silenzi … mafia.. ulivi… /Coez – è colpa tua/ Coez – Figlio di nessuno/E’ di nuovo il momento dei Siciliani | Riccardo Orioles | Il Fatto Quotidiano

SILENZI… MAFIA … ULIVI..

ingorgo di forme rigide………..

aride come l’ulivo di barcheto………..

rigidi,…. come le urla dei genitori…

gemito di bussola persa……….

 

 

 

d’un partigiano.. senza gradi

vaga in un monte grande… o piccolo

tra le precarie stanze di scherzi… di tavole

balordi giovani…

umili giocattoli…

umili fianchi sporchi…

topi di fogne salate…

fife di mafie.. potenti e ponetine…

ove vendette.. son silenzi…

SILENZI MAFIOSI….

di un nessuno…

di un qualcuno… che raccomanda..

di quella bara … e un denaro.. imperiese

di quella fogna… dei precari…

di foglio… di un figlio di studente FUTURO PRECARIO…

passato rabbioso… skate in argine sinistro

ribello.. la ribelione di risse.. di porto

foce il sogno… più bello.. il più potente

disegno… arte…

E’ di nuovo il momento dei Siciliani | Riccardo Orioles | Il Fatto Quotidiano

 

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6 settembre vinciamo la paura… /Io, Carlo – Figlio dei Manga – 2008

nel giorno… il nulla avanzo… ed io trovai riparo… nella tua mente…

col metro di sonnolenza…. di un anima … pigra…

corro e corro… e corro.-…. in anime ALLEGREEEEEE

ANIME DI SCIOPERI CON MILLE CANTI… MILLE VOCI … ASSORDANTI E VIVE..

MAI FU CARO IL TEMPO DI LOTTA… OVE LOTTA è PIENA DI INSIDIE..

OVE LOTTA è AMARA PRECARIA PAURA…

6 SETTEMBRE VINCIAMO LA PAURA… CHE MI E VI AVVOLGE

 

Scajola nei guai per la casa comprata «a sua insaputa». La Procura di Roma ha iscritto nel registro degli indagati l’ex ministro dello Sviluppo economico per violazione della legge sul finanziamento illecito dei partiti politici.

 

La vicenda che ha portato all’apertura di un fascicolo riguarda l’acquisto dell’appartamento a pochi metri dal Colosseo al centro di una lunga polemica. L’immobile in via del Fagutale, secondo l’ipotesi degli inquirenti, è stato pagato in parte, anche se l’ ex ministro sostiene di esserne stato all’oscuro, dall’imprenditore Diego Anemone, uno dei personaggi chiave dell’inchiesta sugli appalti del G8.

 

L’ex ministro in giornata ha commentato: «Sono sereno, la Procura di Roma ha aperto un fascicolo su una vicenda per la quale la Procura di Perugia, dopo un anno e mezzo di indagini, non ha ritenuto di dovermi indagare. Attendo, comunque, con la stessa serenità e la medesima riservatezza che hanno sin’ora contraddistinto il mio comportamento, che i magistrati romani portino a termine il loro lavoro, nella convinzione che verrà certamente chiarita la mia estraneità ai fatti».

 

LE INDAGINI DEI ROS – L’inchiesta, dicono le fonti, ha preso le mosse da alcuni atti inviati dalla Procura di Perugia che indaga su un filone di indagine sugli appalti per le Grandi Opere. Le indagini sono state condotte dal Ros dei carabinieri e dalla Guardia di Finanza. La casa romana di Scajola è finita al centro di una bufera mediatica al culmine della quale il ministro si dimise ed è parte di un’indagine su un presunto giro di corruzione su grossi appalti gestiti in parte dal provveditore per le Opere Pubbliche Angelo Balducci.

 

L’ex ministro avrebbe pagato l’appartamento in questione – vicino al Colosseo – in parte con denaro suo e in parte con 80 assegni circolari da 12.500 euro di Anemone, arrestato nell’ambito della stessa indagine. Quando la vicenda esplose sulla stampa, Claudio Scajola disse che Anemone aveva versato gli assegni a sua insaputa. Scajola è l’unico indagato nella vicenda, dicono le fonti, e dunque il reato non è di competenza del tribunale dei ministri.

