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noi siamo …. voi siete… arci guernica foto metalliche… vele d’epoca 2010 Morti bianche: recuperati i corpi di tre operai morti a Capua by guido arci camalli

inizia per l’inverno dei complessi… yesss

arci guernica

METAL DEATH NIGHT

siamo un pò tutti vele d’epoca imperiesi

le vediamo spesso nei riflessi del tempo

ove il tempo poi corre…

arci guernica

METAL DEATH NIGHT

suoniamo un pò tutti nelle tenebrose notti

il metallo pesante…

imbarchiamo amore… per le vele….. d’epoca

imbarchiamo onore … per i giorni di magra..

notizie dal mondo

Morti bianche: recuperati i corpi di tre operai morti a Capua

Capua, 11 settembre. Aumenta il numero delle morti bianche. Tre operai sono deceduti stamattina intorno alle ore 9.30, mentre lavoravano all’interno di una cisterna della casa farmaceutica Dsm, ex Pirrel. Immediato l’ intervento dei vigili del fuoco, che hanno subito recuperato due dei tre corpi rimasti senza vita, mentre il corpo del terzo operaio è stato recuperato più tardi, perché era caduto sul fondo del silos.

Le tre vittime dell’ennesima tragedia consumatasi sul posto di lavoro erano campane: due di loro erano originari del casertano e uno del napoletano. I tre lavoravano per una ditta di Afragola e il loro compito era quello di occuparsi della bonifica e della manutenzione del silos dell’azienda farmaceutica, sulla strada statale Appia, che da San Tammaro porta a Capua, direzione Aversa.

“La cisterna è alta sette-otto metri”, hanno precisato i vigili del fuoco della sala operativa di Caserta.
I carabinieri, intervenuti per fare luce sulla dinamica dell’incidente che è costato la vita ai tre operai, hanno spiegato che “l’ipotesi è che gli operai si siano sentiti male a causa delle esalazioni sprigionate dal silos, uno di loro è stato recuperato sul fondo del silos dove era caduto, gli altri due sono stati ritrovati accasciati, ormai privi di vita, a differenti livelli del silos”.

A dare l’allarme, stamattina, i diciotto colleghi dei tre operai deceduti, che si sono resi conto, poco dopo l’inizio dei lavori di bonifica, della loro assenza. Nonostante siano stati immediatamente chiamati 118 e carabinieri, per i tre operai non c’è stato niente da fare.

Partecipe del dolore che ha colpito i familiari e gli amici delle vittime, ora presenti sul luogo dell’incidente, il Governo. In una nota diffusa dal ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, si leggono queste parole: “Colpisce in particolare il fatto che ancora una volta siano vittime di infortuni gravi o mortali nel lavoro coloro che operano in appalto specificamente nei servizi di manutenzione. Il nuovo Testo unico in materia di sicurezza nel lavoro ha introdotto una disciplina ancor più impegnativa con riferimento al rapporto tra appaltante e appaltatore introducendo il Documento unico dei rischi interferenziali affinchè ci sia una compiuta conoscenza di tutti gli elementi utili a svolgere il lavoro in condizioni di sicurezza. Se nel caso specifico sarà doverosa la più accurata indagine circa le eventuali responsabilità. Più in generale vogliamo operare per una specifica prevenzione relativa a questo tipo di infortuni convocando una riunione dedicata con le Regioni e le parti sociali per la effettiva applicazione della norma richiamata del Testo unico e una più accurata attività ispettiva in materia”.

Angela Liuzzi

fonte

Morti bianche: recuperati i corpi di tre operai morti a Capua

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vele epoca 2010 e arci guernica METAL DEATH NIGHT …. che mal di testa… by guido arci camalli no alla L’Europa ha votato tutti d’accordo sull’oscena proposta riguardante la vivisezione

arci guernica

METAL DEATH NIGHT

ove tutte è suono  è concesso è permesso

ma pure da un casco esce la magia delle velr

d’epoca 2010

yeahhh

quella magia…. navale 2010 che rende…

magico per 4 giorni imperia porto maurizio

che da lustro alla nostra città

arci guernica

METAL DEATH NIGHT

ove un suono rimbomba potente per il locale

arci guernica

METAL DEATH NIGHT

ove il metallo scorre a fiumi.. POTENTE E

DOMINANTE

MA pure una bicicletta  và vela d’epoca 2010

ma qui si dimenticano le barche vere

PROTAGONISTE DELLA KERMESSE 2010

NON C’è I FUOCHI..

MA LE VELE è ANCHE BELLE RAGAZZE

HIHIARCI GUERNICA

METAL  DEATH NIGHT

ove i giovani tirano fuori il loro meglio

ma da un casco escono le migliori vele epoca

2010

vele epoca 2010 vi apettano col porto nuovo

per fermare quanto hanno deciso:

L’Europa ha votato tutti d’accordo sull’oscena proposta riguardante la vivisezione.SI’i alla sperimentazione sui randagi cani e gatti.SI’ alla sperimentazione senza anestesia.SI’ alle prove fisiche di sforzo fino alla morte (es. nuoto)SI’ al riutilizzo degli stessi animali già torturati per un esperimento per torturarli ancora.

Cliccate e firmate qua la lettera ed il manifesto!!!

http://www.lacoscienzadeglianimali.it/

Los parlamentare europeos han decidido que se puede hacer esperimentos con canes y gatos de la calle x favor firmen la peticion para impedir este horror, basta entrar en la pagina y clikare Sottoscrive il manifesto, llenan sus datos se necesita 1 minuto gracias x su ayuda

www.lacoscienzadeglianimali.it

La Michy Paturnia ho inviato la lettera via mail agli eurodeputati. ecco la risposta di Alfano Sonia:

Salve
Michela,
…so che la tua e-mail é
stata mandata a tutti gli eurodeputati e ne sono ben contenta perché condivido
pienamente lo sdegno per quanto accaduto. Mi sono battuta con tutta me stessa
per bloccare questa indegna direttiva
in quanto mercoledì scorso,
prima del voto, ho chiesto il rinvio in commissione del testo
per apportare le necessarie modifiche.

Ecco i link dei video che spiegano quanto è accaduto in
questi giorni al Parlamento Europeo e quello che
ho fatto per dare voce alla nostra posizione in difesa del benessere degli
animali:

1)La mia adesione alla petizione LEAL

http://www.soniaalfano.it/blog/2010/09/07/no-alla-vivisezione-e-ad-inutili-esperimenti-sugli-animali-una-battaglia-di-civilta-in-europa/

2) Il mio comunicato stampa di analisi e condanna del voto
in Parlamento
http://www.soniaalfano.it/comunicati/2010/09/08/alfano-idv-via-libera-a-direttiva-su-protezione-animali-non-rispetta-spirito-del-trattato-di-lisbona/

3) Il mio intervento in Parlamento con i nomi di tutti i
deputati che hanno votato contro gli emendamenti migliorativi
http://www.soniaalfano.it/blog/2010/09/08/approvata-la-direttiva-sugli-esperimenti-sugli-animali-oggi-abbiamo-perso-ma-c%e2%80%99e-ancora-una-speranza-%e2%80%9cpopolare%e2%80%9d/

Ho una buopna notizia: questa
battaglia non é ancora finita. C’è infatti la possibilità di
un’iniziativa popolare europea con la raccolta di un milione di firme di
cittadini europei per invitare la Commissione a intervenire sul testo nella
direzione da tutti noi auspicata.
Dovremo aspettare il regolamento che a breve il Parlamento
Europeo dovrebbe approvare per poter cominciare la raccolta firme. Non potranno
ignorare la volontà esplicita dei cittadini, ci
faremo sentire!
Ti invito a contattarmi per qualsiasi cosa e ad aggiornarci
continuamente su tutti gli sviluppi. Utilizzerò il mio blog www.soniaalfano.it per comunicare quando
potremo lanciare tutti insieme la raccolta firme e ti inverò una e-mail
personale.
Se vuoi seguire il mio
lavoro al Parlamento Europeo ti invito a iscriverti alla newsletter (http://www.soniaalfano.it/newsletter/)
e alla mia pagina su facebook (http://www.facebook.com/pages/Sonia-Alfano/40869527363?ref=search)
Grazie di tutto
e a presto
Sonia
Mostra tutto
No alla vivisezione e ad inutili esperimenti sugli animali: una battaglia di civiltà in Europa | Son
www.soniaalfano.it
L’articolo 13 del Trattato sull’Unione Europea sancisce l’obbligo per tutti gli Stati membri di tenere pienamente conto del benessere degli animali in

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arci camalli progamma da sogno da renato curcio….. fino a i mitici lou dal fin… tutto al arci camalli by guido arci camalli

Nello Stato italiano, oltre alle minoranze linguistiche più conosciute, esiste, in 14 Vallate suddivise amministrativamente tra le province di TORINO e CUNEO la comunità di lingua occitana; un gruppo di circa 180.000 persone che, nei propri confronti, ha visto disattendere per lunghi anni l’articolo 6 della Costituzione Italiana contenente norme specifiche per la tutela delle aree con peculiarità linguistiche ed etniche.

Val Doira (Alta Dora, la parte compresa tra il centro abitato di Chiomonte e il confine italo – francese), Val Cluson (Chisone) , Val San Martin (Germanasca) e Val Pelis (Pellice) in provincia di Torino, Val Pò, Val Varacha (Varaita), Val Maira (Maira), Val Grana (Grana), Val d’Estura (Stura di Demonte), Val Ges (Gesso), Val Vermenanha (Vermenagna), Val Pèsi (Pesio), Val Eller (Ellero) e Val Corsalha (Corsaglia) in provincia di Cuneo sono l’estrema propaggine orientale della “Occitania Granda”: un territorio che, di là delle Alpi si estende per 191.889,5 Kmq. in 32 départements dello stato francese e nella Val d’Aran – una piccola enclave di 450 Kmq. sui Pirenei, unico luogo in cui la lingua occitana (l’ Aranes della famiglia dialettale guascone) gode di tutela ufficiale presso le amministrazioni locali e i media nazionali, al pari del catalano e del castigliano (il cosidetto spagnolo “ufficiale”).

Le Vallate Occitane piemontesi sono una piccola regione di circa 4300 Kmq., che a partire dagli anni Settanta è stata teatro di un notevole fermento culturale: produzione letteraria e poetica, periodici in lingua d’Oc, attività politica occitanista più e meno fortunata e, soprattutto nell’ultimo decennio, un crescente interesse verso quelle che sono considerate le più spontanee e connotative forme di espressione di un popolo: la musica, il canto e la danza.

Questo, è uno degli aspetti culturali più interessanti e significativi, delle Vallate di oggi: grazie all’attività d’insegnamento di alcuni musicisti, fra cui spicca la figura dell’eclettico polistrumentista Sergio Berardo, sono innumerevoli i corsi e seminari di musica occitana, in cui decine di appassionati (tra i quali molti giovani) riprendono in mano gli strumenti della tradizione e formano gruppi di ballo, corali, gruppi strumentali delle più svariate tendenze e ispirazioni. Questo fenomeno, che ha pochi eguali in Italia, ha sempre trovato un concreto punto di riferimento nell’entourage artistico de Lou Dalfin, definito da più parti non solo una “potente macchina da concerti…”, alfiere delle nuova tradizione musicale occitana ma anche un laboratorio didattico e culturale di alto profilo.

