. Il governo ha ridotto ai minimi storici i finanziamenti al complesso cinematografico, in parte privato, decretandone di fatto il fallimento.
I futuri sovvenzionamenti, infatti, ammonteranno solo a poco più di 7,5 milioni di euro. Mentre solo pochi anni fa il finanziamento pubblico alla cittadella del cinema, situata alle porte di Roma, ammontava a ben 29 milioni di euro all’anno. Inoltre, il governo ha deciso di ridurre i 126 dipendenti degli studios. “Cinecittà è condannata a morte”, avverte il movimento dei registi e sceneggiatori italiani 100autori.
“Cinecittà, appartiene alla storia del Cinema, proprio come Hollywood, non si può chiuderla semplicemente”, protesta la celebre critica cinematografica Laura Delli Colli. “Cinecittà è un enorme tesoro per la cultura italiana, che deve restare un patrimonio pubblico e non può essere messa in pericolo”, rincara il regista Marco Bellocchio. Anche Roberto Benigni, già premiato con l’Oscar, ha fatto appello al governo per salvare Cinecittà, e per l’altro premio Oscar, lo scenografo Dante Ferretti, il rischio di chiusura per Cinecittà Luce è ”una situazione folle”. Toccare Cinecittà, ha aggiunto ”è come smontare San Giovanni”.
Oltre ai tagli drastici sul piano economico, che hanno investito l’intero settore della cultura, Cinecittà rischia di sparire anche a causa dei nuovi programmi edilizi della giunta capitolina. In proposito, questo è l’appello del Comitato “Salviamo Cinecittà”:
Cinecittà è la fabbrica dei sogni, vi hanno girato i più grandi registi e attori della tradizione cinematografica italiana e internazionale, ha ospitato più di 3000 film con le loro scenografie.

Cinecittà, per questo, è famosa il tutto il mondo.
Cinecittà è un laboratorio eccezionale di arti e mestieri poco conosciuti che trasformano una sceneggiatura in un film. Vi lavorano 400 dipendenti di 3 società; 6.000 tra registi, attori e maestranze specializzate; l’indotto conta 10.000 piccole e medie imprese artigianali che occupano fino a 100.000 posti di lavoro.

Cinecittà è dunque un importante settore occupazionale e industriale di Roma.
Cinecittà ha dato il suo nome a uno dei quartieri più popolosi della Capitale cresciuto intorno agli studi. Una periferia orgogliosa delle sue radici, in cui ancora oggi si ascoltano i racconti di quando si campava facendo le comparse o i bambini si intrufolavano per giocare nelle scenografie.

Cinecittà è il cuore della cultura cinematografica di Roma e, insieme, un patrimonio di tutto il Paese.
Cinecittà oggi rischia di perdere tutto questo. Si ventila la costruzione in quell’area di piscine, centri fitness, ristoranti e alberghi per 300 mila metri cubi.

Cinecittà non può diventare terreno di nuove speculazioni edilizie e finanziarie. Questa città non ha bisogno di nuovi centri commerciali in quartieri già congestionati da queste iperstrutture. Roma ha bisogno di un’industria cinematografica forte, di investimenti veri e di un piano industriale serio che ne rilancino lo sviluppo e ne potenzino la capacità produttiva e occupazionale; che ne conservino l’immenso e storico patrimonio audiovisivo attraverso la creazione di un vero e proprio museo del cinema dotato anche di strutture teatrali da situare nell’area della centralità urbana metropolitana di Torre Spaccata come originariamente previsto dal vigente PRG. Facendone in tal modo un polo attraente anche dal punto di vista turistico-culturale.
Per queste ragioni noi cittadini di Cinecittà e di tutta la città, associazioni, comitati di quartiere, sindacati, amministratori locali, artisti, registi, attori chiediamo al governo, al Sindaco Alemanno, al Presidente della Regione Lazio Renata Polverini, al Presidente della Provincia Nicola Zingaretti, a tutte le forze politiche e istituzionali di adoperarsi affinchè uno dei più belli e importanti simboli di Roma e dell’Italia rimanga vivo, perché nessuna speculazione cementificatoria ne comprometta la sua vocazione originaria di industria produttiva.

Perché il Cinema, l’arte, la cultura e i sogni continuino a vivere a Cinecittà e a Roma.
Comitato “Salviamo Cinecittà”
Al nome degli studi della città tiberina sono legati grandi Maestri del calibro di Roberto Rossellini, Federico Fellini, Vittorio De Sica, Luchino Visconti. Ma anche alcuni registi statunitensi hanno portato autentici capolavori del cinema sulle rive del Tevere. Mervyn LeRoy girò nel 1949 il film Quo Vadis con Peter Ustinov, Robert Taylor e Deborah Kerr. William Wyler ha invece prodotto il kolossal Ben Hur con Charlton Heston, nel 1958.
Gli studi conobbero il loro culmine a cavallo fra gli anni ’50 e gli anni ’60, però l’età d’oro non durò a lungo. L’antico splendore è in effetti sbiadito da tempo, e con l’avvento degli anni ’70 e il conseguente boom della televisione la situazione è precipitata. Ciò, tuttavia, non può e non deve autorizzare la rimozione di uno dei capisaldi dell’industria culturale del Paese, peraltro ancora redditizia per lo Stato a dispetto delle scarse risorse.
Il sospetto è che l’attuale esecutivo guidato da Berlusconi abbia una sorta di pregiudizio ideologico nei confronti della cultura, come se questa categoria corrispondesse ad una precisa e sgradita collocazione politica. Ma perdere un marchio storico tanto importante come Cinecittà vorrebbe dire impoverire irrimediabilmente sul piano della comunicazione internazionale quel che resta del Made in Italy, tanto caro a Berlusconi stesso, e non solo a livello cinematografico. Verrebbe meno, con un colpo di spugna, tutta la memoria storica del dopoguerra di questo Paese e proprio nel 150° avversario dell’Unità nazionale è un lusso che non possiamo permetterci.

fonte

FUORI ONDA: C’era una volta il cinema

POP VINTAGE DJ SET BY: COACH & SLAVO FEAT. RADIOMANDRAKE

venerdì alle 23.30 – sabato alle 4.00
POP VINTAGE

SEASSARI UGHI
Diano San Pietro, Italy
1 APRILE!!! THIS IS NOT A JOKE
venerdi……………………..
continua….
1 APRILE!!! THIS IS NOT A JOKE

Studenti in piazza il 9 Aprile! Verso lo sciopero generale…!

 

IL NOSTRO TEMPO E’ ADESSO/ studenti in piazza il 9 aprile liberi dalla precarietà.

Il nostro tempo è adesso non è uno slogan, sono parole pregne della nostra rabbia, gonfie della voglia di riscatto di una intera generazione.

Il nostro Paese riversa sulla nostra pelle i costi più cari di questa crisi ormai cronica. Questa reazione a catena pesa su un’intera generazione di soggetti estraniati dal proprio futuro, dai propri sogni, …dalle proprie ambizioni, dalla necessità di contare e di poter scegliere.
Siamo studentesse e studenti ingabbiati in un vero e proprio dramma esistenziale, giovani che hanno provato a convincere che la precarietà fosse lo strumento di rilancio dell’occupazione, portandoci ad essere perennemente sfruttati e sottopagati.

Gli studenti non aspettano. Non delegheremo il nostro presente e la costruzione del futuro ad un governo che non ha più alcun contatto con la realtà, che non vede il dramma che sta vivendo un intero Paese.
La paura di cui si nutre questo governo, la sensazione di insicurezza che riversano nell’odio dell’altro, nella divisione, la sensazione di essere soli col proprio disagio è frutto di una precarietà ormai esistenziale, che non riguarda solo il lavoro e lo studio ma ogni aspetto della nostra vita.

All’interno delle nostre scuole, delle università c’è tutto un mondo che ha paura di quello che sarà una volta fuori. Viviamo la precarietà nella scelta della scuola superiore da frequentare a 14 anni, costretti a farci i conti in tasca e incanalati precocemente non sulla base di potenzialità, sogni o aspettative ma a partire delle condizioni economiche delle famiglie, in un’ Italia in cui lo studio non è un diritto ma un privilegio.
Precarietà e insicurezza in scuole fatiscenti con classi sovraffollate e metodi d’insegnamento anteguerra, in atenei in cui si accavallano gli ordinamenti didattici mentre si riducono anno dopo anno le borse di studio.
Precarietà e assenza di diritti si traduce in stages inutili, in cui sei e ti senti sfruttato e offeso nella tua dignità. Ti insegnano che il lavoro non è un diritto ma un privilegio, e anche se non pagato, con ritmi inaccettabili devi ringraziare per la possibilità che ti viene data. Ti annientano quanto ti dicono che i tuoi sogni li puoi mettere in un cassetto perché in questo Paese studiare, essere meritevole non ti assicura né un presente né un futuro.