 

TRATTO DAL CORRIERE DELLA SERA.IT

http://www.riviera24.it/articoli/2011/08/30/116855/lex-ministro-scajola-indagato-per-la-casa-al-colosseo-non-lho-venduta-ma-ci-dormo-soltanto

” si indaghi ora… e che vinca il senso di giudicare una città per come è amministrata.. non per chi la amministra… 15 anni di anti.. non han portato a nulla… dunque è giusto portare notizia… ma è giusto.. aspettare un giudizio.. finaLE… ove la mia città.. priva di servizi .. per chi suona.. per chi vuol lavorare… ove la mafia.. non a partito.. “ma ignaro del tempo….ne fuggo… villico lo vinco…domino il mio maestro sinistrorso…fuggo…. ove ogni luogo disonesto mi porti…fuggo … ove ogni città mi accolga..me villico  uno… onesto …

dedicato al amore precario/ Tanto Tanto Tanto – Lorenzo Jovanotti Cherubini

www.myspace.com

“se avessi silenzio…. lo userei…. sul colloseo… dei papaveri

se andassi piano … ti darei sostegno………..

se ti allontassi… saresti li… ad asciugarti le lacrime dello sciopero nazionale”

“se avessi casini…. sarei pessimo uomo…. umano solo per pochi minuti……

accusano i vigili…. accusano i muratori…… accusano operaio…

accusano il sindalista… accusano le solite parole 

a noi raccontano di un paese in crisi….

a me del silenzio omertoso… d’una città sporca…

a voi dei lavori di cassiera…  di ogni  domenica

a me dei sussidi….. dei mutui… dei ……. principi…

a voi raccontano del diritto di replica….

a me della moderazione da tenere … ove tutto è già scritto

tutto già pensato ….

pianifica i sacrifici… le miserie… le poche soffitte da ripulire…

ma un colosseo è per sempre

un attico di sogno … estivo

uno sbaglio… di monte di confini… spenti

capitan dei capitani….. scrisse ciò e parlo del amore precario

“e distesi sul letto
abbracciati
e coccolati
e viziati
dal vento
e distesi sul letto
poggiai il mio corpo
sul suo
baciai il suo piede
e il suo amore
cresciette
di ora in ora
baciai il suo freddo cuore
che riscaldai
col mio cuore
amato cuore
solitario
scopri seni
intatti e puri
poi le baciai i seni
e la accarezzai
nuda era sul letto
vogliosa
del mio corpo
vogliosa dei miei muscoli
dei peli villosi
uniti da un destino
tenero
ci baciammo
per ore e ore
“mmm ti desidero”
disse lui
alla sua bella
ella rispose
con fiato lento
“eccomi son qui”
baciami
ora
lui la bacio
teneramente
romanticamente
“ti voglio”
mmm
mia bella
pupa
e la strinse a se

ma il destino li divise

lui operaio precario

lei cassiera di turno

amor perdona il tempo

amor ignora il precario tempo

amor perdona il turno

amor perdona il fato

amor ignora il giusto

amor felice del gusto

d’un ora di felicità

d’un turno di sole

d’un turno di litigi

e di cuor insegnato

insegnante … precario

avvililente

6 settembre sciopero nazionale del aMORE PRECARIO

vivere by guido arci camalli/Ottocento – Fabrizio de Andrè

vivere

 

vivere nel litigio…….

vivere senza la pace….

vivere di prepotenza…

vivere di potenza…

vivere di feste…

vivere di silenzio…

vivere di chiacchere…

chiacchere…

 

vivere di rumenta

vivere di disorine ordinato

vivere di mafia

 

 

vivere di speranza

impossibile verità

 

vivere di montagna pulita

vivere d’aria pulita

vivere di un futuro sereno

 

vivere da urbano

vivere da coraggioso

 

vivere … o litigare…

 

litigare o vizio imperiese….

 

a voi la risposta jaja

qui tutto nasce dura un anno poi … chissà……. boh…

qui tutto è puzza… poi bisce… poi topi… poi boh

ordine è turismo… ordine è BUON UMORE

ORDINE è SPERANZA

ORDINE è SCONFITTA DELLA MAFIA

ORDINE è VITTORIA DELLA LEGALITà

ORDINE è SINISTRA PULITA

 

mmmmmmmmmmmmmm silenzio mmmmmmmm/

i confini e le pensioni… da ineja san giovanni ….

closed per abbandono….