Scarica la scheda

Appunti di storia occitana…

fonte

Lou Dalfin – Occitania

Appuntamenti d’eccezione all’Arci camalli

Lunedi’ 13 settembre alle ore 21.30 il regista Franco Fracassi presentera’ il suo film documentario !Le dame e il Cavaliere”

(AGI) – Roma, 15 giu. – La grande distribuzione rifiuta di portare nelle sale il film “Le dame e il Cavaliere” e gli autori inventano un nuovo modo di arrivare sugli schermi: il passaparola. E’ cosi’, infatti, che il documentario finanziato dalla casa di produzione ‘Telemaco’ e realizzato da un gruppo di cineasti e giornaliste/i indipendenti che racconta e mostra l’intreccio di vicende private e politiche del presidente del Consiglio viene diffuso: attraverso serate a tema nei circoli politici come quelli del Popolo Viola. Nessuno infatti ha voluto distribuire il film nelle sale italiane e perfino alcuni autori hanno chiesto di non essere citati rinunciando perfino ai diritti della Siae. Il tutto – secondo gli autori – per non incappare nelle ire del premier.

link del film alla pagina facebook:
http://www.facebook.com/pages/Le-dame-e-il-Cavaliere/118984254798914

Rassegna stampa sul web:
TIMES ON LINE
http://www.timesonline.co.uk/tol/news/world/europe/article7149037.ece
EL PAIS 15 GIUGNO 2010
http://www.elpais.com/articulo/cultura/Internet/acoge/documental/italiano/nadie/quiere/exhibir/elpepucul/20100615elpepucul_7/Tes
IL MANIFESTO
http://www.ilmanifesto.it/il-manifesto/in-edicola/numero/20100609/pagina/04/pezzo/280024/
L’UNITA’
http://www.unita.it/news/italia/99876/le_dame_e_il_cavaliere_video_inchiesta_su_veline_ed_escort

Mercoledi’ 15 settembre serata a cura di Picci, Manuela e Adriana.

Giovedi’ 16 settembre Mattia saluta i suoi amici prima di partire.

Venerdi’ 17 settembre alle ore 19.30 ospiteremo Renato Curcio che presentera’ il suo ultimo libro “Respinti sulla strada”. Sata l’occasione per continuare a parlare di migranti. Seguira’ alle 21.30 cena con prenotazione obbligatoria al 3289663179

“Respinti sulla strada” propone i risultati di una ricerca svolta con ragazzi, molti dei quali minorenni, arrivati da soli in Italia, con ogni mezzo, da diverse parti del mondo.

Domenica 19 settembre in occasione del concerto dei Lou Dalfin in Calata Cuneo, il circolo restera’ aperto.

le dame è il cavaliere… eccovi una breve

recensione

…Un film d’inchiesta che nessuno ha voluto distribuire per non rischiare. Che viene diffuso e conosciuto grazie al passaparola. E che diventerà illegale se venisse approvata la legge-bavaglio.

L’unica fiction vietata in tv. Tutto quello che vorrebbero farci dimenticare.

Ogni sera lo stesso rituale che il padrone di casa impone a se stesso e a quaranta ospiti, tutte ragazze speranzose di avere un ruolo nella prossima fiction tv o un posto in parlamento. Per le più fortunate la possibilità di andare a letto con Silvio Berlusconi.
E così, sera dopo sera, il presidente del consiglio sta trasformando questo Paese e le sue istituzioni. Dietro, un preciso progetto politico: rendere innocuo il parlamento e piegare la democrazia alla volontà del capo. Questa inchiesta esclusiva si addentra nei segreti del sistema, e racconta di come l’Italia stia diventando una mignottocrazia.

alle ore 21.30 non mancate…

mercoledi  2010 circolo aperto con le meraviglie dei giovani CAMALLI….. si scherza e si ride tutti assieme
coraggiosi… non mancate…

giovedi 16  settembre 2010 festone per mattia manuello parte uffi uffi non mancate daje bestia quello in mezzo un grande volatario camallo yeaaa

che presenta renato curcio

presentazione del libro di renato curcio

RESPINTI SULLA STRADA. La migrazione ipermoderna di minorenni e ragazzi stranieri

Questo libro propone i risultati di una ricerca
socianalitica svolta con i ragazzi arrivati in Italia da diverse parti del
mondo. Diafani e trasparenti, questi ragazzi che si aggirano per le vie di Roma
e di Milano, senza che ciò catturi la nostra attenzione e il nostro
immaginario, sono un analizzatore eccellente di alcune trasformazioni e derive
in corso nella società italiana. Ma sono anche, con la loro accesa
disponibilità a narrare, ottimi analisti. Demistificatori, anzitutto. Le loro
parole strappano immediatamente il velo ai nostri pigri fantasmi. E ci portano
nella loro cruda quotidianità, a cercare lavoro, qualcosa da mangiare, un posto
in cui dormire. Raccontano i sogni e le speranze dei loro viaggi, l’impatto con
le nostre coste e con le istituzioni che, secondo il diritto internazionale,
dovrebbero accoglierli, in quanto minorenni, in strutture adeguate. Raccontano
le difficoltà, le risorse, le delusioni, ma anche la loro determinazione a
farsi valere, a fare parte del rimescolamento planetario che stiamo vivendo.
Sono ragazzi che non vogliono la carità e, anzi, ci pongono due domande
essenziali: di chi è la Terra? E dove abitano, in questo Paese, l’autonomia
personale e la libertà sociale di cui tanto si sente parlare?

ed infine appuntamento clou di settembre

DOMENICA 19 settembre

I LOU DAL FIN IN CONCERTO

un pò di musica ocitana yeahhh

AL APERTO

SULLA BANCHINA DI ONEGLIA

non mancate

un pò di notizie di bergamo va

LICEO MUSICALE A BERGAMO SENZA DOCENTI SPECIALIZZATI: PIANOFORTE , STORIA DELLA MUSICA E MUSICA D’INSIEME NELLE MANI DI DOCENTI DI SOSTEGNO AL DEBUTTO CON LA MUSICA NELLE SCUOLE.

A seguito di tante battaglie parlamentari ed aspettative da parte della cittadinanza bergamasca e degli organi istituzionali scolastici, non ultimo dell’impegno degli organi di informazione, Bergamo ha finalmente meritato uno dei 34 licei musicali d’Italia.
Tanti sforzi e aspettative di genitori, docenti, presidi e dello stesso provveditore Dott. Roffia, per poi ritrovarsi oggi docenti debuttanti e mai investiti nella musica e nell’insegnamento musicale, “garanti”, forse solo su carta, di un livello di eccellenza tanto atteso, in primis dal Dott. Roffia.
I docenti reclutati per l’insegnamento delle discipline musicali nel liceo musicale statale di Bergamo non risultano possedere un requisito fondamentale richiesto dal decreto ministeriale: aver già insegnato la stessa disciplina per almeno 180 giorni presso un liceo musicale in fase di sperimentazione. Requisito richiesto per l’insegnamento di pianoforte, musica d’insieme, chitarra , flauto, violino, percussioni e clarinetto.
Molti di loro, da anni docenti di sostegno presso lo stesso istituto, guarda caso, hanno esclusivamente prestato servizio su cattedre complete per l’insegnamento ai diversamente abili. Negli scorsi anni hanno solo aderito a PROGETTI MUSICALI consistenti in brevissimi concertini tenuti dagli stessi per sollecitare l’istituto alla musica e alle iscrizioni. Attività ben diversa da quanto richiesto dal decreto ministeriale ( 180 giorni di servizio sulla materia del liceo )  .Uno dei soli 34  licei musicali che si distinguono per eccellenza, professionalità, esperienza e conoscenza  e che necessariamente devono puntare sull’utilizzo di docenze qualificate nel rispetto dei requisiti richiesti dal decreto ministeriale.
fonte
LICEO MUSICALE A BERGAMO: DOCENTI AL DEBUTTO PRIVI DI REQUISITI
chi è renato curcio?

Renato Curcio nasce il 23 Settembre 1941 a Monterotondo (Roma), figlio di una giovane pugliese emigrata a Roma, Jolanda Curcio, e di Renato Zampa, ufficiale dell’Esercito, che abbandona la donna mentre lei è ancora incinta.

Poco dopo la nascita, Curcio è affidato dalla madre ad una famiglia di Torre Pellice, paesino montano del piemontese ove vivono i suoi fratelli. Qui, Renato trascorre un’infanzia tranquilla, frequentando le scuole elementari del paese.

Ma, terminate le elementari, la madre decide di riportarlo a Roma, per farlo studiare nel collegio di preti Don Bosco, presso il quartiere di Centocelle, dal quale Renato fugge varie volte, nauseato dalla gelida atmosfera di quella scuola. Bocciato, si trasferisce nuovamente, questa volta con destinazione Imperia, affidato ad una nuova famiglia. Ma il trauma per l’ennesimo spostamento si fa sentire, e Renato viene nuovamente bocciato; iscritto ad una scuola di avviamento, il timore di finire in una casa di correzione lo porta ad applicarsi maggiormente nello studio, cosicché a 15 anni consegue finalmente la licenza.

A questo punto, Curcio decide di cominciare a lavorare, ed il padre gli trova un posto come ascensorista all’Hotel Cavalieri di Milano: questa soddisfacente esperienza, a cui Renato affianca lo studio delle lingue presso la Berlitz School, dura circa un anno, fino a quando non decide di seguire la madre a San Remo, ove Jolanda ha appena rilevato una pensioncina. Su insistenza della madre, Renato riprende gli studi e s’iscrive, quasi casualmente, ad un Istituto per periti chimici, dal quale esce cinque anni dopo con un diploma e una media-voto molto alta.

Siamo nell’Autunno del 1961, ed una volta ottenuto il diploma a Renato viene offerto un posto alla Pirelli-Bicocca di Milano; tuttavia, causando con ciò una notevole delusione nella madre, Renato rifiuta il posto: sente un insopprimibile bisogno di staccarsi dal suo passato, e di affrontare un’esperienza nuova, diversa.

Pertanto, Curcio parte per Genova, dove passa un anno estremamente difficile, arrangiandosi tra lavoretti saltuari e piccoli espedienti, e sfiorando l’alcolismo. Nel Giugno ’62 decide di tentare un’esperienza ancora diversa: l’università. Così giunge a Trento, dove è stato istituito un corso in Sociologia, per decisione dei dirigenti democristiani locali, con l’appoggio dell’influente leader di partito Flaminio Piccoli; grazie all’ottimo diploma di cui è in possesso, Curcio ottiene una borsa di studio, e trova lavoro presso un albergo, il “Panorama”. A Trento, il primo Anno Accademico di Renato comincia nell’Autunno ’63, e nell’ateneo di sociologia il futuro leader BR ha la possibilità di conoscere studenti politicizzati come Mauro Rostagno o Marco Boato, con i quali stringe una forte amicizia. Con lo stesso Rostagno, Curcio fonda una Comune in riva all’Adige, nella quale organizza una serie di corsi alternativi a quelli ufficiali promossi dall’Università; la Comune è frequentata anche da Margherita Cagol, della quale Renato subito s’innamora.