Quando alziamo la voce per denunciare tutto questo la risposta che ci viene data è fatta di tagli alle borse di studio, aumento delle tasse e riduzione dei servizi fino a quando l’istruzione pubblica e del diritto allo studio non diventeranno un lontano ricordo.
Ora però siamo arrivati al punto di non ritorno, il diritto all’istruzione è messo in discussione dai pesantissimi tagli e dalle scelte che snaturano il carattere pubblico dei luoghi della formazione.

Noi però resistiamo. Vogliamo cambiare l’Italia, con il coraggio che ci viene dal vivere ogni giorno questa condizione, nella consapevolezza che ci meritiamo di più, che con il nostro studio, con il nostro lavoro costruiamo questo presente, non siamo più disposti a sentirci gli ultimi.

Siamo generazioni diverse che vivono entrambe il dramma della precarietà che si fa vita, chi come studente già proiettato nell’assenza di garanzie e futuro, chi come lavoratore precario, sfruttato, sottopagato, con l’angoscia perenne di arrivare a fine mese.
Viviamo tutti il dramma di questa Italia, che scarta e umilia i giovani distruggendo le scuole e le università e facendo aumentare continuamente il tasso di disoccupazione giovanile.

Il 9 aprile, tutti insieme, vogliamo riprenderci le nostre città, la nostra dignità, i nostri spazi e la nostra cittadinanza, in un Paese che ha bisogno di noi e contro chi, invece, vuole spingerci oltre confine.
Vogliamo moltiplicare la partecipazione a questa giornata insieme a tutte le studentesse e gli studenti che nelle proprie città vogliono riprendersi uno spazio che ci hanno tolto.
Vogliamo poter vivere, liberi dalla precarietà, liberi dall’angoscia di essere giovani in Italia oggi. Vogliamo poter vivere in un Paese che mette al centro la conoscenza e l’istruzione.

-ROMA piazza Repubblica ore 15:00 street parade fino al Colosseo

-MILANO Colonne di San Lorenzo ore 15:30

-NAPOLI piazza Mancini ore 9:00 corteo fino a Piazza del Gesù, ore 12:00 concerto finale

-PALERMO piazza Indipendenza ore 17:00 fino a Piazza Bologni, ore 19:00 “I giovani siciliani si raccontano”

-TORINO piazza Vittorio ore 15:00

-GENOVA Via San Lorenzo ore 17:00

-MODENA “Precary Parata” ore 15:30 Facoltà di Economia di Modena fino a Piazza Mazzini

-ANCONA Piazza del Plebiscito ore 10:00 il comitato marchigiano partecipa alla Marcia per il Lavoro e si incontra presso lo stand del Comitato Il nostro tempo è adesso

-CATANZARO piazza Prefettura ore 17:30

-TARANTO Piazza Roma San Vito via del Faro 44 iniziativa e dibattito dalle 16:00 in poi

-CESENA Piazza Almerici dalle ore 16:00

-BERGAMO Piazza Matteotti dalle ore 16:30

e molte altre in arrivo!

www.udu.it
ww.retedeglistudenti.it
www.ilnostrotempoeadesso.it

o è il tempo di stare sempre zitti—




 

 

. e ad imperia si festeggia.. il ricorso vinto al tar…

e mentre.. il taglio delle tasse… è solo spot…

e mentre ponticelli… è ancora li… ci si avvicina al 1 aprile 2011…

cavoli ora parto…. perchè la scusa delle scuse… state … in muto silenzio…. e non essere uomini…

italia è piena di pollon mi sa….. hihi…

si vola in giù… prrrrr

 

guido arci camalli: arrivo palestra ore 17:25 …. blog veloce veloce… hihi/Festa Nazionale 150 Anni Unità d’Italia – 1° parte Festa Nazionale 150 Anni Unità d’Italia – 2° parte

ebbe si in gran fretta vola verso la palestra….

con un poesia scritta nel 2009

al wiston churchill… ad imperia caltagironia ops…. caramagna hihi

ti impegni

ti impegni tanto per il tempo

“ogni sogno è un alba in tenda in spagna”

ti impegni per la pace

“ma i manifesti son tuoi?”

ti impegni per il sole

“ma i giorni son altrui”

“ma se non ti impegni e li stess….. tant c’è chi si impegna per ti gnurant….. e ti statt e zitt…. cribbio.. cribbio… cribbio.. ti sei un esiliato politico sul montruccolo e via…

te capit … il 2 metal night al arci guernica e hip hop alla talpa e l’orologio……….. prrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr

S.O.S—- S.O.S—  S.OS—- SAlviamo il mondo no alla guerra…

s.o.s…… s.o.s…… c’è già erba sul montruccolo del porto nuovo… yeahhh

Giovedi¬ 31 marzo ore  17:00

Aula Blu-Liceo Vieusseux
Via Terre Bianche 1, Imperia  

Quinto incontro sulla Storia del Novecento
organizzato da ApertaMente Imperia in collaborazione con AUSER e col sostegno di CE.S.P.IM, Centro Servizi al Volontariato di Imperia

 

Gli anni di Piombo attraverso il racconto di Manlio Milani, presidente dell’Associazione Vittime di Piazza della Loggia
siate numerosi….. jaja…..
notizie dal montruccolo …. è sempre li hihi
notizie dal mondo dai son in ritardo palestra ……
Sindacati, come uscire dall’angolo


L’impennata dei debiti pubblici per far fronte alla crisi ha ancor più indebolito il potere contrattuale delle organizzazioni dei lavoratori, ridotte ormai agli “accordi di concessione”, uno scambio ineguale tra occupazione e peggioramento nelle condizioni di lavoro. Bisogna abbandonare l’ostilità al cambiamento e varare una strategia unitaria che abbia tra gli obiettivi anche la produttività
Gianni Italia

I paesi di più antica industrializzazione soffrono tutti di un debito pubblico elevato. Oltre alle altre ragioni storiche che sono diverse da paese a paese il debito è cresciuto a causa dei finanziamenti al sistema del credito per far fronte alla crisi finanziaria recente. Ora le politiche economiche che vengono adottate sono orientate alla riduzione del debito operando attraverso l’adozione di vincoli definiti per legge addirittura di livello costituzionale . E’ questa la proposta che il governo tedesco ha lanciato ai governi dei paesi dell’Unione Europea che hanno adottato la moneta unica. Anche se tale misura non venisse introdotta come vincolo per tutti i paesi dell’eurozona è prevedibile che verranno adottati più severi vicoli di bilancio. Si stanno precisando interventi di contenimento della spesa pubblica quali il blocco delle indicizzazioni, l’interveto sui sistemi pensionistici e altri provvedimenti. 

Nel frattempo sono già state adottate misure severe che hanno comportato il blocco dei salari per i dipendenti pubblici e manomissioni che hanno teso a limitare il potere contrattuale del sindacato oltre a tagli indiscriminati allo Stato sociale. C’è nei paesi industrializzati una sorta di rigetto delle libertà sindacali nonostante che presso l’Organizzazione Internazionale del Lavoro, una istituzione tripartita che raggruppa governi, sindacati e datori di lavoro, sia stata adottata due anni fa una risoluzione dal significativo titolo “Decent work , Decent life”. Una risoluzione che, considerando le carenze registrate dalla dimensione sociale della globalizzazione, impegnava le parti a porvi rimedio dedicando ad essa le risorse provenienti dai vantaggi accumulati dagli Stati e dalle imprese per migliorare sia la qualità del lavoro che i sistemi di welfare.

Siamo però in presenza di un forte indebolimento del potere sindacale nei paesi industrializzati e di una debolezza ancora più grande con forti limitazioni alle stesse libertà sindacali nei cosiddetti BRIC. Tra questi solo il Brasile ha un forte sindacato, radicato nei luoghi di lavoro ma gravemente condizionato da una legge che ne limita il potere negoziale. E’ un dato di fatto che con la globalizzazione la riduzione di potere in campo economico degli Stati nazionali si riflette negativamente anche sul sindacato, che fatica a confrontarsi con le aziende multinazionali, grandi o piccole che siano.