“ma io rimarrò sempre”

closed per fame in italia

“ma io son ricco ed ineja e viva”

closed per pensioni basse

“ma io lo sporco lo fò uguale”

closed per sciopero 6 settembre

“ma io non approvo..”

closed per moderation numer 37….

“ma io son de centro …. magazzini vuoti… gente vuota… sporcizia … disagio d’una fretta assurda”

son con gaetano …. son coi student…. son per la tredicesima… son per la legalità

“ma tu chi sei?”

mmm papa che le tasse nun le paga!

“ma tu chi vali?”

comanda il re di picche

“ma tu sei fifone”

chi lo dice lo è

“ma tu impari l’arte del silenzio imperia è viva suvvia”

ma tu che conti…….

“quello che urlo dico…. quello che spaventa conta”

ma tu insegni

“che mollare e non contempleato”

tu zitto verme strisciante

“il silenzio e dei deboli”

tu zitto ultimo della catena

“pulire devo i miei peccati”

tu in silenzio servo dei servi

“silenzio i saggi parlano”

il silenzio del nulla

“i silenzi programmati”

il silenzio di non turismo

pensione da ineja SAN GIOVANNI……….. /Blog diksa53a: PRESTIGIACOMO VEDE NERO In Sicilia le trivelle …

il tipo mi disse… in un tempo antico…

“mi vedrai sempre li……….”

il tipo  mi disse…… un tempo è passato…

“mi sentirai sempre nel tuo cuore…”

urla il tempo e le sue fonti di ineja

“ti pentirai di quel tempo…”

il sogno di ineja va in pensione

” il sogno balordo che abbandona il tempo”

stimolare il nervoso che fotografa…

“tu sei un uomo finito…….. con ogni sparlata”

stimolo il vecchio e il suo mare.

“ed io inquino……. ed io son maleducato… “

ordini del comitato inquinatore

“tu non comandi l’ordine”

continua………

vivi ineja vivi……………

PRESTIGIACOMO VEDE NERO In Sicilia le trivelle sono pronte a cercare il petrolio Coinvolta la società di famiglia

pubblicata da Informare ControInformando News il giorno domenica 28 agosto 2011 alle ore 10.57

Decine di pozzi di petrolio nel blu del Mediterraneo, per fermare le trivelle si sono mobilitati cittadini e comitati. Ma intorno alla Sicilia pendono 40 richieste di concessioni. Le trivelle sono pronte a entrare in azione a pochi chilometri da gioielli come Pantelleria e le Egadi.

 

Per arrestare la febbre da oro nero si è schierato anche Montalbano, alias Luca Zingaretti. In molti, però, da queste parti oltre che sul commissario più famoso d’Italia, puntavano anche su un altro alleato: il ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo. Chi meglio di lei? È siciliana e vicina a Berlusconi.

Da qualche settimana, però, la gente di Pantelleria, delle Egadi, di Trapani comincia ad avere qualche dubbio. Già, perché in Sicilia c’è chi punta il dito sui legami che Prestigiacomo e la sua famiglia hanno con le società che affondano i loro pozzi nel mare dell’isola. Niente di illegale, per carità, ma una questione di opportunità, questo sì. Racconta Alberto Zaccagni, nemico accanito delle trivellazioni: “Ci chiediamo se questo ministro dell’Ambiente possa valutare obiettivamente le concessioni petrolifere in Sicilia quando le società amministrate da suoi parenti hanno rapporti d’affari con chi affonda i pozzi nel nostro mare”. Una leggenda metropolitana ? Articoli di cronaca (per esempio su Terra) e visure camerali del ministro e dei suoi familiari confermano i nodi sollevati da cittadini e comitati. I giornali di Siracusa hanno raccontato che sono riprese le attività del campo petrolifero Vega (Edison ed Eni) nello Stretto di Sicilia. Una notizia accolta con entusiasmo dagli industriali locali, anche perché alle operazioni hanno collaborato con massicci investimenti imprese di Siracusa. Ecco allora il consorzio Cem che ha acquistato e trasformato la petroliera Leonis, un colosso da 110mila tonnellate, che deve essere ormeggiata alla piattaforma per raccogliere il greggio estratto.