Sono anche gli anni del Movimento Studentesco; per gli studenti dell’ISSS di Trento, la prima mobilitazione è d’ispirazione corporativa: l’occupazione del Febbraio 1966 è infatti il frutto della radicale protesta contro il progetto di trasformazione del corso di laurea in Sociologia in facoltà di Scienze Politiche. Nel Marzo 1967 si svolge un’imponente manifestazione di solidarietà con il Vietnam, già soffia il vento del Sessantotto. Ecco alcuni significativi passaggi del documento che Rostagno e Curcio redigono per lanciare l’idea della “Università negativa”: “L’università è uno strumento di classe. Essa, a livello ideologico, ha la funzione di produrre e di trasmettere un’ideologia particolare – quella della classe dominante – che presenta invece come conoscenza obiettiva e scientifica, e delle attitudini-comportamenti particolari – quelli della classe dominante – che presenta invece come necessari e universali. Alle volte, però, gli strumenti tecnici non sono sufficienti a mantenere lo status-quo. È il caso in cui frange non integrate turbano la quiete manipolata dell’universo politico…”.  Ancora: “…noi formuliamo come ipotesi generale che vi sia ancora la possibilità concreta di un rovesciamento radicale del sistema a capitalismo maturo attraverso nuove forme di lotta di classe interna ed esterna…e lanciamo l’idea di un’Università negativa che riaffermi nelle università ufficiali, ma in forma antagonistica ad esse la necessità di un pensiero teorico, critico e dialettico, che denunci ciò che gli imbonitori mercenari chiamano ‘ragione’ e ponga quindi le premesse di un lavoro politico creativo, antagonista e alternativo…ad un uso capitalistico della scienza bisogna opporre un uso socialista delle tecniche e dei metodi più avanzati…”. Ma è notevole anche l’attenzione verso il mondo sindacale, infatti “…il nostro interesse per il mondo studentesco non implica evidentemente una sopravvalutazione dello stesso. Il corpo studentesco non può, a nostro avviso, in alcun modo essere considerato alla stregua di una ‘classe’, i cui interessi siano oggettivamente e potenzialmente antagonistici all’attuale formazione economico sociale…”, occorre “…’sottrarre’ al flusso tecnocratico potenziale forze antagoniste (antiprofessionisti) per affiancarlo non episodicamente alle altre forze antagoniste nella nostra società…”; la contestazione ha un’evidente connotazione antimperialista, lo si può dedurre dal passo in cui si afferma che “…solo il rovesciamento dello Stato permetterà una reale ristrutturazione del sistema d’insegnamento…lo studente deve…agire, in una prospettiva di lungo periodo, per la formazione di un movimento ‘rivoluzionario’ delle classi subalterne…”. Il 1968 comincia con l’occupazione di 67 giorni, e con l’Università presidiata dall’esercito; tuttavia, nei loro documenti, Curcio e Rostagno evidenziano come il salto di qualità in senso rivoluzionario non sia ancora possibile: “…questo non è un momento rivoluzionario, ma prerivoluzionario, e quindi non è un momento in cui si pone immediatamente il problema della presa del potere, ma l’organizzazione di un lavoro politico…non è l’esempio cubano, ma l’esempio cinese, quello che abbiamo di fronte, cioè non è possibile l’organizzazione dell’isola felice con due anni di lotta, ma è possibile attraverso 40 anni di resistenza…”, ma certamente è posta in primo piano, ancor più che in precedenza, l’esigenza di far convergere lotte studentesche e operaie, giacché si pone la “…necessità di un salto politico dal ‘collegamento’ alla ‘convergenza’ di esso, sia a livello tattico che strategico…”.

Il gruppo di Curcio, dal 1967, collabora anche alla rivista “Lavoro politico”, nata sotto l’influenza cattolica, ma che presto diviene un punto di riferimento per la sinistra più radicale, d’ispirazione marxista-leninista-maoista. Usciranno nove numeri, quindi la redazione entra in blocco nel Partito Comunista d’Italia.

Ma al termine del primo ciclo di lotte, l’ideologia divide Curcio dagli altri (chi aderisce al PCI, chi alla sinistra cattolica, ecc.); tuttavia, un anno dopo ci si ritrova tutti nuovamente nella Comune: e comincia il secondo ciclo di lotte, quello della cosiddetta “Università critica”; i contro-corsi precedentemente tenuti da Curcio ed altri presso la Comune, sulla spinta di Alberoni divengono dei veri e propri corsi di laurea. In questo periodo, alcuni avvenimenti fanno però maturare in Renato e Mara l’idea di un “salto di qualità”: i tragici fatti di Battipaglia, le occupazioni alla FIAT; ma soprattutto l’incontro con Raffaele De Mori, leader dei CUB Pirelli, è decisivo per la svolta brigatista di Curcio, che comprende come i tempi per lo scontro di classe siano ormai maturi, e decide di partire per Milano, l’area delle grandi fabbriche, non prima, però, di aver sposato Margherita, all’alba del 1 Agosto 1969. Dopo un brevissimo viaggio di nozze in Val Pellice, il 15 Agosto la coppia dei futuri fondatori delle Brigate Rosse è già a Milano, pronta per cominciare il “lavoro politico” alla Pirelli.

Una volta giunti nel capoluogo lombardo, Curcio e la Cagol allacciano contatti con diversi operai e tecnici delle fabbriche lombarde, tra cui Mario Moretti, Pierluigi Zuffada e Carletta Brioschi, tutti confluiti nelle Brigate Rosse; da Reggio Emilia, si trasferisce a Milano un gruppetto di dissidenti della Federazione Giovanile Comunista, che hanno fondato all’inizio dell’anno il “Collettivo politico operai-studenti”: tra costoro si distinguono Alberto Franceschini, Loris Paroli, Roberto Ognibene, Prospero Gallinari. Ma è dall’incontro di Curcio con Corrado Simioni, leader di un collettivo operai-studenti, che scaturisce la proposta di raccogliere le forze e di costituire un luogo unico, un collettivo in cui convergano tutte le diverse esperienze di quei giovani rivoluzionari: è così che nasce, l’8 Settembre 1969, il Collettivo Politico Metropolitano, che si riunisce nel vecchio teatro in disuso di Via Curtatone. Nei primi tempi, l’atmosfera tra i militanti del CPM è molto distesa, il Collettivo non è soltanto un laboratorio di analisi e di iniziativa politica, ma è soprattutto un grande calderone dell’estrema sinistra, in cui si tengono corsi di teatro, di grafica, di canto; le cose cambieranno, drasticamente, dal 12 Dicembre 1969, data tristemente nota per l’esplosione di un ordigno mortale (che provoca 17 vittime) nei pressi della Banca dell’Agricoltura, a Piazza Fontana. La repressione comincia a farsi sentire anche sulla pelle di Curcio e compagni, che sino a quel momento avevano svolto la propria attività politica senza preoccuparsi di prendere alcuna precauzione contro eventuali infiltrazioni di provocatori fascisti o di poliziotti: è giunto il momento della svolta, per andare avanti occorre attrezzarsi di conseguenza. Dai primi documenti del CPM (redatti principalmente dallo stesso Curcio e da Simioni) emergono alcuni elementi estremamente interessanti, in primo luogo una radicale critica rispetto alle organizzazioni partitiche e sindacali tradizionali: “…nell’attuale momento politico il movimento spontaneo delle masse…tende a porre il problema dei suoi bisogni reali fuori dagli schemi imposti dalle organizzazioni tradizionali del movimento operaio. La lotta di classe non è più contenibile nei confini del sindacalismo, del revisionismo…e si pone come lotta di classe per il potere…”. Il Collettivo si inserisce dunque nel solco dell’autonomia operaia, ma al contempo avanza una profonda critica al “gruppismo”, messo in crisi dalla ristrutturazione capitalistica, che vuole dirigere nel sociale le lotte spontanee di fabbrica; i gruppi devono dunque, per sopravvivere, superare la fase spontaneistica e settaria, per contrapporre alla politica delle organizzazioni tradizionali “…una seria prospettiva di classe…”. Evidentemente, se la prospettiva deve essere quella della presa del potere, la lotta di classe non può che manifestarsi come “lotta armata di popolo”, che si pone come necessità a fronte della violenza del sistema dominante; pertanto “…la violenza rivoluzionaria non è un fatto soggettivo, non è un’istanza morale: essa è imposta da una situazione che è ormai strutturalmente e sovrastrutturalmente violenta. Per questo la sua pratica organizzata è ormai un parametro di discriminazione…lo scontro violento è una necessità intrinseca necessaria, sistematica e continua dello scontro di classe.”.

Per sviluppare più organicamente i suddetti temi, alla fine dell’anno viene indetto a Chiavari – presso il pensionato Stella Maris – un convegno cui partecipano una sessantina di delegati del CPM: per la prima volta, l’ipotesi di passare alla lotta armata viene discussa compiutamente. Frutto del convegno è il noto “libretto giallo”, un documentone di 28 pagine dal titolo “Lotta sociale e organizzazione nella metropoli” dall’indubbio valore teorico, nel quale, sulla base dell’esperienza politica accumulata in anni di lotte, viene elaborata una minuziosa analisi rispetto alle prospettive future del movimento, un movimento che “…esprime, in forme ancora embrionali e parziali (spontanee, appunto), una contraddizione antagonistica con il sistema generale di sfruttamento economico, politico, culturale…”. Estremamente interessante la definizione offerta per la categoria “autonomia proletaria”: essa è “…il movimento di liberazione del proletariato dall’egemonia complessiva della borghesia, e coincide con il processo rivoluzionario. In questo senso…è…una categoria politica del marxismo rivoluzionario, alla luce della quale valutare la consistenza e la direzione di un movimento di massa. Autonomia da: istituzioni politiche borghesi…, istituzioni economiche…, istituzioni culturali…, istituzioni normative….Autonomia per: l’abbattimento del sistema globale di sfruttamento e la costruzione di un’organizzazione sociale alternativa.”. La lotta dell’autonomia proletaria deve diventare sociale, superando così le posizioni operaiste e studentiste tipiche dei gruppi extraparlamentari: “…la socializzazione delle lotte si presenta con tutta la sua pregnanza come attacco all’organizzazione del lavoro e alla condizione salariale nella fabbrica, nella scuola e nella società…”, per questo occorre “…estendere la lotta continua dai centri produttivi alla società, dalle manifestazioni dello sfruttamento diretto alle manifestazioni complessive dello sfruttamento…sviluppare l’autonomia proletaria oggi significa superare le lotte settoriali e gli organismi settoriali…la dimensione sociale della lotta richiede organismi di base a livello sociale, non si tratta quindi di fare un salto da organizzazione di base a organismo di vertice…, ma di costruire organismi politicamente omogenei per intervenire nella lotta sociale metropolitana.”. Il passaggio alla lotta sociale, attraverso il quale “…il movimento spontaneo può raggiungere ‘la maturità di un vero movimento rivoluzionario’…” si rende inevitabile, giacché “…il proletariato si trova di fronte ad un livello superiore di lotta: l’attacco alla condizione di sfruttamento generale nella società. L’avversario non è più, se mai lo è sembrato, il padrone singolo, ma il sistema dei padroni…”. Un ulteriore passaggio del documento, sottolineando il “tradimento” del PCI e della sinistra costituzionale, specifica il significato dell’obiettivo rivoluzionario del proletariato moderno: “…la dimensione reale dello scontro è oggi sociale e complessiva: il suo punto più alto è la lotta contro la repressione, che è lotta contro la violenza globale del sistema, e quindi già direttamente rivoluzionaria. Le organizzazioni revisioniste sono incapaci di scendere su questo terreno: l’appello resistenziale alla legalità costituzionale, la tattica difensiva, denunciano praticamente la ‘via italiana al socialismo’ per quello che è: una strategia riformistica di inserimento del proletariato nell’ambito dell’egemonia economico-politca borghese…il proletariato deve portare avanti in modo diretto la sua rivoluzione, e…non può più…innestare la propria azione su obiettivi essenzialmente borghesi…il nostro problema è attaccare su un obiettivo direttamente rivoluzionario: rovesciamento del sistema di potere borghese e trasformazione della stessa essenza del potere…”. Sono presenti nel documento elaborato a Chiavari da Curcio molti degli elementi di analisi che di lì a poco saranno fatti propri dalle Brigate Rosse; emerge dal passo successivo una chiara ispirazione maoista, nonché la volontà di riadeguare al tessuto metropolitano occidentale il modello di guerriglia urbana assunto dai Tupamaros uruguayani: la lotta armata non può che caratterizzarsi come tale: “…l’ipotesi dell’insurrezione generalizzata è oggi assolutamente illusoria. Ma questo non significa rinunciare al proprio compito di rivoluzionari…la borghesia ha già scelto l’illegalità. La lunga marcia rivoluzionaria nella metropoli è l’unica risposta adeguata…la città è oggi il cuore del sistema…ma è anche il punto più debole del sistema: dove le contraddizioni appaiono più acute, dove il caos organizzato che caratterizza la società tardocapitalista appare più evidente…è qui, nel suo cuore, che il sistema va colpito.”.