La politica sindacale è per queste ragioni dominata dai cosiddetti “accordi di concessione”, che si traducono in uno scambio ineguale tra garanzie per l’occupazione e peggioramento nelle condizioni di lavoro e delle prestazioni dello Stato sociale. Ci sono situazioni come quelle di alcuni Stati Usa dove i governatori vogliono eliminare per legge i diritti di contrattazione per i sindacati dei lavoratori pubblici e invocano a sostegno di questa posizione l’obbligo federale del pareggio di bilancio.

Nella sostanza di fronte a debiti pubblici elevati si adottano da parte dei governi misure che riducono le prestazioni dello Stato sociale, limitano la contrattazione sindacale e accrescono la pressione fiscale e parafiscale su lavoratori e pensionati. Anche il governo italiano è da tempo entrato in questa logica e il sindacato confederale, diviso, non è in grado di andare oltre a  timide e sterili proteste (Cisl e Uil) o a vigorosi, ma poco produttivi, scioperi generali (Cgil)

E’ necessario che il sindacato confederale italiano esca da sterili contrapposizioni e ritrovi la volontà di ricerca di una strategia unitaria per incidere sulla gravissima situazione attuale. Senza una unità di azione condivisa non si va da nessuna parte e a farne le spese sono i lavoratori e i pensionati. Tre i temi da inserire in questa ipotesi di nuova convergenza interconfederale: il lavoro, la produttività e le relazioni industriali.

Operare a favore del lavoro vuol dire partire dal dato di fatto che per molto tempo saremo accompagnati, se non si interviene con decisione, da tassi di disoccupazione crescenti come ci viene periodicamente confermato dalle statistiche ufficiali. Dati ai quali vanno aggiunte le percentuali di coloro che sono “scoraggiati” e di quelli godono di trattamenti di cassa integrazione in “deroga” ma sono candidati al licenziamento in quanto il loro posto di lavoro non esiste più. Cosa ostacola una decisa azione sindacale e politica per una diversa ripartizione del lavoro attraverso la riduzione degli orari se non la mancanza di coraggio e di fantasia? La misura è necessaria per rendere efficace l’assorbimento  della disoccupazione. Gli esempi positivi non mancano sia per i risultati raggiunti con le riduzioni di orario a livello aziendale (Volkswagen) che per effetto della legge come in Francia.  Se si riduce l’orario a livello aziendale nel caso di crisi, come avviene per i “contratti di solidarietà”, a maggior ragione si potrà ridurre l’orario con profitto per l’occupazione quando le aziende sono produttive e in espansione! Se non si ripartisce il lavoro quando scarseggia quando si potrà farlo? Su questo problema E&L ha da tempo posto l’urgenza di decisioni coerenti con la gravità della situazione.

C’è un ulteriore e allarmante aspetto del lavoro che va urgentemente affrontato ed è il degrado della sua qualità. L’effetto della disoccupazione, specie –  ma non solo – quella giovanile e la crescita abnorme del lavoro a tempo determinato e dei cosiddetti contratti “atipici” incidono negativamente sulla qualità della forza lavoro e disperdono il bagaglio professionale dei giovani. Questo in ragione anche del fatto che quasi sempre questi contratti sono offerti per prestazioni dequalificate e inoltre le aziende, a causa della precarietà dell’impiego, non promuovono nessuna formazione sul lavoro. I giovani perdono per questo la formazione scolastica precedente senza acquisire altre capacità professionali. Anche la formazione dei lavoratori in generale durante la vita lavorativa è scarsa. I fondi interprofessionali, finanziati con il prelievo dello 0,30% del monte salari aziendale al quale si aggiunge il finanziamento pubblico, hanno la funzione di finanziare i programmi di formazione professionale a livello aziendale. Ma essi non sono in grado di spendere che una minima parte delle risorse che incamerano per le limitate richieste che ricevono dalle aziende. Cattiva volontà, scarsa capacità di previsione dei fabbisogni qualitativi in termini professionali dei propri lavoratori da parte delle aziende, insignificanza della pressione sindacali sul tema, fanno sì che una buona intuizione e soprattutto le ingenti risorse che se ben spese sarebbero utilissime per i lavoratori rischiano una gestione burocratica e il probabile fallimento.

Sulla qualità delle competenze dei lavoratori incide anche il funzionamento della scuola e dell’apprendimento. L’Italia è tra i paesi con i più alti gradi di abbandoni degli studi tra i 27 paesi della Ue. Il 19,2% dei ragazzi nel 2009 hanno lasciato la scuola e non vi faranno presumibilmente ritorno in futuro. Il 12,3% hanno abbandonato gli istituti di secondo grado superiore alla fine del primo e secondo anno. La rilevazione 2009 di Eurostat relega l’Italia al quartultimo posto tra i paesi della Ue per la percentuale di popolazione tra i 30 e i 34 anni che ha conseguito la laurea: solo il 19% mentre la media Ue è al 32,2%. Sono dati che disegnano un futuro di competenze scarse che incideranno sulla competitività dell’apparato produttivo e amministrativo italiano. Si dovrebbe operare uno sforzo eccezionale per recuperare questi svantaggi attraverso un allargamento del diritto allo studio. Ma la politica scolastica va nella direzione opposta a questa basilare necessità. Ed è questo il punto dal quale partire per il miglioramento della posizione competitiva del nostro paese. In particolare per i lavoratori, in contemporanea con la riduzione degli orari che già viene operata con la cassa integrazione in deroga, si potrebbe lanciare l’obiettivo,  facendo rivivere le esperienze del passato come le “150 ore”, del conseguimento della laurea e della licenza di istituti tecnici superiori per migliaia di persone. Anche allora ci fu una convergenza tra sindacato ,associazioni datoriali, provveditorati agli studi, università, ministero e insegnanti che, per anni, consentì un grande successo per l’iniziativa che portò alla licenza media decine di migliaia di lavoratori.

La scarsa produttività è un altro aspetto che caratterizza la situazione del paese. Scarsa produttività dell’industria e dei servizi e ancor di più della pubblica amministrazione. Allo scopo, in questo ultimo settore, non è servita la introduzione dei tornelli all’ingresso dei ministeri, cari al ministro Brunetta, né le indicazioni per una struttura del salario che premiasse il merito. Al contrario con l’ultimo accordo separato nel comparto di Cisl e Uil, senza la Cgil, si sono ripristinati gli scatti di anzianità e i livelli stipendiali uguali per tutti. Ma è chiaro da tempo, come molti autorevoli studi hanno dimostrato, che una amministrazione pubblica efficiente non si ottiene con palliativi ma con un intervento in profondità sulla organizzazione del lavoro e sulla pianificazione. Ambedue argomenti indigesti alla dirigenza pubblica che è abbarbica nella difesa della procedura e della norma e che è ormai vittoriosa anche contro i “novisti” alla Brunetta oltre che culturalmente egemone nei sindacati confederali.

C’è da domandarsi come i sindacati del settore possano continuare con l’immobilismo e con l’ostilità verso ogni cambiamento. Non basta certamente la constatazione magari compiaciuta che la dinamica dei salari dei lavoratori pubblici è stata superiore negli anni scorsi a quella dei settori esposti alla concorrenza internazionale perché il cambio del vento si è già sentito con il blocco contrattuale deciso dal governo mesi fa. In ogni caso il freno alla spesa pubblica continuerà e più forte se passeranno le indicazioni tedesche che trovano concorde il nostro ministro dell’Economia. Una decisa azione riformatrice che produca una crescita della produttività nel settore pubblico conviene ai sindacati per essere più forti contrattualmente e fa bene al paese per uscire dalle angustie della crescita attuale.

Mentre si aspettano risposte su questo tema è urgente affrontare il problema della produttività nel settore privato ed esposto alla concorrenza internazionale. La questione è decisiva per la competitività dell’industria e dei servizi e quindi per la crescita economica del paese ma lo è anche per il sindacato. E non solo per l’ovvia constatazione che ciò produrrebbe benefici riflessi sull’occupazione, ma anche perché migliorerebbe la posizione contrattuale dei sindacati e con questa la crescita auspicabile dei salari in un contesto non inflazionistico. Per intervenire efficacemente è necessario affrontare il problema nei luoghi di lavoro, non certo con discorsi sull’azionariato dei lavoratori e simili fumisterie. La partecipazione a livello aziendale ha un campo di lavoro importante se si occupa del miglioramento delle pratiche operative e dell’organizzazione del lavoro anche per la crescita della produttività. Era questo un terreno sul quale il sindacato, specie industriale, aveva fatto nel passato (ma quanti anni sono alle nostre spalle!) esperienze significative in molti settori.