Una commessa da 30 milioni che ha portato una boccata di ossigeno alle imprese. Niente di male, ma i maligni ricordano che del consorzio Cem fanno parte diversi soggetti tra cui la Coemi. Ecco il punto: la Coemi, come dice lo stesso sito della società, è nata come impresa di famiglia dei Prestigiacomo. L’amministratore delegato è Maria Prestigiacomo, sorella maggiore del ministro dell’Ambiente. Di più: la Coemi è oggi proprietà della società Fincoe, di cui Stefania Prestigiacomo deteneva il 21,5 per cento fino al novembre 2009 quando l’ha donato alla madre Sebastiana Lombardo, oggi azionista di maggioranza. Emergerebbe quindi che una società di cui fanno parte familiari stretti del ministro dell’Ambiente è impegnata nell’attività di estrazione di petrolio intorno alla Sicilia. Ancora niente di illegale, ma certo una questione che non rassicura chi si oppone alla caccia al petrolio nei mari dell’isola. Di più: sul sito della Coemi si legge che tra i clienti della società (oltre al ministero della Difesa, ma questa è un’altra storia) ci sono anche Eni, Erg, Esso. Insomma, alcuni tra i principali operatori nel settore petrolifero in Italia. E in Sicilia. Proprio a Priolo, denunciano le associazioni e i comitati siciliani, “la Erg e l’Eni sono interessate agli accordi transattivi previsti dal ministero dell’Ambiente per chiudere la vertenza sui danni ambientali provocati dalle raffinerie”. Pierfrancesco Rizza, presidente Wwf Sicilia commenta: “Le cifre finora spuntate dai privati (nell’ordine di decine di milioni) sono modeste rispetto a un danno enorme. Ma bisogna dire che molte delle società coinvolte non esistono più oppure sono passate di mano”. Un’altra storia, certo, ma sempre una questione di opportunità per Prestigiacomo. Perché qualcuno in Sicilia si chiede se sia giusto che un ministro dell’Ambiente (pur avendo alienato le proprie quote sociali) possa vigilare sull’operato di colossi petroliferi che sono clienti di imprese legate alla sua famiglia.

 

 

Ecco, però, allora che le questioni da chiarire per il ministro non riguardano più solo i pozzi di petrolio. Certo non è un anno fortunato per la Prestigiacomo, già ampiamente citata negli atti dell’inchiesta P4 per i suoi rapporti con Luigi Bisignani. Un colloquio tra il faccendiere e il ministro dell’Ambiente del 2 dicembre 2010 è diventato famoso. Prestigiacomo sbotta: “Mamma mia, ma come si può vivere così! Se escono le intercettazioni con me, mi rovini”. Il punto adesso è un altro: il nome Prestigiacomo ricorda soprattutto una delle ministre in lizza come miss governo, ma a Siracusa tutti lo collegano a una delle dinastie industriali più note dell’isola. La Coemi (che controlla tra l’altro la Nuovenergie), ha ricordato il Corriere della Sera, è anche impegnata nel business del fotovoltaico che dipende da scelte politiche del ministero dell’Ambiente. Un’altra questione di opportunità. Non basta: della galassia Fincoe fa parte la Ved (Vetroresina Engineering Development) di cui è amministratore Maria Prestigiacomo (il ministro non ha cariche, né quote sociali). Una società in passato finita due volte nel mirino della magistratura di Siracusa anche per questioni ambientali (nel 2008 i manager di allora non furono processati anche per intervenuta prescrizione). Nessun reato, fino a prova contraria. Ma le domande restano: Prestigiacomo è il ministro giusto per occuparsi di Ambiente? È lei la persona che può decidere delle trivellazioni in Sicilia? Dal ministero dell’Ambiente respingono i dubbi: “Da quando è arrivata Stefania Prestigiacomo la legge in materia di trivellazioni è diventata più severa. Abbiamo messo il limite di 5 miglia dalla costa e di 12 miglia da qualsiasi zona protetta. Nessun altro Stato fa altrettanto”.

 

Ferruccio Sansa (inviato a Trapani)-

Fonte: Il Fatto Quotidiano

fonte

Blog diksa53a: PRESTIGIACOMO VEDE NERO In Sicilia le trivelle