Concluso il breve convegno di Chiavari, il CPM avvia la sua trasformazione in un’organizzazione più centralizzata: nasce così il progetto di Sinistra Proletaria, un conglomerato che raccoglie militanti di diverse decine di collettivi, e che produce numerosi fogli di lotta dall’omonimo titolo (per i primi tempi accompagnati dalla dicitura “a cura del CPM”), distribuiti in alcune migliaia di copie nelle zone dell’hinterland milanese. Dal Luglio 1970, il foglio di lotta viene affiancato da uno strumento più organico: la rivista “Sinistra Proletaria”, della quale usciranno soltanto due numeri, il secondo dei quali vede la scomparsa della sigla CPM, sostituita dal significativo simbolo di una falce, un martello e un fucile incrociati. Ecco, tratta da un editoriale della rivista, una sintetica definizione di Sinistra Proletaria; essa è “… l’unità dei compagni nelle fabbriche, nei quartieri, nelle scuole, negli uffici: unità senza sigle né tessere, rifiutando ogni divisione che minacci la vera unità di classe, cioè l’unità sulla strategia rivoluzionaria. Da questa unità nasce la sinistra proletaria. E solo la sinistra proletaria può costruire nella lotta l’organizzazione rivoluzionaria.”. La lotta armata è ormai più che una prospettiva, è il presente; lo dimostrano altre affermazioni presenti nella rivista: “…il proletariato…incomincia a capire che la lotta di classe è come una guerra. Bisogna imparare a colpire all’improvviso concentrando le proprie forze per l’attacco, disperdendosi rapidamente quando il nemico si riprende…l’organizzazione della violenza è una necessità della lotta di classe.”. Siamo ormai in Settembre: Sinistra Proletaria continua ancora per qualche mese la sua attività alla luce del sole, impegnandosi in particolare nella lotta per la casa (parallelamente a Lotta Continua) e per i trasporti; esce ancora qualche foglio di lotta, ma i tempi sono maturi per il definitivo salto di qualità: la clandestinità è un’esigenza imprescindibile, è sbocciato “il fiore della lotta armata”, stanno nascendo le Brigate Rosse.

È stato il convegno di Pecorile (paesello nei pressi di Reggio Emilia), tenutosi nell’Agosto 1970, a sancire il passaggio alla lotta armata del gruppo di Sinistra Proletaria; è la linea di Curcio quella vincente: Simioni e il suo gruppo (Berio, Mulinaris) vengono isolati e tenuti fuori dalla discussione che sancisce il definitivo salto di qualità, perché accusati di volere conquistare una sterile egemonia all’interno dell’organizzazione. Concluso il convegno, come detto, l’esperienza di SP prosegue ancora per qualche tempo, parallelamente alle prime azioni delle BR; tant’è che l’apparizione sulla scena dello scontro di classe delle Brigate Rosse viene pubblicizzata proprio da un foglio di lotta della stessa Sinistra Proletaria; il volantino si intitola “L’autunno rosso è già cominciato”, è il 20 Ottobre 1970: L’autunno che abbiamo davanti si presenta come una scadenza decisiva nello scontro di potere. Contro le istituzioni che amministrano il nostro sfruttamento, contro le leggi e la giustizia dei padroni, la parte più decisa e cosciente del proletariato ha già cominciato a combattere per costruire una nuova legalità, un nuovo potere. Per costruire la sua organizzazione. Ne sono esempi…l’apparizione di organizzazioni operaie autonome (Brigate Rosse) che indicano i primi momenti di autorganizzazione proletaria per combattere i padroni e i loro servi sul loro terreno ‘alla pari’, con gli stessi mezzi che essi utilizzano contro la classe operaia: diretti, selettivi, coperti come alla Siemens.”.

Conclusa l’esperienza di Sinistra Proletaria, fa una breve apparizione (due numeri) la rivista “Nuova Resistenza”, cui collaborano alcuni compagni del gruppo di SP; ma ormai l’impegno del gruppo di Curcio è tutto profuso nell’organizzazione clandestina delle Brigate Rosse.

Roberto De Rossi

fonte

RENATO CURCIO – Brigate Rosse – Fatti, Documenti e Personaggi

che fà ora?

Renato Curcio (foto tratta da wikipedia.org)

presenta un libro hai camalli  hihi

ma le storie…..

ma le storie…..

son piene di fatti…. certi

son piene di idee … ingiuste…

ma le storie …. non devono essere censurate

mai…

le botte imperiesi.. fan assembleee.

le botte onegliesi… vagano di notte…

ed poi si censurano spesso e volentieri….

poi c’è la notte… dibattiti sulle botte..

dibattiti sulle idee….

idee di destra…. giù botte

idee di fascisti….. giù botte

non chiudiamo gli occhi e le orecchie…..

non chiudiamoci in casa……

non smettiamo mai di lottare… maiii….

mai smettere di parlare…

mai smettere di essere vivi… ogni giorno…

Dove l’ignoranza PARLA.. L’intelligenza sorride in silenzio!

solidarietà alla talpa e l’orologio sempre

una mia poesia
scritta al solis
gli occhi interessati di porto
gli occhi di un umore strano
spumante che festeggia
occhi che pensano a feste notturne
brutti occhi di cervelli antichi
arci camalli per tutti yeahhhhhhhhhhhhhh

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LA TALPA E OROLOGIO… NON DOVEVANO PICCHIARE… MA CANTARGLI SOLO ALBANO STI PICCCIOTTI… MIII… HIHI Sospesa la lapidazione di Sakineh / No alla pena di morte … by guido arci camalli

Bergamo Blog – agressione alla talpa e orologio una settimana dopo

m: ma cribbio son iniziate le vele d’epoca…

p:AVANTI O POPOLO… AVANTI O

TALPINI ….

M: PICCIOTTI… O NON PICCIOTTI….

MISSIONE COMPIUTA… AHH

T: EMBE NOI LOTTEREMO CON I FANATICI

DEL CALCETTO… DI DESTRA… PURE NOI

ABBIAMO UNA BARCA….

LA TALPA E OROLOGIO D’EPOCA …

UNA BARCA STUPENDA DA 0 A 100 IN

1 MINUTO E MEZZO HIHI

M: PICCIOTTI…. NON AVETE FINITO IL

LAVORO AHHH

MIII DOVEVATE CANTARGLI AL BANO

AL TALPINO PICCIATO CAPISSI

F: DON TAVOLINO I FASCISTI STOLTI FU

FURONO

AVESSERO CAPITO MALE…..

M: MIIII A SCHIFIO FINISSE…

opera di robertina

f: don tavolino la prossima volta canteranno

al bano…. sti fascisti…

m: al bano educa… 1 per educarne 100 BOIA

CHI LO MOLLA AL BANO

t: ma noi non canteremo mai… al bano

mai maii capito… al massimo i ricchi e poveri

poi ci son tutti eco solidali… hihi

www.Promiseland.it • Leggi argomento – MAFIOSISSIMA 2010 BY GUIDO

capissi ahhh picciotti non fallite…

domanda ci son le vele d’epoca 2010

perchè non manifestare la..

magari cantando al bano?

m: zitto picciotto

poesia mia d’amore

dinnanzi al tuo cuore

il mio amore fugge

diventa poca cosa

dinnanzi al mio amore

le rose scompaiono

appssiscono

dinnanzi a te

sono piccolo

piccolo amore mio

m: wee weee picciotto che combini hihi

potrebbero cantare questo hihi jaja

notizie dal mondo

Sospesa la lapidazione di Sakineh

La Stampa

Sospesa la lapidazione di Sakineh

Svolta in Iran dopo le pressioni internazionali. Poche ore prima il Parlamento europeo aveva approvato risoluzione sul caso Le autorità iraniane hanno sospeso la sentenza di lapidazione per Sakineh, la donna condannata per adulterio e per presunta complicità con l’omicidio del marito. Lo ha reso noto il ministero degli Esteri di Teheran: «Il verdetto riguardo la vicenda di tradimento extraconiugale è stata bloccata ed è stata sottoposta a revisione» ha detto il ministro Ramin Mehmanparast in un’intervista a una Tv locale.

In mattinata il Parlamento europeo aveva votato all’unanimità una risoluzione in cui si chiedeva all’Iran di riesaminare il caso della donna. Il Parlamento ha anche chiesto di «sospendere» l’esecuzione di Ebrahim Hamidi, un iraniano di 18 anni, accusato di sodomia e condannato a morte. La risoluzione, frutto di un compromesso tra tutti i gruppi politici, chiede alle autorità iraniane di «liberare senza indugio» tutte le persone imprigionate per aver manifestato liberamente e pacificamente. Il testo sottolinea che la libertà di pensiero, di coscienza, di religione sono «diritti fondamentali che devono essere garantiti in ogni circostanza». In occasione di questo voto, numerosi eurodeputati hanno indossato una maglietta bianca con impresso il volto di Sakineh e su scritto «Salvate Sakineh».

Reuters

Iran woman’s stoning suspended after global outcry

By Robin Pomeroy

TEHRAN – Iranian authorities have suspended the execution by stoning of a woman convicted of adultery, the foreign ministry said on Wednesday, after weeks of condemnation from around the world.

“The verdict regarding the extramarital affairs has stopped and it’s being reviewed,” Foreign Ministry spokesman Ramin Mehmanparast told Iran’s state-run English-language Press TV.

The statement came a day after European Commission President Jose Manuel Barroso called the stoning sentence against Sakineh Mohammadi Ashtiani “barbaric beyond words,” the latest in a string of criticisms by foreign powers.

She was convicted of adultery — a capital crime in the Islamic Republic — in 2006. She also has been charged with involvement in her husband’s murder.

In a live telephone interview, Mehmanparast said the murder charge was “being investigated for the final verdict to be issued.”

Adultery is the only crime which carries the penalty of death by stoning under the sharia law which Iran adopted after the 1979 Islamic revolution, a lawyer told Reuters.

The death penalty for murder in Iran is by hanging. The lawyer said Ashtiani might receive 15 years’ jail if convicted of being an accomplice to murder.

At no point in the interview, which was in the Farsi language but was dubbed over by a simultaneous translation into English, did Mehmanparast mention “stoning,” referring merely to Ashtiani’s “death sentence.”

“We think that this is a very normal case,” he said. “This dossier looks likes many other dossiers that exist in other countries.”