Esperienze internazionali hanno prodotto miglioramenti organizzativi con rilevanti effetti positivi sulla produttività e sulle condizioni di lavoro e sono ormai adottati su larga scala in particolare nel settore dell’auto. Come è stato autorevolmente sostenuto anche recentemente, a margine di un convegno sulle recenti intese alla Fiat, ci sono ampi margini di miglioramento nella organizzazione del lavoro e della produzione, non solo nelle grandi aziende ma anche nelle medie e nelle piccole aziende che avrebbero positivi riflessi sulla crescita della produttività. La adozione di organizzazioni della produzione più efficaci possono essere il risultato di un dialogo a livello aziendale tra lavoratori e gerarchie che potrebbe essere incentivato dalla contrattazione aziendale sia sugli strumenti per tale dialogo sia sui risultati economici al raggiungimento degli obiettivi congiuntamente prefissati. Se si vuol evitare che anche con l’aiuto degli sgravi fiscali introdotti su un indistinto e largamente discrezionale salario di produttività siano le direzioni aziendali a promuovere la partecipazione dei lavoratori attraverso metodi di coinvolgimento che non riconoscono un ruolo positivo alla contrattazione collettiva è necessario che il sindacato abbia una propria idea della partecipazione e delle sue finalità, tra le quali, insieme al miglioramento della produttività, ci può essere la crescita professionale e il riconoscimento ai lavoratori di un ruolo non subalterno nell’impresa.

Antagonismo o docile coinvolgimento sono entrambi modalità che riducono il ruolo del sindacato nelle aziende alla testimonianza o alla subalternità: in entrambi i casi in posizione marginale. Ma questo è un vantaggio effimero per l’impresa in quanto marginalizza l’incidenza positiva sul processo produttivo di quella che per una stagione è stata chiamata la “risorsa lavoro”. La valorizzazione della contrattazione nella sua dimensione autonoma e collettiva attraverso il  sindacato a livello aziendale può essere un fattore positivo per creare un clima costruttivo e favorevole alla partecipazione con positivi riflessi sulla partecipazione. Anche qui l’esperienza tedesca insegna sia alle imprese che al sindacato italiano.

Fino ad ora la Confindustria e le altre organizzazione datoriali hanno mantenuto una posizione quantomeno ambigua sulla partecipazione dei lavoratori nell’impresa. Essa viene considerata una evenienza possibile ma non un scelta sulla quale investire e cosi è la situazione a livello aziendale. Anche la reazione dei vertici confindustriali verso le proposte di legge presentate in Parlamento, nonostante la loro impostazione che si incentra sulla volontarietà della scelta partecipativa, è negativa e in ogni caso contraria ad una eventuale legge di sostegno.

Il sindacato è anch’esso impastoiato tra proclami più che altro ideologici e che spesso vertono su contenuti partecipativi che sono scarsamente incentrati sul ruolo dei lavoratori nel impresa e nei processi produttivi e una incapacità di mettere a frutto i pochi spazi contrattuali acquisiti.

L’aspetto in questione è rappresentato dallo spazio che si vuol dare alle relazioni industriali nel sistema produttivo. Se cioè si considerano una risorsa ai fini della crescita e lo strumento attraverso il quale si garantisce un equilibrio redistributivo equo della produttività, dove equo vuol dire contrattato tra le parti secondo regole condivise. Per questo insieme di problemi è necessaria una profonda riflessione sulle forme ma anche sugli obiettivi delle rappresentanze dei lavoratori e dei sindacati a livello aziendale. Il negoziato che dovrebbe aprirsi con la Confindustria, previo accordo tra Cgil, Cisl e Uil, dovrebbe essere favorevole a riconsiderare tutta la materia delle relazioni industriali e quindi in modo più ampio dello stesso documento unitario del 2008. L’accordo del 2009, non sottoscritto dalla Cgil, aveva lasciato la questione delle regole delle rappresentanze fuori da quella intesa “separata”. A questo fine appare utile tentare strade nuove definendo assetti delle rappresentanze aziendali specializzate. Riprendendo una intuizione nata nell’ambito del gruppo di Torino, che tra le altre cose favorì l’accordo sulle Rsu del 1993, si può immaginare un organismo sindacale con compiti partecipativi eletto da tutti i lavoratori e un secondo organismo eletto su liste sindacali dai soli iscritti con compiti di contrattazione e gestione contrattuale a livello aziendale.

La necessità di una convergenza tra le Confederazione è sotto gli occhi di tutti e soprattutto è la sola garanzia di una più efficace tutela dei lavoratori. Tale intesa non può avere come unico scopo le regole di comportamento intra-sindacati e quindi facilitare una competitività negativa anche se meglio regolata, cosa di per sé necessaria ma non sufficiente, ma dovrebbe misurarsi con una strategia sindacale di più ampio respiro. E’ chiaro che i rapporti attuali tra le Confederazioni sono tali che immaginare a breve un ritorno alla saggezza risulta difficile ma una strategia costituente per un rinnovato ruolo dei sindacati e dei lavoratori nella società italiana va comunque perseguita da coloro che non sono stati contagiati dalla partigianeria e hanno a cuore le sorti del sindacato e dei lavoratori.
(19/03/2011)

 

ehm il mondo ops

Il 25 di novembre  è stato undicesimo anniversario dell’istituzione del Santuario dei cetacei del Mar ligure; una ricorrenza purtroppo triste: da troppo tempo è un santuario virtuale, nonostante le recenti ottime iniziative dell’assessorato regionale all’ambiente e del sindaco di Andora di riattivare a Genova le strutture organizzative per farlo funzionare.
La Protezione Animali savonese ricorda che fu proprio per le battaglie dell’ENPA che l’area di protezione venne istituita in accordo con Francia e Principato di Monaco.  Ma fino ad oggi è brillata per la sua quasi totale assenza di iniziative concrete per tutelare l’enorme patrimonio naturale costituito da migliaia di cetacei (balenottere, capodogli, globicefali, grampi, zifi, stenelle e delfini comuni) che vivono e frequentano il mar ligure.

Cetacei del Mare Mediterraneo

L’ENPA ritiene essenziale  riattivare gli organi di gestione e disciplinare il traffico marittimo imponendo alle navi l’adozione di strumenti già installati sui battelli da crociera della Costa, per individuare la presenza dei grossi cetacei ed evitare mortali impatti; contrastare l’uso illegale delle reti da pesca cosiddette “spadare”  per la pesca al pescespada (che catturano ed uccidono i cetacei) ma vietare, almeno nel santuario, l’uso delle “ferrettare”, che sono soltanto spadare un po’ più corte (2.500 metri); dirottare i fondi del ministero delle politiche agricole e forestali sull’incremento del pescatursimo, sia per favorire l’osservazione corretta dei cetacei (whalewatching e diving) che per attivare campagne di recupero e smaltimento delle reti da pesca abbandonate o perdute dai pescherecci; ed infine ampliare le superfici delle riserve naturali marine (Bergeggi, Gallinara, etc.) e dei siti marini di importanza comunitaria (SIC), imponendo forti limitazioni alla pesca lungo la fascia costiera, dove si riproduce tutta la delicata catena biologica marina.

map

fonte

Il Santuario dei cetacei finisce 11 anni, ma? | AllZoon

Il 10 marzo a Dolceacqua il documentario “Balene e delfini del

ectiuuuuuuuuuuuuuuu…… si va in palestra…

a lavuraaaaaaaaaaaaaa…..


Casa Raspini, da sempre attenta alle tradizioni della buona tavola, ti invita a riscoprire le tipicità culinarie della tua regione selezionando per te le più interessanti manifestazioni enogastronomiche che si svolgeranno il prossimo mese.Scopri le Sagre e le Fiere di Aprile e trascorri un divertente week end in famiglia all’insegna dei sapori e dei piaceri della buona cucina regionale!* 

Foire de la Pâquerette
Il 25 Aprile a Courmayeur, Aosta. 

Una Pasquetta da passare in modo diverso dal solito, attraverso le vie della bellissima località turistica. I visitatori vengono accolti con le migliori creazioni del proprio artigianato e con gli odori e i sapori dei prodotti tipici regionali, nell’evento che celebra il suo quindicesimo anno.

