guido arci camalli: forconi imperia VERGOGNA 11 DICEMBRE 2013 / SI SPOSTANO A VENTIMIGLIA? BHO

 

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Imperia, l’ora delle minacce negozi costretti a chiudere

Imperia, l’ora delle minacce
negozi costretti a chiudere

La protesta dei forconi alza il tiro. La Cna: “Intimidazioni anche a Savona, non ci stiamo”. Oggi atteso a Genova il leader Danilo Calvani

di STEFANO ORIGONE e DAISY PARODI

Imperia, l'ora delle minacce negozi costretti a chiudere
Imperia, ieri tensione ai blocchi stradali 

MINACCE ai commercianti. La protesta dei forconi alza il tiro, si fa più prepotente. “Ci sono giunte notizie  –  denuncia Marco Merli, presidente Cna Liguria  –  in particolare da Imperia e Savona, di intimidazioni per chi non chiude l’attività o non abbassa le saracinesche del negozio, mentre a Genova in via San Vincenzo lunedì alcuni hanno subìto insulti “. A Imperia un negozio di calze e biancheria intima è stato assaltato da un gruppo di ragazzi, mentre nel mercato coperto di Porto Maurizio i manifestanti hanno imposto ad alcuni banchi di chiudere. “Molti commercianti di Imperia erano terrorizzati e hanno abbassato le saracinesche temendo danni”. In serata le associazioni di categoria, hanno avuto un incontro con la prefettura “per chiedere più protezione”. Circola voce che oggi nel mirino finiranno banche e supermercati. La situazione è fuori controllo. “A bloccare le città, è gente che viene da fuori, che pare non abbia a che fare con disoccupati e lavoratori”, aggiunge Merli. Gente che si muove con azioni militari, riuscendo a bloccare tutto. I cortei, i presidii e i blocchi, infiammano la Liguria. I fronti caldi dunque rimangono Imperia (la stazione è stata occupata due volte e liberata dagli agenti), Albenga (ieri è stato bloccato il ponte) e Savona, dove vengono occupate strade, le stazioni, l’uscita del casello dell’A10. Un manifestante è stato fermato dalla polizia perché ha tentato di aggredire un dipendente del Comune, un altro è stato investito da un’automobilista che ha forzato un blocco.

Dopo aver paralizzato la città, a Genova i manifestanti non hanno messo in atto cortei, ma solo un presidio in piazza De Ferrari, dove oggi alle 15 parlerà il leader dei forconi Danilo Calvani. “È una protesta populista e demagogica, ma questo non nega comunque il diritto a protestare”, è stato il commento del sindaco Marco Doria. “Le forme di protesta  –  aggiunge  –  non possono essere fuori dal rispetto della legge e tali da arrecare danno ai cittadini, e questo è quanto si è verificato. C’è stato un mix di demagogia, populismo e danni alla cittadinanza e non è più tollerabile andare avanti così”. Deve averlo pensato anche la Prefettura, che dopo aver lasciato Genova per un giorno in mano ai manifestanti, ieri mattina ha organizzato un summit del comitato per l’ordine pubblico. La prima misura è stata quella di garantire i trasporti e incrementare il numero delle forze dell’ordine. “È stato deciso di creare dei meccanismi di filtraggio per l’accesso a Brignole e Principe, che entreranno in funzione nel caso che un corteo si avvicini alle stazioni  –  ha spiegato il prefetto Giovanni Balsamo  –  . L’obiettivo è mantenere attivi i collegamenti da e per la Liguria, garantendo il diritto a manifestare che però non deve interferire con il servizio pubblico e non deve creare disagi come lunedì”. È il paradosso, ma proprio per esigenze di ordine pubblico, mentre ragazzi, studenti, disoccupati, operai (ma si erano infiltrati anche ultras, gente di estrema destra e sinistra) erano padroni della città bloccando strade e incroci, polizia e carabinieri erano spariti. Anche lunedì sera, quando un gruppo di vigili ha sfiorato l’aggressione a De Ferrari, la Questura alla centrale operativa del Matitone che chiedeva rinforzi, ha risposto “è meglio non intervenire”.

“La Questura ha sottovalutato un servizio di ordine pubblico così delicato e ampiamente annunciato  –  è la denuncia di Roberto Traverso, segretario provinciale del sindacato di polizia Silp-Cgil  –  , ma è preoccupante

un altro aspetto: il dispositivo per la manifestazione era garantito da non più di 50 operatori tra agenti e carabinieri, pur sapendo che tra i manifestanti c’erano personaggi che non c’entravano nulla, “volti noti”, che si mischiano alla gente solo per creare scompiglio “. Pare di capire che identificarli per la Digos sia questione di ore grazie alle immagini delle telecamere: trapela che le denunce saranno più di un centinaio.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

REPUBBLICA NAZIONALE

IERI   QUESTO è SUCCESSO……. VERGOGNA  VERGOGNA

 

ma le proteste continuano a VENTIMIGLIA?

 

IMPERIA SEMBRA FORSE CHISSà  TUTTO SIA FINITO…..

QUESTI ASSURDI TRE GIORNI DI GUERRA ITALIANI CONTRO ITALIANI…..  NON SEMBRA MAI FINIRE…

 

io capisco il disagio di noi… italiano… molto meno… i blocchi stradali…

di questi 2 giorni…. le sfide live che ho visto oggi dal comune imperiese…

ove gente sfidava il sindaco… imperiese… 

 

per poi essere accerchiati… nel bar difronte….

non ho visto poi il pomeriggio….

perchè cavavo la terra..

ma questa ASSURDA LOTTA TRA NOI ITALIANI spero cessi

ma chi a sbagliato paghi…. mi dispiace….

ma su questo non torno indietro dato a mia madre a porto maurizio han detto

 

” BUTTA I FIORI”  

non è tollerabile il non rispetto per chi lavora…

per me non lo è

e da blogger spero che questi imperiesi forconi

capiscano il danno che han fatto alla mia città

 

ed nessuno si può permettere di far finire sul nazionale imperia

come caso NAZIONALE

guido arci camalli: forconi imperia VERGOGNA 11 DICEMBRE 2013

 

 

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