SOFT WAR

Human rights ca

mpaigners, intellectuals and politicians in Europe, including French President Nicolas Sarkozy and his singer wife Carla Bruni, have taken up Ashtiani’s cause.

Karim Lahidji, Paris-based president of the Iranian League for the Defense of Human Rights, told France 24 television: “We are very happy with the result of this campaign … even though, to this day, no decision has been made in a court.

“As long as she is not freed, we really don’t know if this case is definitely closed.”

Mehmanparast blamed the United States for stirring the furor to hurt Iran’s international image as it faces sanctions aimed at curbing its nuclear program.

“It looks like they are playing a political game,” he said.

“This lady’s case that is being followed … is in direct connection and relation with the soft war that is being waged against Iran and the aim is to create a rift in relations between Iran, Brazil and Turkey.”

Both Brazil and Turkey have worked diplomatically to try to solve the impasse over the nuclear program which Iran says is entirely peaceful but which the United States and European countries suspect is aimed at making a bomb.

President Mahmoud Ahmadinejad has said Iran may return to talks with global powers after the holy month of Ramadan which ends this week. Human rights campaigners had said they feared Ashtiani’s execution could be carried out after Ramadan.

Brazilian President Luiz Inacio Lula da Silva offered asylum to Ashtiani, prompting an embarrassing public rejection of his offer by Iran which said he was a “humane and sensitive character” but was not in possession of all the facts.

According to Amnesty International, Iran is second only to China in the number of people it executes. It put to death at least 346 people in 2008.
fonte

Sospesa la lapidazione di Sakineh / No alla pena di morte


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grotte locale ad imperia foto inedite “vivere.. piovere… soffrire…. amare” lapidazione per Sakineh. by guido arci camalli

vivere….. col pugno in fronte

col onore senza morte…

con ideee dirette..

violenze…. risse….

sangue politico…

sangue amoroso…disegno di robertina

ma spesso… le botte… son salutari

spesso son inutili… spesso non servono…

l’epoca delle vele… il silenzio imperiese..

suonano i canti nuovi ed emergenti… in sicilia

poi in liguria

piovere… ed soffrire… di indifferenza imperiese

se ti picchiano per idee diverse

ed scrivono per idee giuste… spesso

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HIHI

ed ancora

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HIHI

per rispondere a tutto

a tutto

ma poi alla sera c’è un dj

quello della pace..

piangere… senza botte

sorridere… ed evitare il problema

foto di robertina ops opera

ma i soliti noti… spesso operano

e di giorno colpiscono

poi suonano e spesso dimenticano il passato

una rivincità… sulla minnoranza silenziosa

amare… l’ostile giorno

amare… l’avversario… mai dispezzato

amare… una vela d’epoca imperiese..

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HIHI

un solo  amore… un solo una risposta

disse il mio amico

un solo amore

un solo uomo di pianto…

ma un solo difetto resta certo…

un uomo un solo pestaggio…

un uomo che non ha un difetto…

grande ivan graziani

mio fratello guarda il mondo… è pien0 di egoismi

mio fratello guarda il mondo… è pieno di

stupidi pugni…

pieno di stupida inciviltà

sakineh 250x169 LIran conferma la sospensione della lapidazione per Sakineh.sakineh

17:34 09 SET 2010

(AGI) Parigi, 9 set. – L’avvocato di Sakineh dubita che la lapidazione della 43enne iraniana sia stata sospesa. Il legale, Javid Houtan Kian, sostiene di non aver ricevuto alcuna comunicazione e ricorda che l’annuncio della sospensione della pena e’ stato del governo iraniano, quando invece e’ il potere giudiziario a decidere. Contattato telefonicamente nella citta’ di Tabriz, il legale -come riporta “La regle du Jeu”(le regole del gioco), il sito di Bernard-Henry Levy, invita alla cautela. “Finora non ho ricevuto alcun documento ufficiale scritto che indichi la sospensione della pena della mia cliente. Non sono stato informato di nulla. E comunque, il ministero iraniano degli Affari Esteri (che mercoledi’, attraverso il suo portavoce, ha dato l’annuncio della sospensione della pena; ndr) e quindi il governo iraniano, che rappresenta l’esecutivo, non ha il potere di sospendere la sentenza, che spetta invece al potere giudiziario. Solo due persone in Iran possono farlo: il capo della magistratura, Larijani. E il capo del settore n.9 del Consiglio Supremo del Paese, Vavoudi Mazandarani. E inoltre, come avvocato della signora Ashtiani, avrei dovuto essere la prima persona messa al corrente della decisione, il che non e’ stato”.

fonte

SAKINEH: L’AVVOCATO DUBITA CHE LA LAPIDAZIONE SIA STATA SOSPESA

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talpa e orologio… che freddo fà… tira aria da fascisti? ma nuuu… cose antiche vele d’epoca 2010 IRAN BONELLI BENE SOSPENSIONE CONDANNA MA MOBILITAZIONE CONTINUI … by guido arci camalli poesia sangue

vedete… 1% ad imperia… da il diritto nel 2010 di picchiare le persone per proprie idee… assurda realtà di questa città…. mi rivolgo alle forze antifasciste.. e magari hai genitori .. di queste persone… fosse per me.. avrei risposto.. ma non porta a nulla.. l’unica risposta è tenere alta.. l’attenzione contro un problema doppiamente grave… gli squadristi.. non quelli che han solo fischiato schifani.. ma quelli che han pikkiato una persona.. solo perchè di idee politiche diverse.. mi rivolgo hai genitori… fate riflettere queste persone… che con la violenza.. nulla si risolve…

son antifascista e tale resto …

beh è una legge appena uscita  fresca fresca..

se sei un talpino… devi essere picciato….

se sei un fascista nu….

ebbene è la dura realtà dei marziani… che vivono

qui ad imperia… quel 71% che non vede… non sente

non parla mai…

però cribbio lo votano… eccome se lo votano

l’uomo che da favori.. fà allontanare i giovani da

imperia..

ebbe or dunque.. oggi iniziate le vele d’epoca…

cribbio… imperia era a festa … cribbio… per un paio

di giorni gli occhi son la… quindi… è un appello

a voi fascisti.. se beccate un talpoide… picchiatelo

tanto qui .. nessuno vede…

nessuno sente…

quindi frustateli forte forte… vi consiglio.. pure

delle cinture borchiate…

tanto qui nessuno vedrà… nessuno sentirà

ed tutti ohhhhhhhhh alle vele d’epoca…

pure io me dopo aver fatto foto a the street hihi

jaja….

ma intervenire… ma perchè mai?

son casi isolati….. suvvia… son ragazzate.. la prossima

volta… ancora…

ormai mi aspetto pure io violenze… per essere

di sinistra… azz

che vergogna… spero si trovino i colpevoli..

e che il sindaco …. intervenga è prenda posizionee

una posizione decisa… dai rimetto il comunicato

va…

la mia via la sapete no …

Avevamo sottovalutato il clima, le voci, forse troppo impegnati nel nostro intenso lavoro politico. Domenica cinque settembre la cruda realtà ci si è presentata davanti senza mezzi termini. Un attivista storico de La talpa e l’orologio ha subito un’aggressione in pieno giorno, alla Spianata Borgo Peri. La prassi, abbiamo scoperto in seguito, essere tristemente usuale. Alcune domande: “sei della talpa? Sei antifascista?” E poi le botte. Pugni in pieno volto che non meritano giustificazione e mostrano un clima senza precedenti. A seguito di nessuna provocazione, di una innocua passeggiata con il cane, identificato e raggiunto addirittura dalla parte opposta della strada. Dopo alcune indagini tra di noi sono emersi particolari anche peggiori, si tratta di fatti che vanno avanti da mesi. Tramite giri di conoscenze abbiamo raccolto in poche ore testimonianze di ragazzi e genitori. Basta appunto una maglia, un taglio di capelli non conforme ai loro canoni per far scattare l’azione squadrista. Svariate testimonianze raccolte parlano di intimidazioni a scapito addirittura di minorenni: minacce, pestaggi a mani nude e non solo, più volte l’ausilio di coltelli e oggetti contundenti.

Ci chiediamo a questo punto se sia possibile che Imperia sia diventata una città dove non si possa avere le proprie idee, indossare la maglietta che più piace. Ci chiediamo se non si abbia più la libertà di camminare in strada senza guardarsi le spalle. Se essere antifascista sia diventato un motivo valido per essere picchiati.

Non è nostra intenzione lasciarci andare alle guerriglie di strada, cadere nel gioco malsano della guerra di bande! Francamente noi, e sottolineiamo NOI, abbiamo altro da fare.

La nostra risposta a questo sarà politica, sarà sociale, senza la paura di dire pubblicamente quello che siamo e quali sono le nostre idee.

Non permetteremo che tali azioni passino inosservate cadendo in un cono d’ombra.

Ci auguriamo che chi ha subito in questi mesi minacce o qualcosa di più grave trovi la forza di renderlo pubblico.

CHIAMIAMO A RACCOLTA TUTTE LE FORZE SOCIALI E POLITICHE LIBERE E DEMOCRATICHE. CI APPELLIAMO AD OGNI SINGOLO CITTADINO, A CHIUNQUE NON INTENDA TOLLERARE QUESTO CLIMA DI CRESCENTE VIOLENZA. INTENZIONATI A DARE CON LORO UNA RISPOSTA CAPACE DI SENSIBILIZZARE LA CITTA’.

C.S.A. LA TALPA E L’OROLOGIO

notizie dal mondo

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IRAN: BONELLI, BENE SOSPENSIONE CONDANNA MA MOBILITAZIONE CONTINUI
(ASCA) – Roma, 8 set – ”La sospensione della condanna alla lapidazione nei confronti di Sakineh Mohammadi Ashtiani e’ una bellissima notizia che, pero’, non puo’ far cessare la mobilitazione per la vita e per i diritti umani in Iran”. Lo dichiara il Presidente nazionale dei Verdi, Angelo Bonelli, che aggiunge: ”Sono ancora decine le donne che rischiano la lapidazione: per questo la pressione internazionale deve continuare”.

”La battaglia per salvare la vita di Sakineh e’ solo il principio ed il simbolo di una lotta per salvare la vita di tutte le altre donne che rischiano di morire sotto le pietre – conclude Bonelli -. Su questo la comunita’ internazionale non puo’ permettersi arretramenti : la lapidazione deve essere bandita dall’Iran e dall’intero Pianeta”.

fonte

IRAN BONELLI BENE SOSPENSIONE CONDANNA MA MOBILITAZIONE CONTINUI

Manifestanti sotto l'ambasciata iraniana a Roma 'Salviamo la vita di Sakineh' (LaPresse/Marco Merlini)

Lo scandalo della democrazia

di ROBERTO SAVIANO

DUE pistole che sparano, le pallottole che colpiscono al petto, un agguato che sembra essere anche un messaggio. Così uccidono i clan. Così hanno ucciso Angelo Vassallo, sindaco di Pollica, in provincia di Salerno. Si muore quando si è soli, e lui – alla guida di una lista civica – si opponeva alle licenze edilizie, al cemento che in Cilento dilaga a scapito di una magnifica bellezza. Ma Angelo Vassallo rischia di morire per un giorno soltanto e di essere subito dimenticato.