Les Franchises du Bourg de Nus
Dal 29 Aprile al 1° Maggio a Nus, Aosta. 

Rievocazione storica con spettacoli e competizioni in tema, per festeggiare la concessione della Charte des Franchises. Da non perdere la fiaccolata, la cena itinerante in stampo medievale e il mercatino artigianale che si terrà il giorno di chiusura per le vie del borgo.

Sagra del Salamino
Il 3 Aprile a Moncestino, Alessandria. 

Sotto il magnifico Palazzo Comunale di Moncestino si tiene la festa dedicata ai tipici salumi, per l’occasione ingrediente di prelibati panini. Pranzo con piatti tipici del Monferrato, giochi, spettacoli e intrattenimento per il pubblico più giovane, completano il quadro della sagra.

Sagra dei Subrich
Il 24 Aprile a Masio, Alessandria. 

Un nome curioso per un prodotto tipico e gustoso. La festa dedicata alle celebri frittelle fatte con asparagi, miele, tarassaco, spinaci e cime di luppolo, va in scena nel periodo di Pasqua. Farà da piacevole accompagnatore un pranzo a base di ricette tipiche, per poi passare una tranquilla digestione tra le bancarelle del paese.

I fiori eduli: piatti colorati nella cucina primaverile
Il 16 Aprile a Cavaglià, Biella. 

Una mattinata didattica e gastronomica per scoprire insieme le proprietà e la commestibilità di fiori ed erbe, ideali per dare un tocco in più alle pietanze ed assai utili anche in altri campi come la medicina. Un ottimo pranzo ed una tisana rilassante concluderanno la giornata.

Festa del vin da stup in fiore
Il 17 Aprile a Caraglio, Cuneo. 

Si ripete l’appuntamento con l’esposizione dei migliori vini piemontesi, in una splendida cornice di tipo floreale. Un’occasione per conoscere meglio ed apprezzare uno dei prodotti che ci rende famosi nel mondo.

Sagra delle fave e pecorino
Dal 25 Aprile al 1° Maggio a Sarzana, La Spezia. 

Nel centro storico di Sarzana, ridente località ai confini con la Toscana, si ripete l’appuntamento tradizionale che offre ai visitatori fave e pecorino di stagione e molti altri prodotti tipici, come i salumi della Lunigiana e gli sgabei, e vino Colli di Luni.

Sagra di Volastra
Dal 30 Aprile al 2 Maggio a Riomaggiore, La Spezia. 

Immersi nel magnifico panorama delle Cinque Terre per trascorrere un week-end coccolati dai prodotti tipici dell’area, su tutti fave e formaggi, ed un sorso di squisito vino, rigorosamente 5 Terre DOC. Intrattenimenti vari allieteranno la degustazione.

La settimana dell’asparago e del carciofo
Dall’11 al 17 Aprile a Loano, Savona. 

Sette giorni per apprezzare due specialità dell’area ligure, come l’asparago violetto e il carciofo spinoso, unici al mondo e assai ricercati in cucina per le loro qualità. Non mancheranno intrattenimenti, bancarelle e stand di degustazione.

Grazie per averci scelto,
MARKETING RASPINI

*Raspini non è responsabile di eventuali cambiamenti nella programmazione delle iniziative su citate e consiglia di verificare l’evento contattando direttamente gli enti organizzatori.

Questo messaggio è stato inviato automaticamente a seguito della richiesta di registrazione effettuata presso il sito internet www.raspinisalumi.it. 

Le risposte a questo messaggio verranno ignorate.

Il trattamento dei dati personali comunicati a Raspini S.p.A. attraverso questo sito avverrà ai sensi dell’art. 13 del D.Lgs. 30 giugno 2003 n. 196, in materia di protezione dei dati personali.

www.raspinisalumi.it ® 2011 Raspini

guido arci camalli: semplice e breve/Rock Festival – Baldi Band,Triskelion, Ion Cluster, Cute Flamming Red Head/Mezza Maratona Città d’Imperia 2011 / INQUINAMENTO INFORMATICO

semplice e breve l’amore…

semplice e breve il potere..

semplice e breve la passione.. del fango…

semplice e dolce… la vittoria…

semplice e dolce.. il colore del pianto…

semplice e nobile l’amore per la mia città

semplice l’amore per donne lontane

semplice e breve… la bugia dei giorni nostri

Rock Festival – Baldi Band,Triskelion, Ion Cluster, Cute Flamming Red Head

Ora
venerdì 1 aprile alle ore 22.00 – 02 aprile alle ore 1.00
Chakra Lounge 

Via Caff, 16
Catania, Italy
Torna il mitico Rock Festival al Chakra! Questi i gruppi che si esibiranno: 

– Baldi Band

– Triskelion

– Ion Cluster

– Cute Flamming Red Head

Distorsioni a tutta potenza, non mancate !!!

notizie dal mondo

per una volta una cosa bella….

yeahhh

ma la prossima tappa sul montruccolo di imperia?

ma nu nu

INQUINAMENTO DA “BYTES“:

di Marco Maraviglia

Dopo una consultazione sul web, mi sono reso conto che nessuno ad oggi parla o pronostica l’inquinamento da “bytes” che potrebbe dare seri problemi negli anni a venire.

Per intenderci, i bytes ci inondano quotidianamente i computer, passano attraverso le linee telefoniche, attraverso reti LAN e WAN delle aziende, occupano la memoria dei nostri telefonini, dei nostri data-base elettronici… e, se non esistessero la nostra vita tornerebbe alla preistoria. Ai tempi a.C. (ante Computer).
Se vogliamo pensare ai milioni di e-mail che vengono inviate (e ricevute) spesso senza che non siano nemmeno mai lette, ecco che siamo in un esempio evidente di inquinamento da bytes che qualcuno classificherebbe come “spam”, ovvero posta-spazzatura, non desiderata. Un vero e proprio inquinamento telematico.

Un altro esempio ?
Un entusiasta papà che ha appena acquistato una fotocamera digitale, è capace di scattare al figlioletto centinaia di foto ogni Domenica col risultato che dovrà consumare decine di CD per copiarci sù tutte le foto.
Domanda: ma sono proprio tutte indispensabili e belle quelle foto scattate ? E poi avrà il tempo di classificarle, archiviarle per ritrovare poi “quella foto” ?
Risposta: per il papà forse sì, ma si tenga presente il valore di una bella foto che viene sminuito dalla presenza di decine di foto simili tra loro.
Una volta si andava dal fotografo per farsi un’unico bel ritratto da tramandare di generazione in generazione con tutta la magia dell’usura della stessa, del caldo ingiallimento e di qualche angolo arrotondato dal tempo.

Torna all’indice


Sì è vero, i CD possono contenere sotto forma di bytes a parità di spazio, molte più foto se fossero stampate su carta. Ma siete convinti che tra 50 anni quei CD possano essere visti dai vostri pro-nipoti ?
La risposta è no. A meno che non riusciate a conservare in ottimo stato un computer di oggi che possa funzionare anche tra 100 o 400 anni e facciate i back-up (copie) dei CD ogni 3-5 anni perchè nel tempo sono destinati ad auto-cancellarsi. I sistemi dei computer sicuramente cambieranno e sembra che al Mercato non interessi tanto che la storia e la cultura di oggi possa essere tramandata nel futuro.
Perchè il mercato, il business è oggi.
Solo chi è riuscito a conservare il vecchio giradischi può ancora oggi ascoltare i dischi in vinile; pertanto conservatevi il PC in ottimo stato e non buttatelo mai.
Se pensate che anche gran parte dei libri degli ultimi 2 secoli sono destinati ad auto-distruggersi perchè la carta coi quali sono stati stampati hanno un’acidità maggiore di quella dei libri del ‘300 o ‘400, per preservarli, dovreste metterli in una libreria oscurata a tenuta stagna, sotto-vuoto con umidità al 48% e temperatura a 12°.

Ma torniamo al byte-inquinamento…
Un giorno tutti i CD prodotti inizieranno seriamente ad inondare le nostre discariche.
La carta si ricicla ma i CD ? Al momento vi sono aziende che fanno la raccolta differenziata del cosiddetto “grigio” ovvero computer ed annessi ma nessuno che si occupi del riciclo o dello smaltimento dei CD.
Quanti anni occorrono affinchè la terra decomponga un CD ?