Come se fosse normale, fisiologico per un sindaco del meridione essere vittima dei clan. E invece è uno scandalo della democrazia. Del resto – si dice – è così che va nel sud, accade da decenni. “Veniamo messi sulla cartina geografica solo quando sparano. O quando si deve scegliere dove andare in vacanza”, mi dice un vecchio amico cilentano. In questo caso le cose coincidono. Terra di vacanze, terra di costruzioni, terra di business edilizio che “il sindaco-pescatore” voleva evitare a tutti i costi.

Questa estate è iniziata all’insegna degli slogan del governo sui risultati ottenuti nella lotta contro le mafie. Risultati sbandierati, urlati, commettendo il grave errore di contrapporre l’antimafia delle parole a quella dei fatti. Ma ci si deve rendere conto che non è possibile delegare tutto alle sole manette o al buio delle celle. Senza racconto dei fatti non c’è possibilità di mutare i fatti.

E anche questa storia meritava di essere raccontata assai prima del sangue. Forse il finale sarebbe stato diverso. Ma lo spazio e la luce dati alla terra dei clan sono sempre troppo pochi. I magistrati fanno quello che possono. I clan dell’agro-nocerino in questo momenti sono tutti sotto osservazione: quelli di Scafati capeggiati da Franchino Matrone detto “la belva”, o gli uomini di Salvatore Di Paolo detto “il deserto”, quelli di Pagani capeggiati da Gioacchino Petrosino detto “spara spara”, il clan di Aniello Serino detto “il pope”, il clan Viviano di Giffoni, i Mariniello di Nocera inferiore e Prudente di Nocera superiore, i Maiale di Eboli.

Il fatto è che il Cilento, terra magnifica, ha su di sé gli occhi e le mani delle organizzazioni criminali che, quasi fossero la nemesi della nostra classe politica, eternamente in lotta, si scambiano favori, si spartiscono competenze pur di trarre il massimo profitto da una terra che ha tutte le caratteristiche per poter essere definita terra di nessuno e quindi terra loro. I Casalesi sono da sempre interessati all’area portuale, così come i Fabbrocino dell’area vesuviana hanno molti interessi in zona. Giovanni Fabbrocino, nipote del boss Mario Fabbrocino, gestisce a Montecorvino Rovella, un paesino alle soglie del Cilento, la concessionaria della Algida nella provincia più estesa d’Italia, il Salernitano appunto. Il clan Fabbrocino è uno dei più potenti gruppi camorristici attualmente noti e intrattiene legami con i calabresi.

Oggi le ‘ndrine nel Salernitano contano molto di più e hanno interessi che vanno oltre lo scambio di favori. Il porto di Salerno, su autorizzazione dei clan di camorra, è sempre stato usato dalle ‘ndrine per il traffico di coca, soprattutto da quando il porto di Gioia Tauro è divenuto troppo pericoloso. Il potentissimo boss di Platì Giuseppe Barbaro, per esempio, è stato catturato a dicembre 2008 mentre faceva compere natalizie a Salerno. In tutto questo, il cordone ombelicale che ha legato camorra e ‘ndrangheta porta un nome fin troppo evidente: A3, ovvero autostrada Salerno-Reggio Calabria. Nel Salernitano sono impegnate diverse ditte dalla reputazione tutt’altro che specchiata. La “Campania Appalti srl” di Casal di Principe avrebbe dovuto costruire le strade intorno al futuro termovalorizzatore di Cupa Siglia. L’impresa delle famiglie Bianco e Apicella è stata raggiunta da un’interdittiva antimafia dopo le indagini della sezione salernitana della Direzione Investigativa Antimafia. Secondo gli investigatori, l’impresa rientra nel giro economico del clan dei Casalesi ed è nelle mani di uomini vicini a Francesco Schiavone.

È così diverso oggi dagli anni ’80 e ’90? Di che territorio stiamo raccontando? Di una Regione dove per la gare d’appalto per la raccolta rifiuti bisogna chiamare una impresa ligure perché in Campania non se ne trova una che non abbia legami con la camorra. Nemmeno una. Se da un lato si arresta dall’altro lato non c’è affatto una politica che tenda a interrompere il rapporto con le organizzazioni criminali. L’attuale presidente della provincia di Napoli Luigi Cesaro, soprannominato “Gigino a’ purpetta” (Luigino la polpetta), fu arrestato nel 1984 in un’operazione contro la Nuova Camorra Organizzata di Raffaele Cutolo. Nel 1985 il Tribunale di Napoli condannò Cesaro a 5 anni di reclusione “per avere avuto rapporti di affari e amicizia con tutti i dirigenti della camorra napoletana fornendo mezzi, abitazioni per favorire la latitanza di alcuni membri, e dazioni di danaro”. Nel 1986 in appello il verdetto fu ribaltato e Cesaro venne assolto per insufficienza di prove. La decisione fu poi confermata dalla Corte di Cassazione presieduta dal noto giudice ammazza sentenze Corrado Carnevale. Ma, come ha raccontato L’Espresso, nonostante Cesaro sia stato scagionato dalle accuse, gli stessi giudici che lo hanno assolto hanno stigmatizzato il preoccupante quadro probatorio a suo carico. Durante il processo, in aula, furono infatti confermati gli stretti rapporti che l’attuale presidente della provincia di Napoli intratteneva con i vertici della Nco (incluso don Raffaele Cutolo). Si parlava di una “raccomandazione” chiesta a Rosetta Cutolo, sorella di Raffaele, per far cessare le richieste estorsive di Pasquale Scotti, personaggio tuttora ricercato ed inserito nell’elenco dei trenta latitanti più pericolosi d’Italia. (Consiglio caldamente di fare una piccola ricerca su youtube per “Luigi Cesaro esilarante”, ascolterete un monologo del presidente della provincia che sarà più eloquente delle mie parole).

Tutto questo non si può tacere. E chi lo tace è complice. Mi viene da chiedere a chi in questo momento sta leggendo queste righe se ha mai sentito parlare di Federico Del Prete, sindacalista ucciso nel 2002 a Casal di Principe. Se ha mai sentito parlare di Marcello Torre, sindaco di Pagani ucciso nel 1980 perché cercava di resistere a concedere alla camorra gli appalti per la ricostruzione post terremoto. E di Mimmo Beneventano vi ricordate? Consigliere comunale del Pci, trentadue anni, medico, fu ucciso nel 1980 a Ottaviano per ordine di Raffaele Cutolo perché ostacolava il suo dominio sulla città. E di Pasquale Cappuccio? È stato consigliere comunale del Psi, avvocato, ucciso nel 1978 sempre a Ottaviano. E Simonetta Lamberti, uccisa a Cava dei Tirreni nel 1982. Aveva dieci anni e la sua colpa era essere la figlia del giudice che andava punito. Le scariche del killer raggiunsero lei al posto del loro obiettivo. Qualcuno di questi nomi vi è noto? Temo solo ad addetti ai lavori o militanti di qualche organizzazione antimafia. Questi nomi sono dimenticati. Colpevolmente dimenticati. Come, temo, lo sarà presto quello di Angelo Vassallo. Ai funerali di Antonio Cangiano, vicesindaco di Casal di Principe gambizzato dalla camorra nel giugno 1988 e da allora costretto sulla sedia a rotelle, non c’era nessun dirigente della sinistra. Tutto sembra immobile in territori dove non riusciamo nemmeno a ottenere il minimo, l’anagrafe pubblica degli eletti per sapere esattamente chi ci governa.

Le indagini sull’omicidio di Angelo Vassallo vanno in tutte le direzioni, si sta scavando nel passato e nel presente del sindaco. Perché, come mi è capitato di dire altrove, in queste terre quando si muore si è sottoposti a una legge eterna: si è colpevoli sino a prova contraria. I criteri del diritto sono ribaltati. E quindi già iniziano a sentirsi voci di ogni genere, ma nulla tralascerà la Dda. L’aveva scritto Bruno Arpaia (non a caso nato a Ottaviano) nel suo bel libro Il passato davanti a noi, che mentre i militanti delle varie organizzazioni della sinistra extraparlamentare sognavano Parigi o Pechino per far la rivoluzione e scappavano a Milano a occupare università o fabbriche, non si accorgevano che al loro paese si moriva per un no dato ad un appalto, per aver impedito a un’impresa di camorra di fare strada.

È in quei posti invisibili, apparentemente marginali che si costruisce il percorso di un Paese. Tutto questo non si è visto in tempo e oggi si continua a ignorarlo. La scelta del sindaco in un comune del Sud determina l’equilibrio del nostro Paese più che un Consiglio dei ministri. Al Sud governare è difficile, complicato, rischioso. Amministratori perbene e imprenditori sani ci sono, ma sono pochi e vivono nel pericolo.

In queste ore a Venezia verrà proiettato sul grande schermo “Noi credevamo” di Mario Martone, una storia risorgimentale che parte proprio dal Cilento, dal sud Italia. Forse in queste ore di sgomento che seguono la tragedia del sindaco Angelo Vassallo vale la pena soffermarsi sull’unico risorgimento ancora possibile che è quello contro le organizzazioni criminali. Un risorgimento che non deve declinarsi come una conquista dei sani poteri del Nord verso i barbari meridionali: del resto è una storia che già abbiamo vissuto e che ancora non abbiamo metabolizzato. Ma al contrario deve investire sul Mezzogiorno capace di innovazione, ricerca, pulizia, che forse è nascosto ma esiste. Deve scommettere sulla possibilità che il Paese sappia imporre un cambiamento. E che da qui parta qualcosa che mostri all’intera Italia il percorso da prendere. È la nostra ultima speranza, la nostra sola risorsa. Noi ci crediamo.

©2010 Roberto Saviano/ Agenzia Santachiara

fonte
Lo scandalo della democrazia – Repubblica.it

sangue

sangue del mio sangue

coraggio del mio coraggio

pikkiato come un selvaggio

sangue del mio sangue

umano che pikkia umano

umano che uccide umano

sangue giallo

sangue nero

sangue di molti colori

pikkia…. più forte

pikkia… con la cintura

ove nessuno qui sente

ove nessuno qui può reagire

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talpa e orologio tira brutta aria… fà freddo…. No alla lapidazione di Sakineh by guido arci camalli

f:tu si fascista?

n: nu so talpista….

f: ah tu nun eri picciotto?

n: nu io son talpista…. fiolo

f: ti han picciato?

n: nu mi han detto… che  i picciotti son solo quelli

fascisti…

f: ahhh credevo… pikkiano tutti qui sai?

n: davvero….

f: pure per il porto nuovo…. ops

n: ops

f: ma belin sti talpini che van barcheto

n: già dovevano andare sul torrente impero

f: però picciare un talpino… ma ci vedeva?

t: ma insomma.. cribbio… la talpa se fà qualcosa di

diverso la picciano…. cribbio…

n: già tira brutta aria alla talpa… fà freddo

f: insomma che volevano fare i talpini… imperia

è un covo di extraterrestri omertosi… non lo sapevi

n: nu

t: ma cribbio noi talpini…. che facciamo di male?

f: esistete… tentate di far cambiar idea alla gente

non lo si può più fare… capito

il comunicato della talpa e orologio

Avevamo sottovalutato il clima, le voci, forse troppo impegnati nel nostro intenso lavoro politico. Domenica cinque settembre la cruda realtà ci si è presentata davanti senza mezzi termini. Un attivista storico de La talpa e l’orologio ha subito un’aggressione in pieno giorno, alla Spianata Borgo Peri. La prassi, abbiamo scoperto in seguito, essere tristemente usuale. Alcune domande: “sei della talpa? Sei antifascista?” E poi le botte. Pugni in pieno volto che non meritano giustificazione e mostrano un clima senza precedenti. A seguito di nessuna provocazione, di una innocua passeggiata con il cane, identificato e raggiunto addirittura dalla parte opposta della strada. Dopo alcune indagini tra di noi sono emersi particolari anche peggiori, si tratta di fatti che vanno avanti da mesi. Tramite giri di conoscenze abbiamo raccolto in poche ore testimonianze di ragazzi e genitori. Basta appunto una maglia, un taglio di capelli non conforme ai loro canoni per far scattare l’azione squadrista. Svariate testimonianze raccolte parlano di intimidazioni a scapito addirittura di minorenni: minacce, pestaggi a mani nude e non solo, più volte l’ausilio di coltelli e oggetti contundenti.