Altro caso catastrofista da byte-inquinamento:
i produttori di foto-camere digitali stanno aumentando le risoluzioni dei sensori; più pixel=più bytes.
Significa che la qualità delle immagini digitali sarà sempre più precisa, ma immaginate le agenzie stampa, fotografi, agenzie di comunicazione ecc. che trasmetteranno files sempre più “pesanti”: le linee telefoniche, i famosi adsl saranno in grado di supportare questo traffico ? Le superstrade di internet cresceranno di pari passo per sostenere tutto il peso della tele-trasmissione ? Scienza e tecnologia saranno in grado di creare soluzioni adeguate senza però compromettere l’ambiente ?

Non voglio dilungarmi ulteriormente. Se avete letto fin qui siete senz’altro sensibili al problema e come tali vi do qualche semplicissimo consiglio:

1) cercate di consumare quanti meno CD che potete cercando di registrarci sù tutti i 700Mb a disposizione.
2) cancellate tutti i files che immaginate non possano più servirvi.
3) trasformate tutte le immagini da Tiff a jpeg portandole in pesi accettabili.
4) non mandate mails inutili (come questa ?)
5) non mandate allegati inutili per posta elettronica.
6) se potete tele-trasmettere un file invece di copiarlo su un CD è meglio.
7) cercate di usare CD “riscrivibili”, costano un pò di più ma fanno bene all’ambiente… e a chi li vende.
8) se proprio non sapete ridurre le foto con un SW di immagini o non sapete decidervi su quali files cancellare, chiamate uno svuota-cantine, pardon, uno svuota-disk, ovvero un fotografo che vi consiglierà quali immagini cancellare dietro un adeguato compenso.


fonte

INQUINAMENTO INFORMATICO



guidus arcus camallus/Tutto l’amore che ho “Jovanotti” Lorenzo Cherubini /Villa Grock ad Imperia Oneglia /Parlano i viticoltori – «Un consorzio per salvare le Doc»| Liguria | Imperia| Il SecoloXIX

verita abruzzo ora

: http://www.ilpopolounito.it

Il 2 Aprile ci sarà la Manifestazione per la commemorazione a due anni di distanza, del terremoto che colpì quella piccola perla della cultura italiana.

Una manifestazione che assume valori e contenuti che devono essere amplificati con una partecipazione massiccia, corale. Quella popolazione è la nostra popolazione i loro disagi, sono i nostri disagi, le ingiustizie, l?abbandono che hanno dovuto subire li stiamo subendo anche noi.

Non è solo volgendo il pensiero a quella città che potremo sentirci a posto con la nostra coscienza, bisogna esserci, partecipare, camminare per quelle strade e assieme a gli Aquilani vivere quella commozione, quella rabbia che solo vedendo in prima persona, solo sentendo l?odore di macerie ancora presente, potremo davvero dire di essere solidali.

Parlare con loro, sentire le vere verità che emergono dalla loro esperienza, iniziata con 27 interminabili secondi e protrattasi sino ad oggi.

Non possiamo non essere al loro fianco, sarebbe un torto enorme. Ci porremmo come coloro che hanno fatto passerelle mediatiche sfruttando il momento e che ora invece cercano scuse per nascondere le varie ingiustizie che volontariamente negano.

Andiamo ad ascoltare le loro voci, la giusta vera visione dei fatti narrata da chi quei fatti li ha vissuti sulla propria pelle.

Questo è un appello accorato, sentito, rivolto a tutti perchè quella manifestazione si ponga come una presa di coscienza del popolo italiano che si riversa in quelle strade che prima brulicavano di vita ed ora sono il regno del silenzio.

Se questo appello sarà ascoltato, se avrà portato anche un sola famiglia in più all’ Aquila il 2 Aprile, il senso civico italiano non sarà morto altrimenti dovremo annoverare un’altra vittima illustre di quel terremoto.

 

e mentre oggi… la pioggia assale i miei ricordi….

eccovi altre poesie… frutto di miei ricordi

nel 2008/09

era l’anno dei ricordi più belli…

il sole….

il cielo… di un montruccolo che non esisteva nel 2008

ma.. i sogni son domestici…

eccovi il mio 2008

il bar

il bar sul mare

“IL DESTINO CRUDELE”

I PORTICI ED UN SOGNO

“un sogno chiamato libertà”

questa la scrissi davanti a piazza san giovanni ineja

io conosco

io conosco

“io ne conoso altr e allora”

io conosco parole

” io ne conosco altre e allora”

io conosco  l’oltre

” io conosco gli altri… oltre le parole”

continua

mormora la gente…

* ❤ *mio mio mio mio mio mio mio miO…SOLO mio mio mio mio mio mio mio mio mio mio mio mio mio mio* ❤

il cuore è solo mio mio mio mio–

la luna è solo mia mia……

il gallo è solo tuo tuo tuo…

l’inquinamento è solo suo suo suo..

il giallo sul faro è solo vostro vostro vostro….

notizie dal nuovo mondo

ma … ma… ma…

i love villa grock…..

ma è cosa succede ad imperia…. ove tutto tace… e non mi piace

Riprese vietate in Comune: i neanderthal della politica » Trenette e mattoni – Blog – Repubblica.it

il destino è  un bicchiere sporco da arci camalli…

il destino è un bicchiere omertoso… da figlio d’abruzzo…

il destino è una miniera d’errori.. che fortificano il ballo… afro del prino…

il destino è una moda che decade … con l’allegria di piazza pigna sanremo…

il destino di un disagio.. che rimane .. nel cervello d’un plagio…

il destino crudele… un armando frutto.. d’amore..

notizie dal mondo

Non si possono lasciare indifesi, il pigato e il vermentino. E’ necessario dare vita al Consorzio di tutela dei vini doc ponentini come avviene già da tempo per l’olio extravergine di oliva. La richiesta sale prepotente da tanti produttori delle vallate imperiesi

Imperia – Non si possono lasciare indifesi, il pigato e il vermentino. E’ necessario dare vita al Consorzio di tutela dei vini doc ponentini come avviene già da tempo per l’olio extravergine di oliva. La richiesta sale prepotente da tanti produttori delle vallate imperiesi preoccupati dalle conseguenze del sequestro operato dai Nas nell’azienda di Chiusanico, La Rocca di San Nicolao, dove pigato, vermentino (ed anche olio extravergine) non avevano origini certe e garantite. E che, invece, hanno bisogno di essere protetti.

«Da anni mi batto perché diventi operativo il consorzio di tutela dei nostri vini – dice Ivano Brunengo, responsabile provinciale dei sommelier aderenti alla Fisar – Esiste già la legge istitutiva ma, in Liguria non è ancora stata recepita: con il consorzio ci sarebbe un doppio controllo, alla produzione anche con l’esame organolettico e chimico e al consumo proprio a garanzia del compratore». Una carenza di esami con conseguenze che potrebbero essere fatali per quei vini prodotti nelle vigne arrampicate sulle colline che, dopo anni di lotte di produttori seri e onesti, hanno ottenuto la denominazione di origine controllata. «Quello che è successo nell’azienda di Chiusanico – continua Brunengo – fa molto male al vino e, in particolare, a quei produttori ponentini, e sono la stragrande maggioranza, che fanno sacrifici e impegnano capitali importanti per offrire ai consumatori un prodotto di qualità».

Un danno di immagine, quindi, che turba i sonni dei viticoltori nostrani che, oltretutto, sono protagonisti di una produzione di nicchia non certo in grado di condizionare quantitativamente il mercato ma possibili vittime di una caduta verticale di un prestigio qualitativo conquistato con fatica e serietà. Per poter dimensionare il “colpo” inferto alla viticoltura ponentina, basta pensare che le aziende nostrane hanno una produzione vinicola che, mediamente, si aggira attorno ai 70 mila litri a fronte del sequestro dei 31 mila operato nell’azienda di Gazzelli, quasi il 50 per cento. Eppure perfino la sua genesi, il passato, anche recente, de La Rocca di San Nicolao non lasciava presagire una “caduta di stile” come quella che sembra essere stata certificata dai Nas. E’ nata come testimonianza di amore per il suo paese natale di un “emigrato” a Milano diventato facoltoso imprenditore che non ha mai avuto fini puramente commerciali per quell’azienda.

«E’ sempre stata gestita con una filosofia ben lontana dalla speculazione – commenta Angelo Lupi, cultore e commerciante vinicolo – Proprio per questo faccio fatica a credere a quello che è successo. E, in questo caso, non rappresenta la realtà del vino ponentino dove i produttori, nella stragrande maggioranza, possono vantare una serietà assoluta». Una situazione, quindi, che impone una difesa. «Certamente serve un consorzio di tutela, – conferma Lupi – un ente che la Liguria, a differenza di tante altre regioni italiane, non ha ancora adottato: sarebbe lo strumento adeguato per garantire prodotto e consumatore».

L’ultimo “incidente” scoperto dai Nas, invece, sembra portare nella direzione opposta un settore che, soprattutto, negli ultimi tempi, non gode di ottima salute, afflitto dalla crisi generale dei consumi e dai timori dei test alcolici al volante. «Questa vicenda non fa bene alla nostra viticoltura – afferma Claudio Andreini, responsabile provinciale del settore per la Cia – Ci troviamo a dover riparare un gravissimo danno di immagine».

fonte


guido arci camalli: poesie scritte nei bar part two la pigna mon amours/Associazione Suoni e Colori/Lou Tapage live al arci camalli 2 aprile ineja vivi e canta per strada…..

manifesta imperia

pigna mon amours …………..

ancora e ancora e ancora e ancora  e forza giocolieri

 

No cuttighiu da za mara.. ci sta tina a cuttighiara e sta figghia tappinara chianta chiova che scappara
e i soddi ca si faaaaaaaaaaa”
poesia scritta

SCRITTA AL BAR DEL PORTO ineja imperia estate 2008

IMPICCIONE

son solo

“ogni giorno sono solo”

son senza sogno son solo

“ad ogni spesa ci si accende”

son ignobile

“attimi intensi durati poco”

son senza lustro

“impiccione senza consapevolezza”

ti senti poco libero

“oggi vorrei fossi qui”

ma c’è pietà, c’è perdono

“AOO MA CHE STA ADDI”

SCRITTA AL SAN GERMAIN ORA MAESTRALE

in giorni dispari

“oggi è il tre”

corri lungo la siepe

” è in disordine”

corri e sparisci

“ansia di liguria e sai cosa bevi”

balla coi cinghiali

“no le stringe di MEG”

scritta nel novembre 2009 9 novembre .. la fine del mio incubo con gli arci

digraziate

“e un età folle la mia”

è un folle che si rifugia alla vecchia talpa

“sei coraggioso a sfidare la vecchia guardia”

è un folle senza età

” non lo dire a noi”

liberi di insidiare

“non ci credo proprio te”

liberi di amare

“io non amo i comunisti”

liberi di odiare

“io non amo i fascisti”

liberi di un libro locale

“io son un uomo senza età”

liberi di evadere

in un mondo totalmente chiuso”

liberi di essere soli

dedicata a pigna mon amours

facevo foto col cuore spezzato… ammiravo le bellezze dei vicoli.. abandonati… e il suono del PACO PACO… la magia del AIGHEISE.. il cuore d’ogni vicolo vicino alla CASBAH…. il sogno d’un vino che fà piangere… il sogno d’una solitudine eterna…

facevo foto col cuore sognavo … angeli che facevano fuoco….

parole di taranta… un sud … di esigenze vere….

facevo foto… sulla luna del montruccolo di imperia… ove or cresce l’erba…

pigna…. mon amours.. in alto in basso… in cerchio… ove assaggai il buon vino.. e la cultura era … un tempo valore di giovani… eroi…

pigna… di maleducazioni coi capelli ricci e occhiali… che tutto a nulla stringe…

pigna… di cuore armonico e strumenti da camallare…. ogni giorno..

pigna.. di croste… e multiculturalità… pigna senza pigna…..

amore che trovai… nel 2008… ove il silenzio ruppe il mio corpo… ed il dormire fù pensare.. a far lottare giovani uomini… col coraggio camallo che imparai… dal essere messo sempre in disparte.. ma ne arte ne parte… portarono ad realizzare i miei sogni… e cose piccole ne vidi… cose grandi… il silenzio studentesco… risuona nei vicoli della pigna… in quelli che osa…. farti star zitto studente… ogni giorno un giovane viene … illuso.. e smette di lottare..

2 APRILE LOU TAPAGE AL ARCI CAMALLI ACCORRETE NUMEROSI… INFORMATE SUONI E COLORI DI SANREMO..

I FOTOGRAFI AMANTI DEL OCITANO……

amanti di suoni e colori….. amanti di coraggiosi …. blogger…

amanti di un italia…. che non deve perdere le foglie….

amanti di un italia dai mille sapori….. che non son egoismi…. d’un gruppo sfaldato…

amanti… di un italia dai millle sapori… che coraggio donano… in talpe di nostalgiche lotte… pioggia d’un sorriso da pigna… sorriso d’un ora… tarda e romantica.. che non si isola la forza… giovani studenti.. lottate ancora… perchè il futuro.. siete voi… siete solo voi e noi…

miope visione d’una politica oscura le vostre lotte…

miope visione di un camallo che camalla il pensiero .. con le botti…

piene di vino… con colori pieni di colori.. e i sentieri… che non fan fallire… i sentieri… che donano gioia….. e amore e speranza

PROSSIMI APPUNTAMENTI

CONCERTi,DANZE TRAD E STAGE

DI SUONIECOLORI

Sabato 9 aprile ore 15,30

stage danze principianti:

2 circoli circasso e varianti

bourrèe 2 tempi e varianti

bourrèe 3 tempi e varianti

scottish e varianti

mazurka

(prenotazione entro venerdì a et.lumen@gmail.comQuesto indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

o al 3355301247

se non ci sarà numero sufficiente di

partecipanti l’incontro sarà annullato)

Domenica 20 marzo ORE 16,30 DANZOTECA

PRENOTAZIONI ENTRO SABATO POMERIGGIO

AL 3286673651  E-MAIL curix55@yahoo.itQuesto indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Sabato 25 marzo ore 15,30

stage principianti

Chapelloise e varianti

Rigodon e varianti

courenta val varaita

mazurka
(prenotazione entro venerdì a et.lumen@gmail.comQuesto indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

o al 3355301247

se non ci sarà numero sufficiente di

partecipanti l’incontro sarà annullato)

Domenica 26 marzo ore 16,30 Danzoteca o

gruppo musicisti da definirsi-
********
Domenica 3 APRILE ORE 16,00

STAGE DANZE BALLO FOLK

CON l’insegnante Corinne Borsotto
********
Domrnica 10 aprile ore 16,00

ballo folk col gruppo

ACABAIRES

Francesco Giusta e Michela manera
per informazioni

AL 3286673651  E-MAIL curix55@yahoo.itQuesto indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

et.lumen@gmail.comQuesto indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. tel 3355301247 )

FONTE

Associazione Suoni e Colori

HANNO
attivato un punto di raccolta anche a Partinico.Circolo “Peppino Impastato” del PRC – via Venezia (ex Arena Lo Baido) PartinicoOgni mattina dalle 10 alle 12, ogni pomeriggio dalle 16 alle 19

Dire NO alla Guerra in Libia oggi significa anche dire NO alla mancanza di una politica di accoglienza da parte del governo Italiano, che ha trasformato Lampedusa in un lager a cielo aperto. Sono ormai migliaia i migranti costretti nell’isola in condizioni igienico sanitarie precarie, costretti a dormire in banchina al freddo o per strada. Sono prigionieri e non hanno idea di cosa riserva loro il futuro.
E’ ammirevole la solidarietà degli isolani e di associazioni come Askavusa, che cercano con ogni mezzo di supplire alle mancanze del governo, ma questo non basta Lampedusa e i ragazzi tunisini hanno bisogno di tutti noi.

Servono alimenti (biscotti, latte , scatolette, zucchero, the, barrette di cioccolato), PRODOTTI per L’IGIENE (shampoo, bagno-schiuma, saponi, spugne), VESTIARIO (mutande, calze, scarpe dal 41 in su, coperte).

Presso il nostro circolo (Ex Arena Lo Baido) è stato attivato
un centro di raccolta di viveri e materiali di prima necessità.
La sede sarà aperta tutte le mattine dalle 10 alle 12, e il pomeriggio dalle 16 alle 19.

Vi chiediamo di portare quel che potete entro mercoledì 30 marzo, perché come deciso nella riunione che si è svolta ieri a Palermo, giorno 1° aprile partirà la prima spedizione.

La raccolta proseguirà anche nelle prossime settimane.

Vi terremo informati sulla situazione dell’isola e vi faremo sapere quali saranno i bisogni nel tempo, grazie al costante collegamento con persone che hanno aderito alla STAFFETTA organizzata dal Forum Antirazzista con l’Ass. Askavusa e i compagni di MeltingPot già sull’isola.