Ci chiediamo a questo punto se sia possibile che Imperia sia diventata una città dove non si possa avere le proprie idee, indossare la maglietta che più piace. Ci chiediamo se non si abbia più la libertà di camminare in strada senza guardarsi le spalle. Se essere antifascista sia diventato un motivo valido per essere picchiati.

Non è nostra intenzione lasciarci andare alle guerriglie di strada, cadere nel gioco malsano della guerra di bande! Francamente noi, e sottolineiamo NOI, abbiamo altro da fare.

La nostra risposta a questo sarà politica, sarà sociale, senza la paura di dire pubblicamente quello che siamo e quali sono le nostre idee.

Non permetteremo che tali azioni passino inosservate cadendo in un cono d’ombra.

Ci auguriamo che chi ha subito in questi mesi minacce o qualcosa di più grave trovi la forza di renderlo pubblico.

CHIAMIAMO A RACCOLTA TUTTE LE FORZE SOCIALI E POLITICHE LIBERE E DEMOCRATICHE. CI APPELLIAMO AD OGNI SINGOLO CITTADINO, A CHIUNQUE NON INTENDA TOLLERARE QUESTO CLIMA DI CRESCENTE VIOLENZA. INTENZIONATI A DARE CON LORO UNA RISPOSTA CAPACE DI SENSIBILIZZARE LA CITTA’.

C.S.A. LA TALPA E L’OROLOGIO

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Menifestazione di donne anglo-iraniane a Londra

No alla lapidazione

//

Manifestazione dell’Associazione delle donne anglo-iraniane di fronte all’ambasciata statunitense a Londra contro l’uso iraniano di condannare a morte le donne e in particolare contro la barbarie della lapidazione.
I manifestanti vogliono inoltre richiamare l,’attenzione della diplomazia Usa sulla sorte delle donne dissidenti, ferite quando le forze armate irachene, subentrando alle forze armate americane, assunsero il controllo della località Camp Ashraf nel Luglio 2009.

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No alla lapidazione

p.s.

se qualcuno si è offeso tipo qualche facista…

gli dico che non è con le botte che si cambia una

persona…

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riflessioni di notte… by guido arci camalli… no alla LAPIDAZIONE # Caso Sakineh, Iran: Basta a interferenze dall’estero‎ –


storie di pesci foca….

storie di inquinamenti da poco…..

storie di persone che si son perse ieri….

quelle storie di corriere prese di mezzanotte per il

kosovo…

quelle storie di amici…. senza destino…. senza coraggio

uniche gelosie….. freddi inverni…. passati ad ubriacare

il tempo…

il tempo è senza razzismo…. il tempo è senza ragioni

di stato…..

immagini di diversità che si uniscono…

storie di diversità che già vivono …

storie diverse… senza un passato triste..

noi lanciamo dadi…. contro il razzismo

noi lanciamo dadi… contro intolleranza…

sguardi persi…

sguardi di coraggio isolato… o ritrovato…

sguardi di felicità estrema…

sguardi…. di lune strane…..

ricordi antichi… e brividi vecchi… dei ricordi falsi

antichi solidi…

ma noi abbiamo memorie?

noi abbiamo sapori?

noi siamo umili….

nei porti altrui…

picciotti per la strada..

che scorrazzano liberamente….

picciotti che sparano… parole senza omerta alcuna

picciotti coraggiosi….

picciotti non piccioni… che san cantare…

libertà…. di un effimero pensiero…

libertà… dai denti stretti… che dormono sotto i ponti…

libertà di noi diversi… senza abilità.. senza alcun

bavaglio…

liberi… ora liberi… sempre…

MA son li quelli che aspettano i ricordi più dolci

ma son qui quelli che mi voglion vedere affossato

invidia amor mio

invidia amor mio..

cammina dolce verso di me…

non spaventar il giullare di porto maurizio

ove lui pesca c’è un pesce ballerino

balla giullare dei camalli

balla tu che vivi in corpi altrui

balla e tu dai riccioli d’oro

ma c’è il suono del mio passato…

dei venti di maggio…

dei venti di un amor sfuocatoma so  io alga

e mi inabisso nel fuoco del presente….

da sempre


Roma, 7 set. (Apcom) – Se la comunità internazionale continua a disapprovare la condanna a morte per Sakineh Mohammadi Ashtiani – oggi sono intervenuti, fra gli altri, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e il presidente della Commisione Europea, Jose Manuel Barroso – l’Iran respinge le critiche estere. I paesi stranieri dovrebbero smetterla di interferire nel caso di Sakineh. A sostenerlo, come riferisce la Bbc, è stato il ministero degli Esteri iraniano, che ha però ricordato che la Corte Suprema sta riesaminando il caso. Durante una conferenza stampa a Teheran, il portavoce Ramin Mehmanparast ha dichiarato che il caso della donna condannata alla lapidazione “non dovrebbe diventare una questione legata al rispetto dei diritti umani”. Che ognuno si occupi degli affari di casa propria, insomma. “Questi Paesi stanno difendendo una donna processata per omicidio e adulterio – ha aggiunto – se rilasciare tutti quelli che hanno commesso un omicidio deve essere percepito come una questione legata ai diritti umani, allora i Paesi europei dovrebbero rilasciare tutti gli assassini”. “La posizione del governo italiano è stata molto netta e non solo di principio – ha ricordato oggi Giorgio Napolitano – c’è stata una iniziativa nei confronti del governo iraniano e ieri mi ha riferito il ministro Frattini che gli è stato fatto sapere che nessuna decisione è stata presa a riguardo”. “Sono rimasto raccapricciato quando ho appreso che Sakineh Mohammadi Ashtiani è stata condannata a morte per lapidazione”, è stata la reazione di Jose Manuel Barroso. “E’ una barbarie per cui non ci sono parole”, ha continuato il presidente della Commisione Europea. cza

fonte

  • Caso Sakineh, Iran: Basta a interferenze dall’estero‎ –
  • Circolo ARCI Antica Compagnia Portuale di Imperia

    Lunedi’ 13 settembre alle ore 21.30 il regista Franco Fracassi presentera’ il suo film documentario !Le dame e il Cavaliere”

    (AGI) – Roma, 15 giu. – La grande distribuzione rifiuta di portare nelle sale il film “Le dame e il Cavaliere” e gli autori inventano un nuovo modo di arrivare sugli schermi: il passaparola. E’ cosi’, infatti, che il documentario finanziato dalla casa di produzione ‘Telemaco’ e realizzato da un gruppo di cineasti e giornaliste/i indipendenti che racconta e mostra l’intreccio di vicende private e politiche del presidente del Consiglio viene diffuso: attraverso serate a tema nei circoli politici come quelli del Popolo Viola. Nessuno infatti ha voluto distribuire il film nelle sale italiane e perfino alcuni autori hanno chiesto di non essere citati rinunciando perfino ai diritti della Siae. Il tutto – secondo gli autori – per non incappare nelle ire del premier.

    link del film alla pagina facebook:
    http://www.facebook.com/pages/Le-dame-e-il-Cavaliere/118984254798914

    Rassegna stampa sul web:
    TIMES ON LINE
    http://www.timesonline.co.uk/tol/news/world/europe/article7149037.ece
    EL PAIS 15 GIUGNO 2010
    http://www.elpais.com/articulo/cultura/Internet/acoge/documental/italiano/nadie/quiere/exhibir/elpepucul/20100615elpepucul_7/Tes
    IL MANIFESTO
    http://www.ilmanifesto.it/il-manifesto/in-edicola/numero/20100609/pagina/04/pezzo/280024/
    L’UNITA’
    http://www.unita.it/news/italia/99876/le_dame_e_il_cavaliere_video_inchiesta_su_veline_ed_escort

    Mercoledi’ 15 settembre serata a cura di Picci, Manuela e Adriana.

    Giovedi’ 16 settembre Mattia saluta i suoi amici prima di partire.

    Venerdi’ 17 settembre alle ore 19.30 ospiteremo Renato Curcio che presentera’ il suo ultimo libro “Respinti sulla strada”. Sata l’occasione per continuare a parlare di migranti. Seguira’ alle 21.30 cena con prenotazione obbligatoria al 3289663179

    “Respinti sulla strada” propone i risultati di una ricerca svolta con ragazzi, molti dei quali minorenni, arrivati da soli in Italia, con ogni mezzo, da diverse parti del mondo.

    Domenica 19 settembre in occasione del concerto dei Lou Dalfin in Calata Cuneo, il circolo restera’ aperto.

    FONTE


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    GAI SABER SABATO 11 SETTEMBRE ORE 21,15 PEVERAGNO daje arci camalli e arci guernica ….. # # # NO ALLA LAPIDAZIONE DI Sakineh Mohammadi Ashtiani by guido arci camalli

    GAI SABER

    PER CONTATTI: Alessandro Rapa 3384735136

    info@gaisaber.itwww.gaisaber.it

    SABATO 11 SETTEMBRE ORE 21,15

    PEVERAGNO

    CORTILE CASA AMBROSINO – VIA BERSEZIO 34

    (in caso maltempo, Confraternita di S. Pietro in Vincoli – Via Giordana di Clans)

    VIANDANTI, VIAGGIATORI E PELLEGRINI

    sulla strada di Santiago de Compostela

    un percorso multimediale dalla Valle Stura ai Paesi Catari, dai Pirenei alla Galizia

    Letture scelte dal romanzo “Pellegrino a pedali” di Lele Viola, eseguite da Pietro Viggiano, Sofia Mirimin e Costanza Rapa

    Musiche e videoproiezioni:   Gai Saber

    Coreografie: Valentina Taricco

    Danza: Barbara Brignone, Elena Brizio, Luisa Politano

    Il 2010 è l’anno del Giubileo Compostelano; sono dichiarati infatti “Anno Santo Giacobeo” gli anni in cui il 25 luglio, festa di San Giacomo,  cade di domenica, evento che si verifica circa 14 volte nell’arco di un secolo.

    Una ricorrenza che ci riporta quindi al viaggio in bicicletta di Lele Viola  verso Santiago ed al suo singolare ed atipico resoconto, quel “Pellegrino a pedali” scritto nell’anno 1999.

    Definire peraltro “pellegrino a pedali” il resoconto di un viaggio alla ricerca di se stessi è certamente banale e riduttivo. Come il suo autore, uomo di multiforme interessi  ed affetti (ciclista, insegnante, musicista, apicoltore, e, non ultimo tassello, amante della montagna e dell’Occitania) è l’espressione di molteplici influenze: l’amore per il viaggio lento, naturale, non segnato dalle scadenze e dagli impegni, la curiosità di scoprire il pensiero e la profondità delle persone che si incontrano, l’amore per la bici e la tecnica ciclistica, la volontà di salvaguardare la natura,  la ricerca del proprio ritmo e della propria serenità.