Con il primo gruppo partiranno il circolo Arci Malaussène, i Laici Comboniani e i Giovani Comunisti.

Partinico 26/03/2011

Giovani Comunisti/e – Partito della Rifondazione Comunista

NON ISOLATE IL MONTRUCCOLO DI INEJA….. IMPERIA… HIHI………… HIHI…

SE NO CI CRESCE L’ERBA … E DIVENTA LEGHISTA …


guido arci camalli : in attesa della parte 2… /Pigna & Wine sanremo pigna/Iron Kobra @Live ARCI Guernica (11/09/2010)/ vivere felici:stupirsi per le piccole cose e la felicità

in attesa della parte 2…..

“si beve un pò di paura moderna.. un pò di tecnologia da gabbia… ove tutto è dipendenza… anche aumentare del cemento sul verde urbano…

si beve un pò di moderna paura.. che titola i nostri giornali.. han un colore di birre e alcolismo.. per le vie imperiesi ove è moda bere.. alla follia… andare allo stremo…

si beve un pò di moderna paura…. che parlotta.. solo per messaggi e mail.. che è sempre meno pulizia delle nostre strade.. o nei nostri cervelli…

si beve un moderno… essere triste dentro la gabbia.. di magliette bagnate e nude..”

scritta al maestrale pub ore 1.05

DOMANI SI VOLA ALLA PIGNA SANREMO

se non piove

grande serata al arci camalli

domenica 27 serata figlio del chè

sabato 26 marzo · 15.00 – 23.00

Pigna & Wine è una festa con musica e artisti di strada, eventi , creatività e il profumo floreale dei vini offerti in degustazione dai “Poeti della Terra” così definiti da Luigi Veronelli : 15 Aziende vitivinicole selezionate per qualità e sostenibilità delle pratiche agricole.
Per due giorni il 26-27 marzo 2011 i vicoli dello splendido quartiere medioevale della Pigna a Sanremo saranno pervasi di sonorità mediterranee, dal profumo del vino nuovo e dal roteare dei calici.

www.sanremobuonenotizie.it

 

per inf

face book

“ma bevi la pigna moderna… dei santi bevitori.. di vicoli moderni…..
ma bevi pigna moderna… in vicoli di aigheise…
in vicoli da cave…
ma sali … sali e trovi… un rock in the casbah nel cuore…”
ore 1.15 ancora scritta al bar maestrale pub ineja imperia…
notizie dal mondo….

Come vivere felici con poco

Il mio pensiero

 

Mi chiamo Andrea e vorrei condividere con voi solo gli aspetti positivi della mia vita. Sono stanco e stufo di sentire, leggere, vedere ogni giorno tanto di negativo e pochissimo, se non nulla, di positivo. Provate a vedere attentamente un telegiornale o a leggere un qualsiasi quotidiano e vi riempirete di negatività e di tristezza perchè ciò che viene messo in risalto è tutto ciò che di negativo succede nella terra o dietro l’ angolo della nostra città. Questo credo, sia uno dei motivi che portano l’ uomo a essere sempre più pessimista nei confronti del futuro e del prossimo.

Ho pensato di scrivere due righe , dal basso della mia ignoranza, sul pensiero positivo e la sua origine. Sono sempre stato affascinato dalla filosofia classica e dalla letteratura , così come da tutti gli scritti sull’ anima e il pensiero dell’ uomo perchè riportano nei secoli e conservano ciò che di positivo ha pensato e fatto l’ uomo col corpo ma soprattutto con l’anima. Mi piace riportare la definizione della funzione di ” Classico” che Victor Hugo diede nel discorso d’ apertura al 1° Congresso Letterario internazionale, il 17 giugno 1878.

 

I popoli si misurano dalla loro letteratura. un’ armata di 2 milioni di uomini passa, un’ Iliade resta; Serse ebbe le armi, gli mancò l’ Epopea e Serse svanì. La Grecia è un piccolo territorio ma è grande grazie a Eschilo. Roma deve la sua magnificenza nei secoli grazie a Tacito, Lucrezio, Virgilio, Orazio,… Se parlate della Spagna sorge Cervantes; se evocate l’ Italia si leva Dante. La letteratura è il governo del genere umano attraverso lo spirito umano. In essa siamo cittadini della città universale.

Non abbiate paura! non sarei in grado di filosofeggiare!
Quello che vedrete in queste pagine è solo lo sfogo di un quarantenne felice.
si proprio così anche noi che siamo felici abbiamo bisogno di momenti di sfogo per lasciare andare quel pò di tristezza che ogni tanto ci coglie. Sarebbe forse bello essere sempre e solo felici ma forse ci perderemo qualcosa di importante.
La felicità è qualcosa di naturalmente insita nella natura umana. Ho visto persone malate, ragazzi down, orfani, senzatetto,.. felici come nessuno mai ; ho visto altri che tutto avevano, dalla bellezza alla salute, dai soldi ai piaceri della vita ed essere tristi e insoddisfatti della loro esistenza. La felicità la troviamo dentro di noi! Nulla e nessuno può regalarcela se non siamo predisposti a riceverla.
Impariamo a non dare peso alle cose cui purtroppo in tanti ambiscono e che sono solo illusioni materiali. Prendiamole per quello che sono senza dare loro troppa importanza e imparando a condividerle con gli altri e in particolar modo con i bisognosi. Abbiamo dentro di noi una ricchezza incalcolabile. La capacità di amare.
Cerchiamo di tirarla fuori, questa forza interiore che permette di essere felici.
Amatevi e amate gli altri con semplici gesti. Regalate un sorriso e riceverete in cambio un tesoro.
Provate ad abbracciare un amico, vostra madre o vostro padre, una sorella.
Sentite la sensazione di immenso che invade il vostro cuore mentre scambiate un semplice gesto di affetto e di amicizia.
Se poi, qualche volta lungo la strada della vostra vita incontrerete degli ostacoli, non temete!

Siate coraggiosi nell’ affrontare i momenti difficili perchè è da essi che imparerete a conoscervi nel profondo. E’ dalle difficoltà, grandi o piccole che siano, che si impara a conoscere se stessi e da quì la via della felicità è prossima.

Vivere Felici per Essere Felici

“La persona umana è un essere insieme corporeo e spirituale. … Questa unità è cosi’ profonda che, grazie al principio spirituale che è l’anima, il corpo che è materiale, diventa un corpo umano e vivente, e partecipa alla dignità di immagine di Dio. … L’anima spirituale non viene dai genitori, ma è creata direttamente da Dio ed è immortale. Separandosi dal corpo al momento della morte, essa non perisce; si unirà nuovamente al corpo nel momento della risurrezione finale”. Potrei riportare diversi pensieri sull’ anima, di derivazione cattolica, filosofica, buddista, induista, islamica,….. ma a dispetto di tanti contrasti, rischierei di ripetere le stesse cose. Tutti concordano infatti, su un punto: l’ anima è qualcosa di diverso dal corpo e dalla materia. Qualcosa di superiore e di spirituale che va oltre la nostra stessa vita terrena e materiale. L’ anima è qualcosa di puro che è stato nella maggior parte dei casi contaminato dalla materia e dall’ aspetto bestiale degli uomini . L’ uomo tende alla vita ultraterrena che potrà ottenere con un atteggiamento in vita teso alla purificazione dell’ anima.
Sicuramente il mistero di cosa sia realmente l’ anima ci accompagnerà per sempre: è la vera essenza di ogni singolo essere vivente? E’ ciò che sopravviverà alla nostra morte? E’ un fascio di luce che mantiene le sembianze del corpo? Potremo riconoscerci dopo la morte con le nostre anime? potremo mai dire: Ah, che bello rincontrarti dopo tanto tempo? potremo avere sensazioni “materiali” come un abbraccio, un bacio,….. O dovremmo abbandonare per sempre le più belle sensazioni corporee perchè l’ anima non è in grado di “sentire”?
Mi piacerebbe fare di questo sito un punto di incontro di Anime. Pensieri liberi di esprimersi e di raccontarsi. Anime nobili che parlano di atteggiamenti ” umani” più o meno degni di essere raccontati. Mi piacerebbe incontrare Anime nobili che stanno andando verso la purezza del corpo. Sono convinto che l’ anima vive insieme al corpo e che, per ora, anima e corpo siano una sola cosa. Nessuno agisce e subisce senza che l’ anima stessa venga colpita positivamente o negativamente
fonte