    L’elemento più intrigante del libro di Lele forse è proprio la mescolanza dei temi che lo caratterizzano: la fatica ed il pensiero, la  natura e e la sacralità dei luoghi, il movimento e la calma.  Un testo trasversale quindi, vario e ricco di stimoli; in una parola, moderno.

    La musica dei Gai Saber, come l’opera di Lele,  affonda  le proprie radici nella montagna occitana ma guarda altrove, viaggiando attraverso i territori bruciati dal sole della Francia del Sud e della Spagna, fino ai suoni della gaita galiziana e a Santiago di Compostela; non un punto di arrivo, ma solo una tappa, da cui ripartire ancora.

    Lele Viola

    Lele Viola, nato a Cuneo nel 1955, vive a Cervasca con Germana e i figli Francesco e Chiara. Insegna Estimo all’Istituto per Geometri di Cuneo. Negli ultimi venticinque anni ha suonato musica occitana, ha allevato pecore e capre, restaurato diverse case sparse per le valli, piantato un migliaio di alberi e fatto centomila chilometri in bicicletta. www.leleviola.it

    Pietro Viggiano è allievo dell’ accademia teatrale “G. Toselli” Ha studiato recitazione con gli insegnanti Chiara Giordanengo e Michele Viale fin dall’età di otto anni ( 1999 -2009). Nel 2005 ha inoltre collaborato con il gruppo teatrale la “Gramigna” nello spettacolo “I miserabili”. Nel 2009 ha recitato con i Gai Saber nello spettacolo “tutti gli animali della terra adorano i signore”

    Sofia Mirimin e Costanza Rapa hanno studiato teatro nell’Accademia teatrale Toselli di Cuneo.

    Valentina Taricco, ballerina e coreografa ha portato avanti lo studio sia della danza contemporanea che dell’afro, insegna entrambe le tecniche ( Cuneo “New Olimpic”, Borgo “Stile Libero”). Come danzatrice lavora per la compagnia “Sowilo” di S. Brunelli, saltuariamente per M.C.Fontanelle e collabora con il duo “Running Woman Idea”; recentemente ha seguito come assistente le coreografie del film “Tutta colpa di Giuda” di D. Ferrario.

    In passato ha danzato per la compagnia Kaidara di K.Genero e ha studiato a Parigi sia contemporanea che afro. Collabora attivamente con I Gai Saber dal 2009.

    Simone Lombardo è polistrumentista  leader de “La Ramà”, con cui ha prodotto nel 2007 lo splendido “L’encharma” (L’incantesimo) Opera da anni nell’ambito della musica occitana ed ha all’attivo numerosissime partecipazioni in vari gruppi di musica tradizionale e non (Lo Truc, Traffic Light Orchestra, Gai Saber).

    I Gai Saber sono:

    Maurizia Giordanengo (organetto)

    Chiara Bosonetto (voce)

    Elena Giordanengo (arpa, tamburi e flauti provenzali, voce)

    Giorgio Mattiauda (batteria)

    Alessandro Rapa (chitarre acustiche , bodhran, voce,  campionamenti e programmazioni digitali)

    Simone Lombardo (ghironda, flauti, cornamusa

    arci camalli yeahhh

    Mercoledi’ 8 settembre: serata a cura di Picci, Manuela e Adriana. Il circolo aprira’ alle 20.30

    Giovedi’ 9 settembre: Alle 20.00 Caterina ci preparera’: pasta alle verdure, braciole e patate fritte, tutto senza dimenticarsi dei vegetariani. Telefonare o SMS per prenotare a Caterina tel. 328 33 22 570.
    Durante la cena potremo vedere fotografie della Guerra di Algeria, realizzate da fotografi francesi nel periodo compreso tra il 1954 e il 1964

    Venerdi’ 10 settembre: Cena alle 20.00. In cucina Angela e Ines; alle 21.30 parleremo di Simon Konianski: ha 35 anni, un figlio, un matrimonio fallito alle spalle con caliente ballerina ispana, è ipocondriaco, laureato in filosofia, torna a vivere da papà Ernest…
    Caustica e corrosiva acidità di matrice yddish.
    Il giovane regista belga riesce a regalare un’ora e mezza di umorismo cinicamente e deliziosamente cattivo, e momenti di malinconia e riflessione, dosandoli senza cadere in eccessi retorici ne’ da una parte ne’ dall’altra.

    Ingresso riservato ai soci.
    Vi aspettiamo.
    Il direttivo.

    arci guernica

    Venerdì 10  settembre dalle ore 20.00

    In cucina:

    TORTINI

    Tortiera di patate sarde e pomodori, Quiche di cipolle di Tropea, insalata mista, dolce

    Sabato  11  Settembre dalle ore 20.00

    La cucina è aperta

    Di seguito:

    4° METAL DEATH NIGHT

    Concerto metal

    Ingresso riservato ai soci Arci

    INFO 3311143004

    Collaborazione tra Coop Liguria e il Circolo Arci Guernica
    Scritto da Il direttivo
    Informazione per tutti i soci e simpatizzanti

    Nell’ambito del progetto di sostegno all’associazionismo locale, presentando un apposito modulo timbrato dall’associazione di appartenenza, al Punto Soci del Superstore di Imperia, il nuovo socio Coop riceverà 5 buoni acquisto del valore di 5 euro ciascuno,complessivamente corrispondente alla somma depositata per il rilascio della Carta Socio Coop; all’Associazione sarà riconosciuto il controvalore equivalente a 2 buoni (10 euro complessivi). L’iniziativa proseguirà fino al 31 dicembre 2010.

    PRESSO IL CIRCOLO E’ A DISPOSIZIONE

    L’APPOSITO MODULO DA PRESENTATE AL PUNTO SOCI COOP DI IMPERIA.

    il ritmo la storia la gloria….

    il ritmo il volo il suono….

    il ritmo il cielo l’arcobaleno…il coraggio il cielo pieno di vino buono…

    il giorno dei giusti uomini…..

    il giorno dei poveri? …

    risorge il giorno

    titoli di coda… un estate 2010 che non va…

    e se poi va… dove vah?


    no alla lapidazione

    Roma, 1 set. – (Adnkronos) – ”No alla lapidazione di Sakineh. Ho firmato l’appello internazionale lanciato dalle organizzazioni per la difesa dei diritti dell’uomo, da intellettuali e uomini della cultura contro l’assurda e disumana condanna di Sakineh Mohammadi-Ashtiani”. E’ quanto dichiara il capogruppo del Pd in Campidoglio Umberto Marroni.

    “E’ inaccettabile per ogni sincero democratico assistere inerme alla condanna e alla brutale esecuzione di una donna accusata di adulterio – prosegue Marroni – Oltre che assurda e ingiusta la condanna inflitta a questa donna evidenzia una concezione primitiva della societa’ che sostiene la discriminazione anche giuridica di genere. Sono sicuro che una iniziativa forte ed incisiva puo’ partire da Roma, citta’ di pace e centro mondiale della cristianita’, per favorire in ogni modo una soluzione che porti alla revoca della condanna”.

    “Mi appello anche altri colleghi consiglieri comunali e municipali che ancora non l’hanno fatto, a partire da quelli del mio partito, affinche’ aderiscano all’appello e al dovere di non far mancare il sostegno a questa iniziativa – conclude Marroni – Al Consiglio comunale e al sindaco chiedo di vagliare e intraprendere tutte le iniziative necessarie affinche

    ‘ sia scongiurato il tragico esito della condanna inflitta a Sakineh”.

    fonte

    Iran: Marroni (Pd), contro lapidazione Sakineh serve iniziativa

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    il fiuto…. il finto… by guido arci camalli # # Gelmini annuncia non assunzione per 200000 precari « Fidest … by guido arci camalli

    solo le giornate… son coperte ….

    solo i gemiti son da portuali…..

    solo il lavoro ti fà sentir  inutile….

    solo la forza… è la risposta… ed inutile è il valore…

    solo senza amore…

    solo senza odore….. in giornate… in serate…

    nuvole di lavoro precario

    ma i sapori…. della mia campagna….

    ma gli odori… della povertà…

    i fischi dei poveri…

    le onde che scendono… e non salgono mai…

    posti che non cambiano… e laghi e fiumi storti..

    e gli unici speciali uomini poi crescono….

    ed imparano… che il disordine è la legalità dei cieli…

    la legalità dei disordini…

    la legalità dei porti…..

    ma poi restano le emozioni… del inizio….

    le emozioni dei picciotti…

    le emozioni di omerta…

    quello che non vedi…. poi devi sentire mai

    il silenzio poi diventa voce che soave aleggia… che

    soave riprende a dare il buon umore… ad anime tristi

    voce che suona la melodia del cielo….

    voce di pura eleganza

    ma la pace la si deve disegnare… e accettare….

    ma la pace è nel mio cuore…

    ed i numeri non son solo numeri…

    son cose che restano nel cuore….ma son gli occhi a parlare…

    perchè non son picciotti..

    perchè san spesso volare…

    ed rischiare

    CIAO Shoya Tomizawa

    lo spettacolo spesso lo si deve fermare…

    notizie dal mondo

    Giacomo Russo, uno dei precari della scuola palermitani da giorni in sciopero della fame, e’ stato ricoverato d’urgenza all’ospedale Santo Spirito di Roma a causa del grave stato di disidratazione riscontrato dal medico che questa mattina ha accertato le condizioni di salute dei lavoratori in presidio davanti Montecitorio. Lo riferisce la rappresentanza sindacale di base USB Scuola che invita i precari ad interrompere lo sciopero della fame ed a passare a forme collettive ed organizzate di mobilitazione.

    fonte

    Ricoverato un precario della scuola – Sicilia On-Line – Linea

    Gelmini annuncia non assunzione per 200000 precari

    Posted by fidest su domenica, 5 settembre 2010

    Nella conferenza stampa il Ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini ha dichiarato che la Scuola non riuscirà ad assorbire i duecentomila precari attuali, gelando così le speranze dei supplenti che nei giorni scorsi si sono resi protagonisti di manifestazioni a Roma, di fronte al Ministero e in tutta Italia presso le Prefetture. Aggiunge inoltre la Gelmini che questi esuberi sono causa delle scellerate politiche sull’assunzione ereditate dalle precedenti Gestioni, e non dal Governo in carica “Tutto ciò è inaccettabile – tuona Annalisa Martino Responsabile per la Scuola e l’Istruzione dell’Italia dei Diritti – i precari in lista d’attesa sono stati previsti perché ce n’è realmente necessità. Bisogna ricordare che non sono stati assunti per beneficenza in quanto sono vincitori di concorso pubblico oppure hanno frequentato l’ormai abolita SSISS”. Un invito viene lanciato dall’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro a ponderare con attenzione il problema di un’informazione televisiva univoca che lancia i comunicati ministeriali come diktat senza garantire un onesto contradditorio con l’opposizione e le  categorie sociali interessate. Non esente da colpe, sarebbe, inoltre inteso, il comportamento latitante dei sindacati.“Il problema della non assunzione di precari comporta – aggiunge la Martino – una cattiva distribuzione del monte ore assegnato alle principali materie di studio, pur di non assumere un’unità docente in più, causando nella continuità didattica evidenti interruzioni.”“La scuola deve, nella sua missione sociale fondamentale, garantire il rispetto dei principi costituzionali di efficacia e meritocrazia, cosa che con l’attuale Esecutivo non abbiamo e non avremo”.

    fonte

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